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FERTILIZZANTI, DAZI SOSPESI: NON BASTA

L’UE sospende per un anno i dazi su alcuni fertilizzanti azotati. Per le organizzazioni agricole è un segnale, ma resta aperto il nodo Cbam.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di sospendere per un anno i dazi doganali su alcuni fertilizzanti azotati utilizzati in agricoltura, compresi input strategici come urea e ammoniaca. La misura entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE e, secondo le stime della Commissione europea, dovrebbe generare un risparmio di circa 60 milioni di euro in dazi all’importazione per agricoltori e industria europea dei fertilizzanti.

La sospensione non riguarderà i prodotti provenienti da Russia e Bielorussia, esclusi per ragioni legate alla guerra in Ucraina e al sostegno bielorusso a Mosca. Bruxelles punta così a ridurre i costi, ma anche a diversificare gli approvvigionamenti, senza riaprire canali ritenuti politicamente critici.

Una boccata d’ossigeno per le aziende

Per le aziende agricole, il tema è centrale. I fertilizzanti, in particolare quelli azotati, restano una delle voci più pesanti nei costi colturali, soprattutto per cereali, mais e colture industriali. Il Consiglio UE ricorda che i prezzi sono aumentati in modo consistente dal 2021, contribuendo a mettere sotto pressione produzione agricola e sicurezza alimentare.

La misura arriva quindi in una fase in cui molte imprese stanno già rivedendo i piani di concimazione, cercando di contenere le spese senza compromettere rese e qualità. Per i cerealicoltori, il punto sarà capire se lo stop ai dazi si tradurrà davvero in prezzi più accessibili sul mercato interno.

Le reazioni agricole

Confagricoltura ha accolto con favore la decisione del Consiglio Ue, definendola positiva per alleggerire i costi, ma ha chiesto anche interventi più strutturali, a partire dalla tassazione che pesa sulla produzione e sull’importazione dei fertilizzanti.

Copagri parla di una boccata d’ossigeno, ricordando però che i prezzi dei fertilizzanti erano già aumentati del 60% a fine 2025 e poi di un ulteriore 40% ad aprile 2026. Per il presidente Tommaso Battista, il nodo resta anche il Cbam, che rischia di scaricare nuovi costi sulle aziende agricole.

Anche Coldiretti e Filiera Italia giudicano la sospensione insufficiente senza uno stop al Cbam: secondo l’organizzazione, la misura non basta a tutelare gli agricoltori dai rincari energetici e dalle tensioni sui mercati.

Resta il nodo Cbam

Cia Agricoltori Italiani aveva già giudicato insufficiente il Piano UE sui fertilizzanti, chiedendo azioni più forti e immediate per contenere i costi, segnalando anche l’aumento dell’urea in Italia tra aprile 2025 e aprile 2026.

Per il mondo agricolo, quindi, lo stop ai dazi è un passo avanti. Ma la partita dei fertilizzanti resta aperta: disponibilità, prezzi e Cbam continueranno a pesare sulle scelte colturali delle prossime campagne.

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