Daniela Ferrando, presidente Cia Alessandria-Asti
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X CONFERENZA ECONOMICA CIA: TRA EXPORT E SOSTENIBILITÀ

X Conferenza economica Cia: focus su export e sostenibilità

Si è svolta a Roma, pochi giorni fa, la X Conferenza economica di Cia – Agricoltori Italiani. Presenti delegazioni di agricoltori, istituzioni nazionali ed europee, rappresentanti di enti e organizzazioni, analisti ed esperti di rilievo internazionale.

L’impegno di Cia

Nel corso della Conferenza economica, Cia ha rinnovato il suo impegno sui fronti più strategici, ma anche critici per l’agricoltura. Tra i temi toccati, spiccano la presa di posizione contro le guerre di occupazione e quelle commerciali. Ma anche, l’agricoltura come alleato fondamentale per la competitività e la sostenibilità globale.

Tre le sfide che dovranno essere affrontate nei prossimi mesi: una Pac più equa, in aiuto agli agricoltori, un tetto ai contributi per le grandi aziende e uno sforzo diplomatico per evitare i dazi Usa.

L’export

A evidenziare l’entità del pericolo per l’export agroalimentare italiano, il report Nomisma per Cia, illustrato nel corso della Conferenza economica. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato di riferimento mondiale per cibo e vino Made in Italy, valgono quasi il 12% di tutto l’export tricolore mettendo il Paese in testa alla classifica Ue. A rischio sicuro il pecorino romano, vini, prosecco e sidro. Sardegna e Toscana le regioni più vulnerabili. «Continuiamo a lavorare come sistema» la promessa e l’appello del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità nazionale, Francesco Lollobrigida.

L’incertezza italiana ed europea di fronte agli Stati Uniti il nocciolo del discorso del presidente del Comitato Scientifico ISPI, Paolo Magri: «Che l’età dell’oro per gli Usa, non corrisponda all’età del bronzo per noi – ha dichiarato –. Per affrontare i dazi, bisogna capire qual è il principio che li muove; quindi, in che rapporto siamo con gli Stati Uniti. Anche l’Italia deve tenere una posizione».

Dalla dimensione globale a quella locale

“Il ruolo delle aree interne” in Italia è stato il focus della seconda sessione dei lavori della X Conferenza economica di Cia. Aperta dalla lezione del professore di sociologia rurale dell’Università di Wageningen, JD Van Der Ploeg: «Quella che oggi è considerata un’area svantaggiata o marginale, domani può essere all’avanguardia – ha sottolineato –. Non dipende tanto dalla geografia, quanto dal modello di sviluppo agricolo. Se è dedicato, specifico, può fare la differenza». Questo significa, però, garantire la «rivalorizzazione della funzione degli agricoltori» e il «rafforzamento della polivalenza». «Non si può rischiare l’abbandono dei territori interni – ha continuato il direttore Centro Agricoltura e Ambiente del CREA, Giuseppe Corti – anche per la tenuta idrogeologica del Paese. Se non vogliamo rendere l’Italia ancora più fragile, dobbiamo lavorare tutti insieme, costruire tavoli di concertazione con politici, amministratori locali, organizzazioni agricole e scienziati, per trovare soluzioni, bloccare il consumo di suolo, riportare i servizi e ammodernare le infrastrutture. Solo così possiamo aiutare gli agricoltori e le comunità a restare».

E un altro aiuto, di tipo innovativo, alle aree interne può venire dal miglioramento genetico delle colture, per resistere meglio a malattie e cambiamenti climatici, come ha spiegato Gianfranco Diretto della Divisione Biotecnologie di ENEA. Sostegni importanti in questa direzione sono arrivati anche dalle istituzioni. «Il Made in Italy nasce da ambienti agricoli sani – ha detto nel suo videomessaggio dedicato a Cia il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin –. Con il Pnrr, vogliamo portare avanti soluzioni che non contrastino ma valorizzino l’agricoltura nazionale, come l’Agrivoltaico, il biogas. I produttori devono essere sempre più protagonisti delle scelte energetiche, anche come deterrente allo spopolamento delle aree interne».

Dal locale al particolare: il frumento tenero

Tra i temi emersi nel corso della Conferenza economica, anche la coltivazione del frumento, una coltura sempre più difficile da mantenere. Spiega infatti Daniela Ferrando, presidente Cia Alessandria-Asti: «Il frumento tenero per le nostre province è una coltura insostituibile nelle rotazioni, servono interventi per migliorare il sistema. Il prezzo, ad oggi, non è remunerativo e si produce in perdita. Bene gli accordi di filiera, ma il delta positivo riesce solamente a coprire i costi per rispettare gli impegni per appartenere alla filiera stessa. Attendiamo lo sblocco di Granaio Italia, il Registro telematico sulle giacenze di cereali, uno strumento che riteniamo indispensabile per riportare trasparenza sui mercati e tutelare le produzioni cerealicole italiane. Gli emendamenti per il rinvio al 2026, passati al vaglio della Commissione referente e messi al voto, non risolvono una criticità, ma conducono il comparto verso il baratro».

 

Autore: Rachele Callegari

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Rachele Callegari

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