<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Grano Italiano</title>
	<atom:link href="https://granoitaliano.eu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://granoitaliano.eu/</link>
	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Jul 2026 17:54:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Grano Italiano</title>
	<link>https://granoitaliano.eu/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>GRANELLA SOTTO CALDO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/granella-sotto-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 22:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
		<category><![CDATA[resa]]></category>
		<category><![CDATA[SATA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9608</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il caldo di giugno ha inciso soprattutto nei terreni sciolti, penalizzando il riempimento finale e alcuni parametri qualitativi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/granella-sotto-caldo/">GRANELLA SOTTO CALDO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La chiusura anticipata del ciclo del frumento non produce sempre lo stesso effetto. Può ridurre la resa, può incidere sul peso specifico della granella, può comprimere i parametri qualitativi. Ma molto dipende dal terreno, dalla disponibilità idrica e dallo stato della coltura nel momento in cui arriva il colpo di calore.</p>
<p>È questo il secondo insegnamento della campagna 2025-2026 negli areali del Nord-Ovest osservati da Ivano Ramon, Dottore Agronomo e Direttore degli studi per l&#8217;area Nord-Centro di SATA. L’annata non può essere letta soltanto attraverso il picco termico di giugno: prima di quel passaggio, infatti, le piogge della seconda settimana di maggio hanno avuto un ruolo decisivo.</p>
<p>«Le abbondanti precipitazioni della seconda settimana di maggio sono state provvidenziali per ripristinare le riserve idriche del suolo, permettendo alla coltura di avviare le prime fasi di riempimento della granella nelle migliori condizioni possibili», spiega Ramon.</p>
<h2><strong>Rese buone, ma con differenze</strong></h2>
<p>Il bilancio produttivo, almeno nelle prime indicazioni, resta positivo, il quadro generale non appare compromesso. Il punto è un altro: il caldo finale ha colpito in modo selettivo.</p>
<p>«La forte ondata di calore di giugno ha inciso negativamente sul contenuto idrico del suolo. Gli effetti più evidenti si sono registrati nei terreni più sciolti, che erano già andati in sofferenza a metà aprile», osserva il tecnico.</p>
<p>In queste situazioni, il rialzo termico ha penalizzato soprattutto la fase finale della maturazione, non necessariamente con un crollo della produzione ma sulla qualità merceologica della granella.</p>
<p>«Nei terreni più difficili, Il rialzo termico ha penalizzato la fase finale della maturazione, incidendo negativamente più sul peso specifico che sulla resa quantitativa in sé», precisa Ramon. Il messaggio è importante: il danno da caldo non si misura solo in quintali, ma anche nei parametri con cui il raccolto viene valutato e remunerato.</p>
<h2><strong>Peso ettolitrico sotto osservazione</strong></h2>
<p>I primi dati analitici confermano un’annata eterogenea. Nei suoli più dotati, capaci di trattenere meglio l’acqua, il frumento ha retto bene l’accelerazione finale.</p>
<p>Diverso quanto accaduto negli areali con suoli più leggeri: «i pesi ettolitrici sono risultati buoni, ma registriamo alcune fluttuazioni negative proprio nei terreni più sciolti e leggeri, dove il colpo di calore finale ha interrotto precocemente il riempimento ottimale della granella», sottolinea Ramon.</p>
<p>Il dato si inserisce in un quadro già emerso dagli ultimi articoli di Grano Italiano sulla Rete nazionale del frumento tenero. Nelle Marche, ad esempio, il caldo anomalo finale è stato indicato come possibile fattore di riduzione di resa, peso dei mille semi e peso ettolitrico, soprattutto sulle varietà più tardive. Al contrario, nel Bolognese i primi risultati hanno mostrato peso ettolitrico molto buono e proteine nella media, segno che l’accelerazione finale non ha prodotto ovunque gli stessi effetti.</p>
<h2><strong>Il terreno fa la differenza</strong></h2>
<p>La campagna 2025-2026 conferma, quindi, il ruolo centrale del suolo. Non basta scegliere una varietà performante se il terreno non è in grado di sostenere la coltura nelle fasi più critiche. In un contesto di temperature più alte e piogge irregolari, la capacità di trattenere acqua diventa un fattore produttivo a tutti gli effetti.</p>
<p>Grano Italiano lo aveva già evidenziato parlando di acqua e cereali: a Stezzano la siccità ha limitato l’accestimento, a Voghera la rapida maturazione ha ridotto il tempo disponibile per il riempimento, mentre in Piemonte le temperature elevate hanno messo sotto pressione soprattutto i terreni leggeri, meno capaci di conservare umidità.</p>
<h2><strong>Varietà: scelta tecnica, non scorciatoia</strong></h2>
<p>Se questi andamenti diventassero più frequenti, la scelta varietale resterà fondamentale ma non potrà risolvere tutto da sola. Ramon lo chiarisce con equilibrio: «Il frumento possiede una notevole capacità di adattamento durante il ciclo di crescita. Rimane, tuttavia, una specie fortemente sensibile alla siccità e alle ondate di calore nelle fasi finali del ciclo, un aspetto di fronte al quale la scelta varietale, da sola, può influire poco sul risultato finale».</p>
<p>La varietà va, quindi, scelta in funzione dell’ambiente. «La varietà ideale va selezionata innanzitutto in base alle caratteristiche pedo-climatiche generali della zona, bilanciando il potenziale produttivo e qualitativo: i frumenti di forza richiedono terreni più dotati, mentre i frumenti biscottieri possono garantire rese e parametri accettabili anche in contesti più difficili e restrittivi».</p>
<p>Un’attenzione specifica riguarda anche i frumenti ibridi. Ramon ne riconosce l’interesse tecnico, legato al vigore genetico e a un apparato radicale tendenzialmente più sviluppato, ma invita a valutarli caso per caso, considerando i maggiori costi del seme rispetto agli incrementi produttivi e qualitativi realmente ottenibili nei diversi areali.</p>
<h2><strong>Più sostanza organica, più resilienza</strong></h2>
<p>La risposta agronomica passa soprattutto dal suolo. «Sul piano agronomico, per rendere il sistema più resiliente a queste fluttuazioni, è strategico investire in pratiche volte ad aumentare la sostanza organica del suolo, migliorandone la capacità di ritenzione idrica», conclude Ramon.</p>
<p>Minima lavorazione e cover crop possono essere strumenti efficaci, ma non automatici. Richiedono competenze, programmazione e attenzione alla gestione delle malerbe. È qui che la cerealicoltura dovrà giocare una parte decisiva della propria adattabilità: non inseguendo il caldo, quando arriva, ma costruendo campi più capaci di resistergli prima che diventi emergenza.</p>
<p><em>Foto di SATA.</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/granella-sotto-caldo/">GRANELLA SOTTO CALDO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FRUMENTO, MERCATI IN BILICO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/mercati-in-bilico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 22:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[ANACER]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[importazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9672</guid>

					<description><![CDATA[<p>Andrea Galli, presidente Anacer, analizza il mercato mondiale del frumento tra nuove origini, Mar Nero, Nord America, qualità e costi logistici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/mercati-in-bilico/">FRUMENTO, MERCATI IN BILICO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-9673" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-225x300.jpeg" alt="" width="157" height="209" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-225x300.jpeg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-768x1024.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-1152x1536.jpeg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-370x493.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-270x360.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-570x760.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-740x987.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer-1320x1760.jpeg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Andrea_Galli_Anacer.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 157px) 100vw, 157px" /><strong>Il mercato mondiale del frumento resta condizionato da un’offerta abbondante ma il quadro cambia molto tra frumento duro e tenero. A sottolinearlo è Andrea Galli (nella foto), presidente di Anacer, l’Associazione nazionale cerealisti, che legge la nuova campagna partendo dalle origini più influenti, dai raccolti in corso e dai fattori che possono incidere sui prezzi nei prossimi mesi.</strong></p>
<p>Per il duro, la fotografia è ancora incompleta, con i dati sui raccolti di Canada e Stati Uniti per cui occorrerà attendere.</p>
