Le erbe infestanti sono un problema sempre attuale nella coltivazione del grano. in Toscana i diserbi non sono efficaci come qualche anno fa a causa delle resistenze causate soprattutto sul loietto. Ne parliamo con Natale Zucchini cerealicoltore della Val di Chiana.
Natale Zucchini, socio della Cooperativa Co.Agri.A. (Consorzio Agricoltori Aretini), ci racconta: «Negli ultimi anni si è riscontrato il problema del loietto che ha cominciato a manifestare qualche forma di resistenza agli erbicidi. Infatti, i diserbi in post – emergenza non ce la fanno più a contenere le infestazioni. Per questo motivo siamo tornati ad utilizzare quei principi attivi tipo Clortoluron prodotti un po’ vetusti che si usavano agli albori dell’epoca dei diserbi. Questi principi sono impiegati come diserbo sia di pre che di post emergenza con tutti i limiti del caso; infatti avevamo smesso di utilizzare questi principi attivi perchè i prodotti da utilizzare per i diserbi in post emergenza erano molto efficaci. Tuttavia, per contenere le infestanti occorrerebbe fare rotazioni più lunghe. Sarebbero necessarie anche lavorazioni specifiche per la riduzione della carica dei semi di infestanti ma non è semplice.»
Tra le infestanti a foglia larga tra le più importanti per il grano vale la pena ricordare: Vilucchio (Convolvulus arvensis), Stoppione (Cirsium arvense) Papavero (Papaver rhoeas) e Borsa del Pastore (Capsella bursa-pastoris).
Le malattie del grano non sono un grosso problema
«Le patologie che colpiscono il grano anche grazie ad una sempre minore piovosità nel periodo primaverile, negli ultimi anni non hanno creato grossi problemi. L’agente del fusarium della spiga (Fusarium nivale) è quello che in condizioni di piovosità elevata in qualche anno ha causato ingenti perdite sia quantitative che qualitative con sviluppo di tossine che compromettono l’attività molitoria».
«La maggior parte dei soci iscritti alla nostra cooperativa ha l’abitudine di effettuare 2 trattamenti per mantenere sotto controllo le principali patologie che possono colpire il frumento: uno nella fase di fine accestimento inizio levata e un secondo nella fase di piena spigatura.»
«I parassiti terricoli come afidi e lema non hanno mai rappresentato un problema visto i pochi danni causati alle produzioni» conclude Zucchini.
L’acqua non rappresenta una criticita’
«Nonostante le ultime annate non hanno avuto una distribuzione regolare delle precipitazioni, la Val di Chiana non presenta grossi problemi per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico. In particolare ci sono alcune zone che sono ben fornite perchè attingono acqua direttamente dalla diga di Montedoglio sopra Sansepolcro. Inoltre anche la presenza del canale Maestro della Chiana che presenta una portata di acqua regolare per tutta la stagione irrigua favorisce quegli agricoltori che effettuano colture irrigue (mais, ortaggi). Questi hanno quindi possibilità di attingere facilmente la risorsa idrica necessaria, tutto questo non riguarda coltivazione di grano duro in quanto nella nostra zona difficilmente viene irrigato» conclude Zucchini.
Autore: Alessandro Contini
Puoi seguirci anche sui social, siamo su Facebook, Linkedin e Instagram




