Torniamo nelle Marche per capire come far tornare i conti del grano duro. Massimo Michelini agricoltore di Ostra (AN), ci racconta: « Sono titolare di un’azienda della dimensione di circa 250 Ha, nelle mia azienda coltivo principalmente grano duro per circa le metà della superficie aziendale e nell’ultima annata sono riuscito ad ottenere una resa di circa 60 q/Ha di granella. Le varietà seminate sono Farah, Odisseo, Achille e Iride. Inoltre nella mia azienda coltivo anche: girasole, coriandolo e erba medica e un po’ di grano tenero.»
Come risparmio concime e diserbo
«Nella mia azienda effettuo una concimazione localizzata alla semina con lo scopo di risparmiare il più possibile concime apportando macroelementi come fosforo e potassio e un 3 % di azoto sia organico che minerale ma la tendenza della mia azienda è quella valutare in base a come reagisce la coltura di sostituire progressivamente la concimazione minerale con quella organica.» Ci racconta Michelini. La concimazione localizzata alla semina offre diversi vantaggi sia di tipo agronomico che economico ed ambientale quali:
Assicurare un maggiore e uniforme sviluppo della coltura
Con bassi dosaggi si è in grado di ottenere le stesse prestazioni di una concimazione tradizionale con un notevole risparmio economico.Bassi dosaggi consentono di ridurre gli sprechi mitigando quindi l’impatto ambientale.
Per quanto riguarda la concimazione di copertura Michelini ci racconta: « nella mia azienda effettuo 2 passaggi il primo apportando azoto e zolfo e il secondo apportando solo azoto, in una parte dell’azienda sto sperimentando una prima concimazione con solfato ammonico e una seconda con un concime organico a lenta cessione»
Malattie del grano
Il clima poco piovoso nell’ultima fase del ciclo colturale in prossimità della maturazione ha consentito di ottenere un prodotto dall’elevata qualità, dice Michelini.
«Nella mia azienda faccio un intervento fungicida a base di zolfo all’incirca al mese di marzo se si è in presenza di una primavera molto piovosa, altrimenti mi limito a fare un unico intervento fungicida nella prima decade di maggio in fase di spigatura con il quale riesco a tenere sotto controllo le principali malattie fungine: oidio, ruggini, fusariosi, septoriosi»
Michelini conclude dicendo che «la prima concimazione in copertura a base di zolfo indirettamente cura anche il mal del piede»
Autore: Alessandro Contini
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