<p>«Sul grano duro il quadro è più complesso, perché i raccolti canadesi arrivano più avanti nella stagione. Oggi possiamo ragionare soprattutto sulle produzioni europee e sulle prime indicazioni provenienti dalle campagne invernali. In Italia le rese risultano molto buone, mentre dalla Francia emergono valutazioni meno entusiaste». Anche in Grecia (regioni centrali) si sono rilevate criticità nel raccolto, sia in termini di rese che sotto l&#8217;aspetto qualitativo.</p>
<h2><strong>Nuove origini in Europa</strong></h2>
<p>Accanto ai dati della campagna, Galli richiama un cambiamento più strutturale: l’allargamento dell’areale produttivo del duro verso il Nord-Est Europa.</p>
<p>«È un fenomeno da osservare con attenzione. Il grano duro si sta lentamente espandendo in Paesi come Slovacchia e Croazia, da cui già lo scorso anno sono state registrate importazioni, oltre che dalla Cechia. Se queste aree dovessero consolidarsi come esportatrici, l’Italia si troverebbe con una pressione competitiva più ampia, da più fronti».</p>
<p>In questo contesto, il margine per rialzi significativi appare limitato, salvo imprevisti nelle aree nordamericane o movimenti valutari.</p>
<p>«Se non emergeranno problemi sotto raccolto tra Stati Uniti e Canada, il mercato si troverà di fronte a una disponibilità importante di grano duro. Di conseguenza, non vedo oggi elementi tali da sostenere un deciso aumento dei prezzi, a meno di effetti legati al cambio, considerando che il dollaro si è rafforzato negli ultimi due mesi».</p>
<h2><strong>Logistica e costi dei trasporti</strong></h2>
<p>Un altro elemento da seguire riguarda la logistica. Il calo del petrolio, spiega Galli, non si è automaticamente trasferito sui costi effettivi dei trasporti marittimi.</p>
<p>«Non sempre la discesa delle quotazioni si riflette in modo proporzionale sull’olio combustibile. La capacità di raffinazione mondiale presenta alcune criticità e questo può impedire una riduzione equivalente dei costi sul prodotto finito. L’effetto è particolarmente rilevante per le merci che arrivano da origini lontane, come Australia e Canada».</p>
<p>Per il duro, dunque, la previsione resta improntata alla normalità.</p>
<p>«La domanda appare stabile. Un elemento da monitorare è la tenuta delle esportazioni di pasta verso gli Stati Uniti che, finora, non hanno registrato flessioni. In assenza di scostamenti importanti, mi aspetto una campagna ordinaria, con possibili ribassi solo nel caso in cui i costi di trasporto dovessero ridursi nel primo semestre 2027».</p>
<h2><strong>Tenero, rese alte in Europa</strong></h2>
<p>Più articolata è la lettura del frumento tenero: «il mercato del tenero è più variegato. Negli Stati Uniti si sono registrati problemi sul raccolto invernale e questo contribuisce a mantenere elevati i prezzi di quelle origini. In Europa, invece, le rese sono molto buone: in Italia, nei Balcani, in Russia e più in generale nell’Est europeo. I prezzi, dopo una partenza molto bassa, sono ora in lieve ripresa».</p>
<p>Diversa la situazione in Francia, dove si sono rilevate alcune criticità nelle rese, con conseguente riduzione del raccolto</p>
<p>La pressione dell’offerta resta comunque evidente. Galli cita in particolare il caso dei Balcani, dove il prezzo di un grano medio di qualità risulta particolarmente competitivo. Ma il punto decisivo, avverte, non è solo il prezzo: è la qualità reale della granella.</p>
<p>«In Italia le rese sono molto buone e, sul piano qualitativo, non stiamo registrando particolari criticità. Diverso è il discorso per alcune produzioni balcaniche: possono avere un buon peso specifico ma una capacità molitoria non soddisfacente. In presenza di rese molto elevate, spesso la qualità tecnologica tende a ridursi».</p>
<h2><strong>Il valore del grano italiano</strong></h2>
<p>È qui che il grano italiano può giocare una carta importante: «il frumento nazionale può avere un valore intrinseco superiore rispetto ad alcune importazioni, proprio per le sue caratteristiche qualitative. Questo è un aspetto che i produttori dovrebbero considerare con attenzione».</p>
<p>La concorrenza, tuttavia, non manca.</p>
<p>«Dal Mar Nero arrivano già offerte di grano bulgaro e rumeno, oltre che moldavo, a prezzi molto interessanti. L’Ucraina in questa fase è meno presente perché ha esaurito la quota di accesso al mercato senza dazio ma, dal primo gennaio 2027, tornerà disponibile. Si tratta quindi di uno slittamento temporale, non di un cambiamento strutturale».</p>
<h2><strong>La variabile mais</strong></h2>
<p>Un’ulteriore variabile potrebbe arrivare dal mais. In Europa, ricorda Galli, una parte molto rilevante del frumento tenero è destinata alla zootecnia, soprattutto nel Nord del continente.</p>
<p>«Se dovessero verificarsi problemi seri sul mais, per esempio legati alla siccità o alla contaminazione aflatossine, la domanda zootecnica di grano tenero potrebbe aumentare. Anche uno spostamento limitato può modificare gli equilibri di domanda e offerta».</p>
<p>Sul mais, però, è ancora presto per trarre conclusioni: «le rese si potranno valutare più avanti. Il vero punto critico non è tanto la quantità, quanto il rischio aflatossine, che resta una grande incognita. Sullo sfondo ci sono un potenziale raccolto americano molto buono e un flusso brasiliano importante, anche se concentrato in una finestra temporale ridotta».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/mercati-in-bilico/">FRUMENTO, MERCATI IN BILICO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DURO: OLTRE 4 MILIONI DI TONNELLATE RACCOLTE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/duro-oltre-4-milioni-di-tonnellate-raccolte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 17:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[Italmopa]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
		<category><![CDATA[resa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9668</guid>

					<description><![CDATA[<p>Italmopa stima una produzione nazionale di 4,1 mln di t: volumi inferiori al 2025, ma superiori alla media dell’ultimo quinquennio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/duro-oltre-4-milioni-di-tonnellate-raccolte/">DURO: OLTRE 4 MILIONI DI TONNELLATE RACCOLTE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La produzione italiana di frumento duro dovrebbe superare anche nel 2026 la soglia dei 4 milioni di tonnellate. Secondo le prime stime diffuse da <strong>Italmopa-Associazione Industriali Mugnai d’Italia</strong>, il raccolto nazionale si attesterebbe intorno a <strong>4,1 milioni di tonnellate</strong>, con una flessione del 6% rispetto ai 4,365 milioni del 2025, ma con un risultato superiore del 5,5% alla media degli ultimi cinque raccolti.</p>
<p>Il dato restituisce quindi un quadro nel complesso positivo, pur con differenze rilevanti tra gli areali. La riduzione rispetto allo scorso anno sarebbe infatti legata sia a una contrazione delle superfici coltivate in alcune aree del Sud, sia a rese medie per ettaro meno elevate in alcune zone del Centro-Nord.</p>
<h2>Puglia primo bacino produttivo</h2>
<p>La Puglia si conferma la principale regione italiana per la produzione di grano duro. Italmopa stima un raccolto superiore a <strong>un milione di tonnellate</strong>, il livello più elevato registrato nella regione negli ultimi dieci anni.</p>
<p>Seguono la Sicilia, con circa <strong>680 mila tonnellate</strong>, le Marche con <strong>580 mila tonnellate</strong> e l’Emilia-Romagna con <strong>420 mila tonnellate</strong>. Le quattro regioni rappresentano una parte consistente dell’offerta nazionale e mostrano, allo stesso tempo, quanto il risultato complessivo sia formato da situazioni produttive territoriali molto diverse.</p>
<h2>Una stagione favorevole alle colture</h2>
<p>Sul risultato ha inciso favorevolmente l’andamento termopluviometrico della stagione, soprattutto nel confronto con il 2024, quando la forte siccità aveva compromesso la produzione in molte aree meridionali, e con il 2025, durante il quale alcune criticità idriche erano proseguite.</p>
<p>«L’andamento climatico complessivamente favorevole constatato nel 2026, dopo la durissima siccità che aveva compromesso la produzione nel 2024 e in parte nel 2025, ha certamente influito positivamente sull’esito del raccolto», osserva<strong> Vincenzo Martinelli</strong>, presidente di Italmopa.</p>
<p>Dal punto di vista agronomico, una disponibilità idrica più regolare nelle fasi vegetative e riproduttive può sostenere l’accestimento, la fertilità della spiga e il successivo riempimento della granella. L’assenza di stress idrici prolungati limita inoltre le forti penalizzazioni produttive osservate nelle annate siccitose. Il beneficio non va tuttavia letto in modo uniforme. Quantità e distribuzione delle precipitazioni, caratteristiche dei suoli, temperature nelle ultime settimane del ciclo e gestione agronomica continuano a determinare differenze significative tra territori e singole aziende.</p>
<h2>Buoni peso specifico e sanità</h2>
