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«ECCO COME ABBASSARE I PREZZI DEI CONCIMI»

Lettera del Consorzio Sostanze Chimiche Fertilizzanti e Reach

Nei giorni scorsi anticipavamo la richiesta di sospendere la tassa del 2% che grava sui concimi per finanziare la sicurezza alimentare e l’iniziativa del Consorzio Sostanze Chimiche Fertilizzanti e Reach di presentare un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato contro questa ecotassa.

Ecco la conferma con una lettera del presidente del Consorzio, Bruno Mossa, che ricostruisce tutta l’intricata vicenda e lo fa così: «in questi giorni si legge di quanto l’attuale momento di crisi internazionale stia incidendo significativamente sulla spesa agricola, in particolare si chiede a gran voce un concreto aiuto per settori come quelli del carburante agricolo e dei fertilizzanti (già colpiti da Cbam, dazi e sanzioni). In Italia tale situazione, già di per sé critica, è senz’altro aggravata dalla questione relativa al Contributo per la Sicurezza Alimentare (cd. Ecotassa) del 2% sui principali fertilizzanti in uso (ivi compresa l’urea).

Con il recente Decreto Masaf del 28/10/2025 (pubblicato sulla G.U. del 23/12/2025) è stato aggiornato l’elenco dei fertilizzanti soggetti a tale contributo, in sostituzione dell’elenco tuttora vigente in materia, risalente a quasi 20 anni fa; il Decreto non è ancora entrato in vigore dal momento che, a tal fine, è previsto (art. 5) che lo stesso venga pubblicato nel portale del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, pubblicazione ancora in sospeso. Il Consorzio di cui sono Presidente e che rappresenta aziende importatrici di fertilizzanti i cui volumi d’importazione sfiorano il 90% del totale nazionale lo scorso 20 febbraio ha presentato, unitamente ad altri operatori del settore, ricorso al TAR del Lazio avverso il citato Decreto.

I motivi di tale ricorso sono da ricercarsi non solo nell’inadeguatezza, anche formale, dell’intero impianto legislativo all’origine dell’ecotassa stessa (Legge 23/2022 e collegato DM 23/6/2023), ma anche e soprattutto, nel rischio di danno grave ed irreparabile cui sarebbero esposti per primi i ricorrenti e, di conseguenza, gli utilizzatori finali dei fertilizzanti, potenzialmente soggetti al 2% di contributo per la sicurezza alimentare. Non dimentichiamo, infatti, che la maggiorazione del 2% si ripercuote sull’intera catena distributiva e, a prescindere dall’entità legale che materialmente è tenuta a versare il contributo allo Stato, grava in toto sull’utilizzatore finale che non ha alcun modo per evitarla, al pari di qualsiasi tassa o accisa sui mezzi tecnici per l’agricoltura.

Il Ministero dell’Agricoltura non è nuovo a tali procedimenti volti a riparare evidenti errori formali e sostanziali: già nel 2002 fu presentata opposizione contro il Decreto 3/1/2002, avente le stesse finalità di quello attuale, accolta dal Consiglio di Stato ben 6 anni dopo.

Ci auguriamo che la giustizia questa volta proceda più in fretta, ma, per quanto sopra, non vi è chi non veda come un intervento del Ministro dell’Agricoltura potrebbe recare un concreto e ben più tempestivo sollievo al comparto agricolo italiano, eliminando il Contributo per la Sicurezza Alimentare con immediati vantaggi per gli agricoltori (e risparmiando sulle spese giudiziarie a carico dell’Amministrazione)».

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