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DOVE VAI SE L’ERPICE NON CE L’HAI?

L’evoluzione delle attrezzature per il diserbo meccanico nella cerealicoltura

Torniamo a parlare di diserbo post emergenza e delle soluzioni offerte dalla meccanica. Abbiamo visto (articolo precedente) i problemi posti dalle resistenze e l’importanza del timing e del clima, soffermandoci sui sistemi di distribuzione dei prodotti chimici e sull’importanza dei sensori, ma va detto che il diserbo meccanico, tradizionalmente legato all’agricoltura biologica, sta conoscendo un rinnovato interesse anche in quella convenzionale come strumento per gestire le resistenze e ridurre l’input chimico. I produttori di attrezzature hanno sviluppato soluzioni sempre più sofisticate ed efficaci.

Erpici strigliatori: evoluzione continua

L’erpice strigliatore rappresenta l’attrezzatura principale per il diserbo meccanico dei cereali. Ogni dente è dotato di molla individuale che mantiene una pressione uniforme regolabile dall’operatore, indipendentemente dal terreno. I sistemi a doppia regolazione (pressione al suolo e inclinazione dei denti) come l’Arcadia di Kverneland ampliano poi significativamente la finestra di lavoro, permettendo di operare anche nelle fasi più delicate della coltura. Grazie alla loro semplicita’, al peso contenuto, e alla varieta’ di modelli disponibili, sono compatibili anche con trattori di medie e piccole dimensioni.

Timing e strategie d’intervento

Su terreni particolarmente infestati, uno schema efficace puo’ vedere una strigliatura in pre-semina seguita da tre interventi in post-emergenza: a inizio accestimento, a fine accestimento e ad inizio levata. La tempestività è fondamentale: la strigliatura è pienamente efficace su malerbe allo stadio iniziale, ma diventa inefficace oltre lo stadio di plantula a 2-3 foglie vere.

Approcci agronomici integrati

A conclusione dei queste riflessioni, dobbiamo riconoscere che seminare più densamente permette di ottimizzare la copertura del terreno e creare un ambiente più competitivo contro le infestanti, soprattutto nelle interfile (CREA). L’utilizzo poi di varietà antiche ad alta taglia come il Senatore Cappelli, permettono di avere una chioma ancora più competitiva, ma la selezione della varietà va pesata attentamente anche in funzione delle aspettative di resa e delle suscettibilità delle stessa.

Il diserbo oggi deve usare un approccio integrato

L’emergenza di resistenze e la crescente pressione normativa verso la riduzione degli input chimici, rendono necessario un approccio integrato che combini strategie chimiche, meccaniche, e agronomiche nel diserbo del grano.

I produttori di macchine agricole ci aiutano con diverse innovazioni: dalle barre irroratrici dotate di telecamere e IA capaci di riconoscere e trattare selettivamente le infestanti, ai sistemi di modulazione dell’impulso che garantiscono precisione estrema nella distribuzione, fino agli erpici strigliatori di nuova generazione con sofisticate regolazioni idrauliche. Parallelamente, per i pionieri che desiderano provarle, le tecnologie robotiche aprono scenari interessanti, ma richiedendo ancora del tempo per divenire disponibili su larga scala.

La chiave del successo oggi risiede nell’integrazione di queste soluzioni tecnologiche con pratiche agronomiche consolidate: rotazioni ampie, varietà competitive, investimenti ottimizzati, falsa semina, e interventi tempestivi. Solo un approccio sistemico può garantire la sostenibilità economica e ambientale delle operazioni di diserbo sul grano, preservando l’efficacia degli strumenti disponibili per le generazioni future.

Chi saprà integrare tecnologie di precisione, diserbo meccanico, e strategie agronomiche adeguate, potrà affrontare con maggiore sicurezza le sfide che il presente ci pone, mantenendo competitività e redditività nel lungo termine.

Autore: Lorenzo Pozzi

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