<p>Le prime indicazioni qualitative risultano favorevoli per quanto riguarda la <strong>sanità della granella</strong> e i principali parametri merceologici. Italmopa segnala in particolare buoni pesi specifici, un elemento importante per l’industria molitoria perché collegato alla resa ottenibile durante la macinazione.</p>
<p>Meno positivo è invece il dato relativo alla qualità tecnologica: il contenuto proteico medio risulterebbe inferiore a quello del raccolto 2025. Il comunicato non fornisce ancora valori puntuali, ma evidenzia una tendenza che dovrà essere verificata attraverso le analisi delle partite conferite.</p>
<p>La flessione delle proteine non è necessariamente in contraddizione con il buon andamento produttivo. Nel frumento duro esiste spesso una relazione inversa tra resa e concentrazione proteica: quando la pianta produce e riempie una maggiore quantità di granella, le proteine possono risultare più diluite se la disponibilità e l’assorbimento di azoto non aumentano in misura proporzionale. Il tenore proteico, in ogni caso, è fortemente influenzato dall’interazione tra ambiente, precipitazioni, varietà e tecnica di concimazione.</p>
<p>Per valutare realmente il raccolto sarà, quindi, importante non fermarsi a un solo parametro ma considerare insieme proteine, qualità del glutine, peso specifico, resa in semola e stato sanitario.</p>
<h2>Il fabbisogno dell’industria molitoria</h2>
<p>Italmopa ricorda che l’industria molitoria italiana trasforma ogni anno oltre <strong>6 milioni di tonnellate di frumento duro</strong>, destinate soprattutto alla produzione di semole per la pasta, oltre che al pane, agli usi domestici e alle esportazioni.</p>
<p>La produzione nazionale stimata per il 2026, pur superiore alla media recente, resta, quindi, inferiore al fabbisogno complessivo della trasformazione. L’approvvigionamento dell’industria continua a basarsi su grani di diversa provenienza, selezionati e miscelati per ottenere semole conformi alle richieste dei pastifici e agli standard qualitativi dei prodotti finali.</p>
<p>Sul mercato internazionale, l’associazione segnala prospettive produttive complessivamente favorevoli e una possibile ricostituzione delle scorte mondiali. Rimangono però le incognite legate alle tensioni geopolitiche, ai flussi commerciali e all’andamento dei costi energetici e logistici, fattori che potranno continuare a incidere sulla filiera anche in presenza di una buona disponibilità fisica di materia prima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/duro-oltre-4-milioni-di-tonnellate-raccolte/">DURO: OLTRE 4 MILIONI DI TONNELLATE RACCOLTE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DIECI SECONDI PER SALVARE IL GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/dieci-secondi-per-salvare-il-grano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 22:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un agricoltore avanza una proposta semplice ed efficace</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/dieci-secondi-per-salvare-il-grano/">DIECI SECONDI PER SALVARE IL GRANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3"><b data-path-to-node="3" data-index-in-node="0">Dieci secondi…</b> sembra il titolo di un film, eppure è esattamente il tempo che noi produttori di grano duro chiediamo ai consumatori.</p>
<p data-path-to-node="4">Dieci secondi è il tempo che un consumatore impiega per trovare il riquadro sulla confezione di pasta ove è riportata <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="118">l&#8217;origine</b> del grano duro con cui è fatta quella pasta. Dieci secondi è il tempo per verificare se la pasta che si <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="232">sta</b> acquistando è fatta con grano duro 100% italiano o di altra provenienza e, dopo aver appurato ciò, decidere se acquistarla o no.</p>
<p data-path-to-node="5">Il comparto del grano duro vive una profonda crisi reddituale. Quella che è la regina delle nostre <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="99">tavole</b> rischia di scomparire come prodotto autoctono, sostituita da paste realizzate con grani importati. Il Made in Italy per eccellenza rischia di diventare un cimelio da esibire nelle grandi occasioni, un prodotto solo per pochi, con gravi conseguenze per gli agricoltori italiani. I bassi valori di mercato rischiano di far scomparire una cultivar – quella del grano duro – <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="477">un&#8217;eccellenza</b> mediterranea, regina della dieta mediterranea, e di mettere sul lastrico migliaia di aziende agricole, decretandone la chiusura per sempre con la perdita di un patrimonio secolare <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="671">fatto</b> di eccellenze.</p>
<p data-path-to-node="6">Noi agricoltori non staremo qui a cantare le lodi del nostro grano: tutti sanno quanto esso sia di qualità superiore, di come maturi naturalmente sotto il sole cocente di giugno, di come noi agricoltori rispettiamo tutti i disciplinari di coltivazione assicurando qualità e sicurezza alimentare. Tutta la logistica italiana, dai campi fino ai centri di stoccaggio, <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="365">garantisce</b> salubrità e sicurezza alimentare: insomma, una materia prima tracciata dal campo fino alla tavola che dà lavoro a <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="490">migliaia</b> di famiglie e tiene in piedi interi territori, soprattutto quelli del Sud Italia.</p>
<p data-path-to-node="7">La produzione italiana, oltre i 35.000.000 di quintali, <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="56">soddisfa</b> pienamente la domanda interna, eppure subisce la concorrenza dei grani esteri che ne deprezzano il valore e lo rendono poco remunerativo per i produttori italiani. In seguito a ciò, noi produttori ci rivolgiamo direttamente al consumatore.</p>
<p data-path-to-node="8">Sugli scaffali troviamo pasta fatta con grani di varie origini, più a buon mercato rispetto al nostro, e questo crea concorrenza mettendo in difficoltà <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="152">l&#8217;intero</b> settore. Allora noi chiediamo al consumatore italiano di donarci 10 secondi del suo prezioso tempo. Solo 10 secondi: mentre acquistate la pasta, cercate il riquadro sulla confezione ove è riportata l&#8217;origine del grano con cui è fatta e, se la dicitura <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="413">non è</b> &#8220;100% ITALIANO&#8221;, lasciatela sullo scaffale e cercate una pasta che porti la dicitura &#8220;100% ITALIANO&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="9">Facendo così darete forza alle nostre aziende. Le vostre scelte sono determinanti per <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="86">l&#8217;operato</b> degli industriali: se gli italiani lasciano sullo scaffale la pasta senza dicitura 100% Italiano, i grani esteri non potranno più farci concorrenza al ribasso, le nostre aziende avranno un ritorno economico più remunerativo e <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="322">potremo</b> continuare a operare anche negli anni <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="368">a venire</b>. Diversamente, saremo condannati a morire e, volendo o <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="432">no</b>, voi tutti sarete correi della nostra dipartita.</p>
<h2 data-path-to-node="10"><b data-path-to-node="10" data-index-in-node="0">10 secondi per salvare il grano italiano.</b></h2>
<p data-path-to-node="11">Lo stesso appello lo rivolgiamo alle associazioni di categoria, in particolar modo alla Coldiretti, <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="100">l&#8217;associazione</b> di categoria più grande <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="139">d&#8217;Europa</b>. Chiediamo loro di utilizzare i <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="180">mass media</b> proprio per promuovere la pasta 100% grano italiano e invitare i consumatori a lasciare sullo scaffale quella fatta con grani non italiani. La difesa della cerealicoltura italiana passa attraverso <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="388">un&#8217;assunzione</b> di responsabilità da parte di tutti: dalle associazioni di categoria passando per il consumatore, visto che politica ed industriali, a torto o a ragione, operano a difesa del libero mercato. Quel libero mercato che porta sulle nostre tavole una confezione su tre di pasta fatta con grani esteri, a scapito del Made in Italy e a danno delle imprese agricole italiane.</p>
<p><em>Autore: Domenico De Francesco, cerealicoltore di Atessa</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/dieci-secondi-per-salvare-il-grano/">DIECI SECONDI PER SALVARE IL GRANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RESE VERSO QUOTA 100, QUALITÀ IN CALO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/rese-verso-quota-100-qualita-in-calo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 22:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Navarra]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta]]></category>
