La contestazione della Cun nell’Italia Centrale, dove la Cia è uscita allo scoperto nelle scorse settimane e anche il consorzio di Ancona ha manifestato la propria insoddisfazione, sta facendo dell’associazione Granaria di Milano la borsa dove concentrare gli scambi. Assume quindi un significato economico importante la quotazione franco partenza del grano duro del Centro Italia che la Granaria ha quotato nella seduta di ieri. Scarica il listino Granaria 7 luglio 2026.
La clausola “franco partenza” non casualmente evidenziata nel listino dovrebbe facilitare gli scambi e attirare gli operatori sotto la Madonnina. Resta il fatto che gli scambi attuali sul mercato nazionale sono inferiori all offerta. Questo pesa sulle quotazioni a breve termine ma gli addetti ai lavori credono sia solo una finestra a medio termine.
Le quotazioni milanesi del duro nazionale sono in linea con quelle delle altre borse, Altamura compresa, che, diversamente dalla Cun quotano frumenti fino a 10,5% di proteine, a dimostrazione che il raccolto di quest’anno difficilmente raggiungerà i 15 fissati dalla Commissione unica nazionale come punto di riferimento della qualità.
Intanto, i mercati globali incassano il colpo del meteo e delle minori semine Usa (-5,7%) ma i prezzi non sembrano riprendersi. Si conferma il danno provocato dall’ondata di calore in Europa e negli Stati Uniti e inondazioni nel Canada occidentale. Il raccolto di grano del Mar Nero dovrebbe essere buono. Le prospettive per il grano duro rimangono stabili: buon raccolto negli Usa e in Nord Africa ma soprattutto in Canada. I mercati potrebbero essere dunque stabili su quotazioni basse.
Autore: Paolo Viana
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