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DALLA MAPPA DI RESA ALLA DECISIONE AGRONOMICA

Le potenzialità delle tecnologie di precisione nel frumento duro: dibattito al CREA CI di Foggia

Il 23 febbraio 2026, presso la Sala Convegni del CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia, si è svolta la giornata di studio “Tecnologie di precisione nel frumento duro – Dalla misurazione dei dati alla decisione agronomica: le mappe di resa”, evento realizzato nell’ambito del progetto Grano.it (in alto una foto dell’evento). Un appuntamento tecnico-scientifico che ha messo al centro un tema decisivo per la competitività della cerealicoltura pugliese: come trasformare il dato raccolto in campo in una scelta agronomica concreta.

Il progetto Grano.it e l’innovazione di filiera

Il programma dei lavori ha visto, tra gli interventi, la presentazione del progetto Grano.it da parte di Fabio Fania (CREA-CI Foggia) e una relazione di Bruno Basso (Michigan State University) sulle mappe di stabilità di resa.

Il messaggio del progetto è chiaro: le mappe di resa non sono un semplice output della mietitrebbia, ma uno strumento decisionale. Consentono di:

  • analizzare la variabilità intra-aziendale;
  • individuare aree a diversa produttività;
  • valutare l’efficienza delle pratiche agronomiche;
  • pianificare concimazioni e semine a rateo variabile;
  • ottimizzare costi e margini.

Il vero salto, come emerso nel dibattito, è passare dalla “misurazione” alla “decisione”.

Tavola rotonda: politiche regionali e criticità operative

La tavola rotonda, moderata da Pasquale De Vita (responsabile della sede del CREA-CI di Foggia), ha visto la partecipazione di rappresentanti della Regione Puglia, del mondo agromeccanico, dei tecnici e delle organizzazioni di produttori.  Obiettivo del dibattito è stato portare il confronto anche sulla misura SRA24 del Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Puglia, quindi sulle opportunità offerte dalla programmazione regionale per l’agricoltura di precisione. Su questo punto, infatti, resta un nodo strutturale: finanziare l’acquisto delle tecnologie è relativamente semplice; verificare l’effettiva applicazione e misurarne i risultati è molto più complesso.

Come sottolineato dallo stesso De Vita intervistato da Grano Italiano «oggi il tema non è più se adottare l’agricoltura di precisione, ma come renderla ordinaria, accessibile e realmente utile per le aziende». Per questo motivo, la giornata di studio ha rappresentato un momento di dialogo operativo tra ricerca, istituzioni e operatori.

Una sfida culturale prima che tecnologica

Il frumento duro rappresenta un pilastro dell’identità agricola pugliese. Oggi però competiamo in un contesto internazionale dove efficienza, sostenibilità e capacità di leggere i dati fanno la differenza. Le tecnologie ci sono. Le competenze anche. La domanda è: il sistema è pronto a fare un salto di scala? Per esempio, le mietitrebbie dotate di yield monitor (sensori di flusso per la misurazione della variabilità delle rese in campo) sono già presenti sul territorio, ma le mappe di resa spesso non vengono richieste dagli agricoltori. Senza questo dato reale, la costruzione di mappe di stabilità, piani di concimazione mirata e modelli previsionali perde efficacia.

La digitalizzazione, dunque, non è solo un tema di hardware o software, ma di consapevolezza economica. Occorre dimostrare che l’uso sistematico delle mappe di resa e delle immagini satellitari può generare un vantaggio competitivo misurabile, in termini di efficienza tecnica e riduzione dei costi.

La giornata del 23 febbraio ha ribadito proprio questo: la cerealicoltura del futuro sarà sempre più data-driven. La sfida non è raccogliere dati, ma interpretarli e trasformarli in decisioni agronomiche sostenibili e profittevoli. E per il Tavoliere, cuore del frumento duro italiano, questo passaggio non è più rimandabile.

Autore: Azzurra Giorgio

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