		<category><![CDATA[resa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9568</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Campo varietale della Fondazione Navarra si avvicina ai 100 quintali per ettaro di resa. La qualità, invece, non soddisfa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/rese-verso-quota-100-qualita-in-calo/">RESE VERSO QUOTA 100, QUALITÀ IN CALO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La trebbiatura del campo dimostrativo della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra, a Malborghetto di Boara, consegna un risultato apparentemente contraddittorio: <strong>rese mediamente buone, ma qualità della granella non sempre all’altezza delle attese.</strong> Alfredo Bernard, vicepresidente della Fondazione, e Luca Davì, responsabile dell’area tecnico-agricola, evidenziano soprattutto il divario tra frumento tenero e frumento duro.</p>
<p><strong>La raccolta, effettuata il 17 giugno con 7-10 giorni di anticipo rispetto ai tempi classici, era stata preceduta da una diffusa preoccupazione </strong>(alcune foto di seguito). Il rapido avanzamento della maturazione, sostenuto dalle alte temperature di maggio, faceva temere risultati modesti sia sul piano produttivo sia su quello qualitativo. Le prime valutazioni confermano soltanto in parte questi timori.</p>

<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1.jpg'><img fetchpriority="high" decoding="async" width="740" height="555" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-740x555.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-570x427.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1-1320x990.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-3-1.jpg 2000w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1.jpg'><img decoding="async" width="740" height="555" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-740x555.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-570x427.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1-1320x990.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-4-1.jpg 2000w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-rotated.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="987" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-740x987.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-740x987.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-225x300.jpg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-768x1024.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-1152x1536.jpg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-370x493.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-270x360.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-570x760.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-1320x1760.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-1-1-rotated.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-scaled.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="555" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-740x555.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-2048x1536.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-570x427.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-2-1320x990.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="467" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-740x467.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="il caldo accorcia il ciclo" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-740x467.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-300x189.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-1024x647.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-768x485.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-1536x970.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-370x234.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-270x171.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-570x360.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811-1320x834.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/Trebbiatura-2026-Navarra-FE-5-e1783021885811.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>

<h2><strong>Il tenero supera 95 quintali</strong></h2>
<p><strong>Nel frumento tenero la resa media delle parcelle ha superato i 95 quintali per ettaro. È un valore elevato, soprattutto considerando la rapidità con cui la coltura ha concluso il ciclo. Tra i materiali più produttivi si sono distinti i frumenti biscottieri e le varietà ibride.</strong></p>
<p>Proprio gli ibridi rappresentano uno degli elementi da seguire con maggiore attenzione. Nel Campo Demo hanno mostrato, ancora una volta, un’elevata capacità produttiva, pur mantenendo una qualità della granella definita dai tecnici “non eccezionale”. Il loro comportamento conferma che, nella scelta varietale, il dato di resa deve essere letto insieme alla destinazione commerciale e ai parametri richiesti dall’acquirente.</p>
<p>«I frumenti teneri ibridi stanno performando molto bene, anche se mantengono una qualità non eccezionale», osservano Bernard e Davì. La resa elevata può diventare comunque un elemento decisivo per alcune aziende, soprattutto in una fase nella quale il mercato riconosce con difficoltà premi adeguati per caratteristiche qualitative superiori.</p>
<h2><strong>Duro oltre gli 85 quintali ma con meno proteine</strong></h2>
<p><strong>Anche il frumento duro ha raggiunto una produzione media positiva, superiore agli 85 quintali per ettaro nelle parcelle. Il principale limite è emerso, però, sul contenuto proteico, risultato mediamente basso.</strong> I tecnici ricordano, però, che nelle condizioni del Ferrarese è difficile superare il 13% di proteine.</p>
<p>Il caso più evidente riguarda una varietà che ha ottenuto una resa elevata ma con un tenore proteico inferiore al 12%. Una produzione di questo tipo può apparire soddisfacente osservando soltanto i quintali raccolti ma non risponde alle esigenze dell’industria molitoria e rischia, quindi, di perdere valore nella fase di commercializzazione.</p>
<p>È questo il punto centrale emerso dalla prova: nel duro la produttività non può essere separata dalla qualità. Se la granella non raggiunge i parametri richiesti, una resa elevata non garantisce automaticamente un risultato economico adeguato.</p>
<h2><strong>Il caldo non ha azzerato le rese</strong></h2>
<p><strong>L’anticipo della maturazione aveva alimentato il timore che il rapido disseccamento potesse compromettere anche il riempimento della granella. I dati medi del campo mostrano, invece, che il potenziale produttivo è stato in buona parte conservato.</strong> Le temperature elevate hanno inciso soprattutto sulla velocità con cui si è chiuso il ciclo e, nel duro, sulla difficoltà di raggiungere livelli proteici soddisfacenti.</p>
<p>L’annata ribadisce, però, quanto sia complesso prevedere il comportamento delle varietà. L’alternanza tra piogge e temperature elevate modifica rapidamente il quadro e rende rischioso trasferire automaticamente le valutazioni di una stagione alla successiva.</p>
<h2><strong>Scelte varietali e mercato</strong></h2>
<p>Secondo i tecnici della Fondazione Navarra, il frumento duro potrebbe essere messo ulteriormente alla prova. È una coltura più impegnativa e non sempre le aziende riescono a produrre granella conforme alle esigenze dell’industria. Se a questo si aggiunge un mercato che non riconosce adeguatamente la qualità, aumenta la possibilità che una parte degli agricoltori scelga il frumento tenero.</p>
<p>La decisione non può, comunque, basarsi su un solo anno o sul primato produttivo di una singola varietà. I risultati del Campo Demo invitano a valutare insieme resa, proteine, destinazione d’uso e stabilità nelle diverse condizioni climatiche.</p>
<p><strong>Per il tenero, biscottieri e ibridi offrono indicazioni interessanti sul fronte della produttività. Per il duro, invece, la sfida resta quella di conciliare quintali e qualità tecnologica.</strong> La trebbiatura di Ferrara mostra che produrre molto è ancora possibile: trasformare quella produzione in valore, però, dipende sempre più dalla capacità di centrare i requisiti richiesti dal mercato.</p>
<p dir="ltr" data-setdir="false"><em>Foto di Fondazione Navarra</em></p>
<p dir="ltr" data-setdir="false"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p dir="ltr" data-setdir="false"><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/rese-verso-quota-100-qualita-in-calo/">RESE VERSO QUOTA 100, QUALITÀ IN CALO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MILANO FRANCO PARTENZA </title>
		<link>https://granoitaliano.eu/milano-franco-partenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:18:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[CUN]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9622</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Granaria diventa punto di riferimento per il duro del centro italia </p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/milano-franco-partenza/">MILANO FRANCO PARTENZA </a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv5053241927ydp3a5f2161p1">La contestazione della Cun nell’Italia Centrale, dove <a href="https://granoitaliano.eu/cun-grano-duro-marche-critiche-cia-pesaro-urbino-prezzi-sotto-costi/" target="_blank" rel="noopener">la Cia è uscita allo scoperto</a> nelle scorse settimane e anche il consorzio di Ancona ha manifestato la propria insoddisfazione, sta facendo dell’associazione Granaria di Milano la borsa dove concentrare gli scambi. Assume quindi un significato economico importante la quotazione franco partenza del grano duro del Centro Italia che la Granaria ha quotato nella seduta di ieri. Scarica il <a href="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/listino-Granaria-7-luglio-2026.pdf">listino Granaria 7 luglio 2026</a>.</p>
<p class="yiv5053241927ydp3a5f2161p1">La clausola “franco partenza” non casualmente evidenziata nel listino dovrebbe facilitare gli scambi e attirare gli operatori sotto la Madonnina.<span class="yiv5053241927ydp3a5f2161Apple-converted-space"> Resta il fatto che gli scambi attuali sul mercato nazionale sono inferiori all offerta. Questo pesa sulle quotazioni a breve termine ma gli addetti ai lavori credono sia solo una finestra a medio termine.</span></p>
<p class="yiv5053241927ydp3a5f2161p1">Le quotazioni milanesi del duro nazionale sono in linea con quelle delle altre borse, Altamura compresa, che, diversamente dalla Cun quotano frumenti fino a 10,5% di proteine, a dimostrazione che il raccolto di quest’anno difficilmente raggiungerà i 15 fissati dalla Commissione unica nazionale come punto di riferimento della qualità.</p>
<p class="yiv5053241927ydp3a5f2161p1">Intanto, i mercati globali incassano il colpo del meteo e delle minori semine Usa (-5,7%) ma i prezzi non sembrano riprendersi. Si conferma il danno provocato dall&#8217;ondata di calore in Europa e negli Stati Uniti e inondazioni nel Canada occidentale. Il raccolto di grano del Mar Nero dovrebbe essere buono. Le prospettive per il grano duro rimangono stabili: buon raccolto negli Usa e in Nord Africa ma soprattutto in Canada. I mercati potrebbero essere dunque stabili su quotazioni basse.</p>
<p><em>Autore: Paolo Viana</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/milano-franco-partenza/">MILANO FRANCO PARTENZA </a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>POLTRONE SCOMODE PER LOLLO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/poltrone-scomode-per-lollo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[direttori]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[nomine]]></category>
		<category><![CDATA[poltrone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9625</guid>

					<description><![CDATA[<p>Repubblica accusa: nominati direttori non competenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/poltrone-scomode-per-lollo/">POLTRONE SCOMODE PER LOLLO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nomine bocciate. Al mondo scientifico non vanno giù le nomine dei direttori scientifici nei centri di ricerca del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura. Si parla di &#8220;incompetenza&#8221; e perdita di autorevolezza della ricerca in un settore strategico come l&#8217;agricoltura. La lettera aperta pubblicata da Repubblica di oggi &#8211; con un articolo titolato “Al Crea nomine non all’altezza” &#8211; afferma che «i curricula di alcuni dei nuovi direttori sembrano riflettere il profilo scientifico di un giovane borsista e non quello di un ricercatore maturo».</p>
<h2>La lettera aperta</h2>
<p>Tra i sottoscrittori della lettera di accuse pubbliche ci sono il premio Nobel Giorgio Parisi e i professori emeriti Paola Bonfante  e Paolo Costantino, la senatrice a vita Elena Cattaneo, le presidenti della commissione ricerca dell&#8217;Accademia dei Lincei, Annalisa Rosselli, e della società italiana di genetica agraria, Stefania Masci. Diciassette tra i più influenti luminari del settore. La lettera aperta denuncia il rischio che il Crea «perda autorevolezza scientifica». Sostengono che le scelte operate «sembrano trascurare l&#8217;attinenza fra la carriera scientifica dei direttori e le aree di ricerca dei centri». Oggetto del contendere è soprattutto un incarico: al centro di genomica e bioinformatica «è stato nominato un professore di Meccanica Agraria che si occupa di meccanizzazione forestale e sicurezza del lavoro.</p>
<p>Il punto non è mettere in discussione la dignità scientifica di una disciplina rispetto a un&#8217;altra, ma chiedere coerenza tra il profilo del direttore e la missione del centro che è chiamato a guidare. I ricercatori chiedono competenza», perché «la direzione di un centro di ricerca non è una semplice funzione amministrativa: richiede – concludono &#8211; un profilo scientifico riconosciuto come autorevole».</p>
<h2>La replica del Ministero</h2>
<p>Il Ministero replica duramente. Fa notare di non aver competenza nella selezione interna dei direttori: secondo le procedure e le norme che governano l’Istituto decidono le commissioni e degli organi deputati. Lollobrigida minaccia querele e diffida gli altri giornali dal pubblicare articoli &#8220;tendenziosi&#8221;. Una minaccia che evidentemente ha il suo peso perchè al momento il mondo dei media agricoli tace e quello dei sindacati agricoli ancora di più. Riconosciamo che il Ministero non controlla quelle nomine e che accusare il Ministro di ingerenza nelle medesime &#8211; come viene fatto implicitamente o esplicitamente &#8211; è possibile solo se esistono delle prove che al momento non ci sono.</p>
<p>Una cosa però va detta: che il Crea abbia bisogno di direttori scientifici &#8220;sul pezzo&#8221;, soprattutto ora, dovrebbe essere chiaro a tutti e che nominare tecnici che sappiano guidare la ricerca scientifica nella direzione di un&#8217;agricoltura moderna e competitiva dovrebbe essere la priorità di tutti ma soprattutto del governo. All&#8217;alba della rivoluzione Tea, con una pressione mai vista delle importazioni agricole, in un periodo di gran fuga dei cervelli non si dovrebbe puntare alla massima competenza dei direttori scientifici, a prescindere dalla loro fede politica? Strampelli avrebbe detto di sì.</p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/poltrone-scomode-per-lollo/">POLTRONE SCOMODE PER LOLLO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>TENERO, CICLO IN FUGA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/tenero-ciclo-in-fuga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 22:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[allettamento]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[SATA]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9603</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel Nord-Ovest il frumento ha chiuso il ciclo con 10-15 giorni di anticipo. Quali conseguenze?</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/tenero-ciclo-in-fuga/">TENERO, CICLO IN FUGA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La campagna 2025-2026 conferma un dato ormai sempre più evidente per il frumento: il caldo non arriva soltanto a fine ciclo ma può accompagnare e orientare l’intero sviluppo della coltura. Il risultato è una stagione più veloce, più irregolare e con finestre operative più strette per agricoltori e tecnici.</p>
<p>A ricostruire quanto accaduto negli areali del Nord-Ovest è Ivano Ramon, Dottore Agronomo e Direttore degli studi per l&#8217;area Nord-Centro di SATA. Il quadro che emerge non è quello di una semplice annata calda ma di una successione di sbalzi: inverno mite, rialzo termico tra fine marzo e metà aprile, temporanea fase fresca e piovosa a metà maggio, quindi forte picco di giugno.</p>
<p>«La stagione 2025-2026 per il Nord-Ovest è stata indubbiamente singolare, specialmente sul piano termico», osserva Ramon. «L’inverno è iniziato con temperature leggermente superiori alle medie stagionali; l’unico periodo di freddo costante con colonnina di mercurio sotto lo zero si è registrato nella prima decade di gennaio».</p>
<h2><strong>Inverno mite, primavera veloce</strong></h2>
<p>Il primo effetto si è visto già nelle fasi iniziali. Con un inverno poco rigido e un febbraio in progressivo rialzo termico, il frumento è arrivato alla levata con uno sviluppo più avanzato rispetto alla media. Non un dettaglio marginale: quando la coltura parte prima, anche le fasi successive tendono a comprimersi, soprattutto se la primavera non offre pause termiche sufficienti.</p>
<p>Secondo Ramon, «l’andamento termico ha impresso una forte accelerazione allo sviluppo vegetativo del frumento fin dalle prime fasi». Già a fine marzo, con la coltura in levata, lo sviluppo appariva più rapido rispetto alla media storica.</p>
<p>Un andamento simile è emerso anche nelle prime anticipazioni della Rete nazionale del frumento tenero raccontate da Grano Italiano. Al Nord, in particolare, il caldo di fine maggio ha accelerato la maturazione, mentre nei campi piemontesi le spigature sono risultate anticipate di circa 7-10 giorni rispetto alla media storica.</p>
<h2><strong>Aprile spinge le varietà precoci</strong></h2>
<p>Il secondo passaggio chiave è arrivato tra fine marzo e metà aprile. In quella fase il rialzo termico si è accompagnato a scarsa piovosità. Nei terreni più sciolti sono comparsi i primi segnali di stress idrico, mentre le varietà più precoci hanno imboccato rapidamente le fasi di foglia a bandiera e botticella.</p>
<p>Non sono mancati i picchi in negativo delle temperature che, in concomitanza con interventi di diserbo, hanno causato danni da gelo sull’apparato fogliare. Nelle foto seguenti alcuni esempi di danni da gelo e fitotossicità da diserbo, in levata piena (l° aprile: T minima -1°C; 2 aprile: T minima 0,5°C,  3 aprile: T minima 3,2 gradi).</p>

<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/gelo-fitotossicita-diserbo.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="664" height="498" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/gelo-fitotossicita-diserbo.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/gelo-fitotossicita-diserbo.jpg 664w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/gelo-fitotossicita-diserbo-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/gelo-fitotossicita-diserbo-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/gelo-fitotossicita-diserbo-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/gelo-fitotossicita-diserbo-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/gelo-fitotossicita-diserbo-80x60.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="987" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-740x987.jpeg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-740x987.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-225x300.jpeg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-768x1024.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-1152x1536.jpeg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-370x493.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-270x360.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-570x760.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo-1320x1760.jpeg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/fitotossicita_diserbo_gelo.jpeg 1500w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>

<p>Successivamente, «intorno alla metà di aprile, l’incremento delle temperature ha spinto repentinamente le varietà più precoci verso la fase di foglia a bandiera/botticella, portandole successivamente alla spigatura e all’inizio della fioritura con circa una settimana di anticipo», spiega Ramon. Nella foto, un esempio di foglia a bandiera su varietà Taylor il 14 aprile 2026.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9601" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-225x300.jpeg" alt="" width="191" height="255" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-225x300.jpeg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-768x1024.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-1152x1536.jpeg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-370x493.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-270x360.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-570x760.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-740x987.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1-1320x1760.jpeg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/bandiera_taylor-1.jpeg 1500w" sizes="auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px" /></p>
<p>È uno dei punti più importanti per chi deve programmare concimazioni, difesa fungicida e monitoraggi. La coltura non si muove più sempre secondo calendari consolidati: richiede osservazione diretta, capacità di intervento rapido e lettura puntuale dello stadio fenologico reale.</p>
<p>Lo stesso messaggio è arrivato dal campo dimostrativo della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra, a Malborghetto di Boara, nel Ferrarese. Qui spigatura, fioritura e raccolta sono arrivate con 7-10 giorni di anticipo, riducendo il tempo disponibile per osservare la coltura ed eseguire gli interventi nel momento più efficace.</p>
<h2><strong>Maggio interrompe, giugno chiude</strong></h2>
<p>La metà di maggio ha rappresentato una parentesi diversa. Piogge frequenti e temperature inferiori alla media hanno temporaneamente rallentato la corsa del frumento e, in alcuni areali, causato allettamenti. Di seguito le foto di allettamenti nei campi di prova di SATA in provincia di Alessandria.</p>

<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="555" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-740x555.jpeg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-740x555.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-300x225.jpeg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-1024x768.jpeg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-768x576.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-1536x1152.jpeg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-370x278.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-270x203.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-570x427.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-80x60.jpeg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1-1320x990.jpeg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio_1.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio.png'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="555" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-740x555.png" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-740x555.png 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-300x225.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-1024x768.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-768x576.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-370x278.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-270x203.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-570x428.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio-80x60.png 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/07/allettamento_maggio.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>

<p>Ma la tregua è durata poco. Il mese di giugno ha segnato la svolta definitiva, con un aumento termico forte e improvviso. «Il forte e improvviso rialzo termico di giugno ha accelerato drasticamente la maturazione della granella: le operazioni di raccolta sono cominciate così con ben 10-15 giorni di anticipo rispetto alla media del periodo», sottolinea Ramon. «Tuttavia, nonostante l&#8217;accelerazione finale causata dal picco termico di giugno, le riserve idriche accumulate con le piogge di maggio hanno protetto la coltura. Il quadro generale delinea comunque una buona annata sotto il profilo produttivo».</p>
<p>Il dato è più marcato rispetto ad altri areali già raccontati da Grano Italiano, dove l’anticipo si è attestato spesso attorno alla settimana. A Voghera, ad esempio, la trebbiatura era attesa circa una settimana prima delle annate precedenti; nel Bolognese il caldo dell’ultima settimana di maggio ha anticipato la conclusione del ciclo, pur con primi dati qualitativi incoraggianti.</p>
<h2><strong>Finestre operative più strette</strong></h2>
<p>Il tema centrale, quindi, non è soltanto raccogliere prima. Un ciclo più rapido cambia la gestione agronomica. Le epoche di intervento diventano meno elastiche, la valutazione delle malattie deve essere più tempestiva, la scelta del momento di trattamento non può basarsi su abitudini consolidate ma deve diventare flessibile e repentina.</p>
<p>Nel 2026, in diversi areali, il caldo e l’asciutto finali hanno anche ridotto la pressione di alcune patologie. Ma questa non può diventare una regola. La stessa esperienza di campo mostra che annate con piogge concentrate, sbalzi termici e finestre umide possono riaprire rapidamente il rischio di septoriosi, ruggini e fusariosi.</p>
<p>Il frumento, conclude l’analisi di Ramon, ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e una grande resilienza di fronte a queste fluttuazioni. Ma la stagione 2025-2026 segnala anche un cambio di passo: per difendere rese e qualità, la chiave del successo sarà la reattività del tecnico e dell&#8217;agricoltore nel leggere il campo intervenendo non quando “tocca da calendario” ma quando la coltura lo richiede davvero.</p>
<p><em>Foto di SATA.</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/tenero-ciclo-in-fuga/">TENERO, CICLO IN FUGA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ANCHE I FRANCESI SOFFOCANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/agricoltura-francese-crisi-climatica-le-monde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 22:18:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[rese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9588</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si parla addirittura di burn out climatico</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/agricoltura-francese-crisi-climatica-le-monde/">ANCHE I FRANCESI SOFFOCANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">L&#8217;ondata di caldo di fine giugno è terminata, ma l&#8217;agricoltura francese è entrata «in modalità crisi», secondo le parole usate mercoledì 1° luglio dalla ministra Annie Genevard. Lo racconta Le Monde che dedica ampio spazio alla sofferenza dell’agricoltura.<span class="Apple-converted-space">  </span>«Segno della gravità della situazione, il capo del governo, Sébastien Lecornu, ha presieduto venerdì 3 luglio alle 15:30 una riunione interministeriale sulle conseguenze della scia di calore per il settore».</p>
<h2>Si corre</h2>
<p class="p1">Le mietitrebbie lavorato a pieno regime per raccogliere l&#8217;orzo e il grano, «i cui rendimenti dovrebbero comunque essere penalizzati dalle scarse piogge di aprile e poi dall&#8217;ondata di caldo di fine maggio». Ma non è tutto: il clima sta cambiando il modo di lavorare, in peggio. «Quella che stiamo vivendo oggi sarà l&#8217;estate normale nel 2050, il che significa che siamo davanti a una catastrofe. Un&#8217;agricoltura a +2,5 °C non sappiamo come farla, e questo influisce pesantemente sul morale dei contadini», osserva Nicolas Fortin, segretario nazionale della <i>Confédération paysanne</i>, che parla del rischio di un vero e proprio «burn-out climatico». La rapidità del cambiamento non è sostenibile dalle aziende che vedono i raccolti bruciare.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Il reportage</h2>
<p class="p1">Un reportage dello stesso giornale francese ci racconta che «nelle grandi pianure cerealicole tra Vierzon (Cher) e Châteauroux (Indre), da diversi anni un dubbio tormenta chi pensava che la felicità risiedesse nel grano. «Oggi bisogna essere pazzi per fare quello che fanno loro», sbotta Chantal Philippon, la madre di Denis. In 35 anni Gérard, suo marito ed ex gestore dell&#8217;azienda agricola, non ha mai visto una cosa del genere. Contrariamente al luogo comune secondo cui i produttori di cereali francesi non hanno di che lamentarsi, i conti dell&#8217;azienda non tornano più. La fattoria dei Béliers fa tra l&#8217;altro parte delle grandi aziende agricole francesi: 350 ettari distribuiti su due comuni, dove si coltivano una decina di varietà vegetali, principalmente grano, a fronte di una media nazionale francese di 69 ettari.</p>
<p class="p1">Nell&#8217;ufficio della fattoria, Astrid Plisson sta completando online la richiesta di aiuti di Stato straordinari per compensare l&#8217;aumento del prezzo del gasolio agricolo (GNR), il carburante utilizzato per i mezzi agricoli. Dal blocco dello stretto di Hormuz, il prezzo è balzato da 0,70 centesimi al litro a 1,18 euro sull&#8217;ultima fattura. Lo scoppio della guerra in Iran è stato «la goccia che ha fatto traboccare il vaso» per il mondo dei cereali, riassume Benoît Piétrement, presidente di Intercéréales, l&#8217;organismo che riunisce i professionisti del settore. Oltre al costo del carburante, è esploso anche quello dei fertilizzanti azotati, arrivando a raddoppiare per alcuni e affossando ulteriormente un settore già duramente provato».</p>
<h2>Gli aiuti non aiutano</h2>
<p class="p1">«Sono quattro anni che lavoriamo in perdita» dichiara al quotidiano Eric Thirouin, presidente dell&#8217;Associazione generale dei produttori di grano. Nei bilanci, il margine operativo lordo si è dimezzato rispetto alla media dei tre anni precedenti. Per sostenere i cerealicoltori, lo Stato ha stanziato a fine gennaio un aiuto d&#8217;urgenza forfettario, ma «gli aiuti», ricorda Astrid Plisson, «non aiutano ad avere visibilità sul futuro». Molti vendono l’azienda, raccontano gli agricoltori transalpini.</p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/agricoltura-francese-crisi-climatica-le-monde/">ANCHE I FRANCESI SOFFOCANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MISCUGLI A CARTE SCOPERTE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/miscugli-a-carte-scoperte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 22:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[Biogas]]></category>
		<category><![CDATA[biomassa]]></category>
		<category><![CDATA[biometano]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[sementi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=9579</guid>

					<description><![CDATA[<p>I miscugli di cereali per biomassa possono offrire stabilità produttiva e adattabilità ma l'efficacia dipende dalla coerenza tra specie, varietà e cicli colturali. Perché l'agricoltore deve conoscere ciò che semina. </p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/miscugli-a-carte-scoperte/">MISCUGLI A CARTE SCOPERTE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il crescente interesse per biogas e biometano sta modificando anche il mercato delle sementi di cereali autunno-vernini. Accanto alle varietà coltivate in purezza, acquistano spazio i miscugli destinati alla produzione di biomassa</strong>, scelti con l’obiettivo di assicurare produzioni elevate, regolari e compatibili con le esigenze degli impianti energetici.</p>
<p>Non basta, tuttavia, riunire nello stesso sacco sementi diverse. <strong>Un miscuglio efficace deve essere costruito secondo una logica agronomica precisa</strong>: le sue componenti devono svilupparsi in maniera coordinata, raggiungere lo stadio di maturità per la raccolta nello stesso periodo e contribuire in modo complementare alla produzione finale.</p>
<p>È questo il punto di partenza della proposta di Alberto Braghin (nella foto in alto), dottore agronomo e consulente della società sementiera austriaca Kärntner Saatbau. Dopo aver lavorato sulle singole varietà di cereali foraggeri e da biomassa, l’azienda ha sviluppato due formulazioni, Sole mix e Vistoria top, destinate a rispondere alla crescente domanda proveniente dalle filiere zootecniche ed energetiche.</p>
<p>La caratteristica sulla quale Braghin insiste maggiormente non è, però, soltanto la composizione agronomica. Fondamentale è la scelta di dichiarare chiaramente le specie e le varietà utilizzate, permettendo all’agricoltore di conoscere quali materiali sta acquistando e quali caratteristiche può attendersi in campo.</p>
<h2><strong>La biomassa cerca stabilità</strong></h2>
<p><strong>Nella produzione destinata a un impianto di biogas o biometano, il parametro decisivo non è esclusivamente la resa massima raggiunta nella migliore delle condizioni. Conta soprattutto la possibilità di ottenere una quantità di biomassa sufficientemente stabile tra ambienti e annate differenti.</strong></p>
<p>Gli impianti devono essere alimentati con continuità e secondo programmi di approvvigionamento definiti. Le imprese agricole coinvolte nelle filiere energetiche hanno, quindi, bisogno di colture capaci di ridurre, per quanto possibile, le oscillazioni produttive dovute all’andamento meteorologico.</p>
<p>La diffusione di impianti a biometano, infatti, sta sostenendo la domanda di cereali da biomassa, con il triticale in posizione centrale grazie alla sua rusticità, alla capacità produttiva e alla possibilità di essere raccolto prima delle colture estive.</p>
<p>«La destinazione energetica richiede produzioni costanti e una biomassa omogenea», osserva Braghin. «Il miscuglio può rappresentare uno strumento utile, ma solo quando viene costruito scegliendo componenti realmente compatibili. Non deve essere considerato un modo per assemblare sementi diverse senza un progetto tecnico».</p>
<p>Il miscuglio non elimina, infatti, il rischio agronomico. Può, però, distribuirlo tra genotipi o specie con caratteristiche differenti, evitando che una singola debolezza varietale condizioni l’intera produzione. Per ottenere questo risultato, le componenti devono essere selezionate e proporzionate con attenzione.</p>
<h2><strong>Cicli coerenti nel miscuglio</strong></h2>
<p>Il primo criterio adottato per Sole mix e Vistoria top, ad esempio, è l’omogeneità del ciclo. Le formulazioni comprendono graminacee riconducibili a materiali a ciclo medio-tardivo, selezionati per raggiungere in maniera coordinata lo stadio utile alla raccolta.</p>
<p><strong>Questo aspetto assume particolare importanza nelle primavere calde e asciutte. Le carenze idriche e i rapidi aumenti delle temperature possono accentuare le differenze di maturazione tra materiali precoci e tardivi. Il rischio è quello di arrivare alla trinciatura con alcune componenti troppo avanzate e altre ancora immature.</strong></p>
<p>Una miscela eccessivamente eterogenea può, quindi, produrre una biomassa poco uniforme, con differenze nella sostanza secca, nella struttura della pianta e nella conservabilità del trinciato. Può anche complicare la scelta del momento di raccolta: anticipare significa penalizzare i materiali più tardivi, mentre attendere può compromettere quelli più precoci.</p>
<p>«La contemporaneità del ciclo è il primo requisito», sottolinea Braghin. «La presenza di più varietà non deve tradursi in una somma di comportamenti scollegati. Il miscuglio deve arrivare alla raccolta come una coltura coerente».</p>
<p>La scelta di materiali medio-tardivi punta, inoltre, a sostenere la produzione vegetativa e l’accumulo di biomassa. In ogni caso, la convenienza va valutata in relazione all’areale, alla disponibilità idrica del terreno, all’epoca di semina e all’eventuale coltura prevista in successione.</p>
<h2><strong>Vigoria e sanità fogliare</strong></h2>
<p><strong>Un secondo elemento riguarda la taglia e la vigoria delle piante. Per una coltura destinata alla biomassa, lo sviluppo vegetativo è naturalmente centrale, ma non può essere separato dalla capacità di mantenere sano l’apparato fogliare.</strong></p>
<p>Le malattie possono ridurre la superficie fotosintetizzante, anticipare la senescenza e limitare l’accumulo di sostanza secca. Nei miscugli, inoltre, la presenza di una componente particolarmente suscettibile può creare disomogeneità e rendere meno prevedibile il comportamento dell’intera coltura.</p>
<p>Le varietà inserite nelle due formulazioni proposte da Braghin sono state selezionate per vigoria, altezza e tolleranza alle principali fitopatie fogliari.<em> Sole mix</em> è una soluzione orientata all’omogeneità, alla sanità fogliare e alla capacità di adattamento a diversi ambienti e destinazioni. <em>Vistoria top</em> punta sulla produttività, sulla stabilità e sulla resilienza, mantenendo una particolare attenzione alla coerenza del ciclo.</p>
<p>Queste indicazioni non sostituiscono la valutazione aziendale. La resa di un miscuglio dipenderà sempre dalla tecnica colturale, dalla fertilità del terreno, dall’andamento stagionale e dal momento di raccolta. La formulazione può fornire una base genetica più articolata, ma deve essere inserita in un percorso agronomico coerente.</p>
<h2><strong>Una destinazione da programmare</strong></h2>
<p><strong>La scelta di una coltura da biomassa dovrebbe partire dalla collocazione del prodotto, non soltanto dalla scelta della semente. La presenza di un impianto, di un contratto di conferimento o di una filiera organizzata può offrire all’agricoltore uno sbocco alternativo rispetto al mercato della granella.</strong></p>
<p>La coltura autunno-vernina permette, inoltre, di distribuire il lavoro aziendale e, quando l’epoca di raccolta lo consente, di liberare il terreno per una coltura estiva di secondo raccolto. Mais, sorgo e soia possono entrare nell&#8217;avvicendamento, a seconda della disponibilità irrigua e dell’organizzazione aziendale.</p>
<p>La possibilità di raccogliere prima della piena maturazione della granella può rappresentare anche una forma di flessibilità commerciale. In un’annata sfavorevole alla destinazione alimentare, la presenza di una filiera energetica può offrire una diversa collocazione alla produzione. Non si tratta, però, di uno sbocco automatico: caratteristiche della biomassa, epoca di consegna, distanze dall’impianto e condizioni economiche devono essere definite in anticipo.</p>
<p>«Il miscuglio deve essere inserito in una programmazione», spiega Braghin. «Prima della semina l’agricoltore deve conoscere la destinazione, gli obiettivi produttivi e, possibilmente, le condizioni di conferimento. Solo così la maggiore stabilità agronomica può trasformarsi in un vantaggio economico».</p>
<h2><strong>Sapere cosa c’è nel sacco</strong></h2>
<p>Il tema più netto posto da Braghin riguarda la trasparenza commerciale. Nella documentazione di<em> Sole mix</em> e <em>Vistoria top</em>, ad esempio, vengono dichiarate le specie e le varietà impiegate, tutte disponibili anche in purezza nel catalogo aziendale.</p>
<p><strong>Questo permette all’acquirente di verificare le caratteristiche delle singole componenti e di comprendere la logica seguita nella formulazione. L’agricoltore non acquista soltanto un nome commerciale, ma può valutare ciclo, attitudine e comportamento dei materiali utilizzati.</strong></p>
<p>«Chi compra la semente deve sapere che cosa sta seminando», afferma Braghin. «Dichiarare specie e varietà dovrebbe essere una pratica normale per tutti i miscugli. La trasparenza non limita il valore del prodotto: al contrario, permette di motivarlo tecnicamente».</p>
<p>La disciplina sementiera italiana a riguardo è contenuta nel decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 20. L’articolo 5, in particolare, regola i miscugli di sementi e contempla differenti combinazioni, comprese quelle destinate all’alimentazione animale e agli altri impieghi ammessi dalla normativa.</p>
<p>Prima della miscelazione, le sementi utilizzate devono rispettare i requisiti previsti per la commercializzazione. Il prodotto confezionato è accompagnato dal cartellino ufficiale e, nei casi previsti, dalle informazioni del produttore. Secondo Braghin, il problema applicativo è che il sistema non assicura sempre all’utilizzatore una rappresentazione immediata e completa di tutte le specie e varietà presenti.</p>
<p>Il cartellino ufficiale certifica la regolarità del prodotto ma il nome commerciale del miscuglio può diventare l’informazione più evidente per l’acquirente. Quando la composizione dettagliata non è riportata chiaramente nella documentazione aziendale, il confronto tecnico tra prodotti diventa difficile.</p>
<h2><strong>La normativa lascia zone grigie</strong></h2>
<p>Un ulteriore punto riguarda i miscugli costituiti da varietà differenti appartenenti alla stessa specie. Braghin rileva una distanza tra alcune formulazioni della disciplina, orientate a specifiche destinazioni, e l’evoluzione di un mercato che utilizza i miscugli varietali anche con obiettivi di stabilità agronomica e produttiva.</p>
<p>Su questo fronte sarebbe utile, secondo il tecnico, un chiarimento normativo capace di uniformare interpretazioni e controlli. L’obiettivo non dovrebbe essere aumentare gli adempimenti ma creare regole più facilmente leggibili tanto per chi produce sementi quanto per chi le acquista.</p>
<p>«Oggi si possono incontrare sul mercato prodotti molto diversi, tutti presentati semplicemente come miscugli», osserva Braghin. «Senza conoscere le componenti, l’agricoltore non può valutare se la formulazione sia realmente coerente oppure se riunisca materiali con cicli e attitudini differenti».</p>
<p>Non sarebbe corretto dedurre che un miscuglio privo dell’elenco varietale sul cartellino ufficiale sia necessariamente irregolare o di scarsa qualità. Il punto è differente: la conformità alla normativa rappresenta il requisito di base, mentre la disclosure volontaria della composizione offre un livello aggiuntivo di informazione e confrontabilità.</p>
<h2><strong>Il confronto con Austria e Germania</strong></h2>
<p>Braghin richiama l’esperienza dei sistemi austriaco e tedesco, considerati maggiormente strutturati sotto il profilo della registrazione e della tracciabilità delle formulazioni.</p>
<p>In Austria, infatti, la ricetta del miscuglio viene registrata presso l’autorità competente e associata a un numero identificativo. La composizione non deve necessariamente essere stampata per intero sul cartellino ufficiale, ma risulta depositata e può essere verificata attraverso controlli e campionamenti.</p>
<p>La proposta per l’Italia è quella di procedere verso un sistema più uniforme, fondato su un registro nazionale dei miscugli, codici ufficiali delle miscele, standard tecnici condivisi e procedure omogenee di tracciabilità.</p>
<p>Un modello di questo tipo permetterebbe di proteggere sia l’agricoltore sia le imprese sementiere che investono nella selezione e nella sperimentazione delle formulazioni. Rendere verificabile la ricetta ridurrebbe, infatti, lo spazio per prodotti poco caratterizzati, senza impedire alle aziende di sviluppare combinazioni differenti.</p>
<h2><strong>Il valore è nella progettazione</strong></h2>
<p>I miscugli proposti da Braghin sono il risultato di una scelta tecnica basata sull’allineamento dei cicli, sulla vigoria, sulla sanità fogliare e sulla dichiarazione delle componenti. Il loro valore dovrà naturalmente essere verificato nelle diverse condizioni pedoclimatiche e all’interno delle specifiche filiere di destinazione.</p>
<p>Il messaggio rivolto agli agricoltori è, però, più ampio delle singole formulazioni. P<strong>rima di acquistare un miscuglio occorre chiedersi quali specie e varietà contenga, quale sia il loro ciclo, per quale destinazione siano state selezionate e su quali dati si fondino le prestazioni dichiarate.</strong></p>
<p>Nella produzione di biomassa, la diversità può diventare uno strumento per aumentare la stabilità. Perché ciò avvenga, deve essere una diversità progettata, non casuale. E per poter valutare il progetto, l’agricoltore deve, prima di tutto, conoscerne gli ingredienti.</p>
<p>«La fiducia si costruisce mettendo a disposizione informazioni verificabili», conclude Braghin. «Un buon miscuglio non ha bisogno di nascondere la propria composizione: deve essere in grado di spiegare perché ogni componente è stata scelta e quale contributo può portare al risultato finale».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19" data-cmp-ab="2">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60" data-cmp-ab="2">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/miscugli-a-carte-scoperte/">MISCUGLI A CARTE SCOPERTE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
