Le pratiche per contrastare le infestanti nel grano.
L’aumento dei costi di produzione influenza negativamente una corretta gestione delle erbe infestanti nel grano. In questo periodo dell’anno nel grano siamo nella fase fenologica di inizio levata. In questa fase avviene un rapido allungamento degli internodi a partire da quelli basali. Inoltre, è caratterizzata da un elevato consumo idrico e di nutrienti.
Questo è il periodo migliore per intervenire per tenere sotto controllo le erbe infestanti. Infatti, le malerbe sono ancora nelle prime fasi di sviluppo e quindi si riescono ad ottimizzare al meglio gli interventi.
Anche nella regione Lazio i problemi sono simili a quelli riscontrati nelle altre regioni che abbiamo visitato in precedenza.
In particolare in Toscana (Come si controllano le infestanti) e in Sardegna (Come combatto le infestanti) gli agricoltori tendono a privilegiare le buone pratiche colturali riducendo al minimo i trattamenti erbicidi. Questo soprattutto per una questione di riduzione dei costi. Va anche considerato il fatto di avere sempre minori principi attivi efficaci a disposizione.
Ne parliamo con Sergio Del Gelsomino presidente CIA della regione Lazio.
Sergio Del Gelsomino presidente CIA della regione Lazio e titolare di un’azienda agricola nel comune di Orte (VT) ci dice: « nella zona di Orte dove si coltiva circa il 75% di grano duro e il restante 25 % grano tenero le semine di grano si sono ridotte di circa il 60 % rispetto a qualche anno fa, questo è dovuto alla bassa remunerazione del prodotto; in gran parte del territorio il grano è stato sostituito da foraggere in quanto in zona sta prendendo sempre più piede la filiera mangimistica» spiega Del Gelsomino.
Anche nelle altre regioni che abbiamo visitato in generale si è riscontrato un calo delle superfici seminate a grano così come è avvenuto nella regione Lazio.
In particolare nella regione Toscana in Maremma (Semine in ritardo in Toscana)anche a causa dell’andamento climatico sfavorevole sono state seminate circa un 10% delle superfici normalmente destinate a grano. Così come in Sardegna (Semine in ritardo anche in Sardegna)dove si è riscontrato circa il 30 % meno di superficie seminata a grano.
Quindi possiamo affermare che è una situazione abbastanza diffusa. I problemi di bassa remunerazione del prodotto e l’aumento dei costi incidono più o meno costantemente in diverse regioni e in diversi contesti produttivi.
LE ROTAZIONI SONO IMPORTANTI PER UNA GESTIONE RISPETTOSA DELL’AMBIENTE
« L’impiego di specie foraggere soprattutto erba medica e trifogli all’interno di una rotazione permette di tenere “pulito” il terreno dalle infestanti. La progressiva riduzione di principi attivi disponibili sul mercato si unisce al fatto che negli ultimi anni si sono presentate annate piuttosto piovose. Queste hanno ostacolato fortemente la possibilità di effettuare correttamente i diserbi.
Tutto ciò ha permesso di ridurre al minimo gli interventi consentendo una riduzione dei costi e di ridurre l’impatto ambientale. Con il diserbo post-emergenza tuttavia c’è sempre la possibilità di selezionare popolazioni resistenti. Pertanto sarebbe buona norma variare i meccanismi d’azione degli erbicidi.
Il tutto senza tralasciare le corrette pratiche agronomiche quali rotazioni e lavorazioni profonde. Queste aiutano a contenere le infestanti prima di ricorrere al diserbo. I problemi principali sono causati tra le specie graminacee dal loietto (Lolium spp). Tra le specie a foglia larga invece i problemi maggiori sono causati da: rafano(Raphanus raphanistrum), stoppione (Cirsium arvense) e in misura minore dal papavero(Papaver rhoeas) e borsa del pastore (Capsella bursa pastoris)».conclude Del Gelsomino.
Il problema del loietto è sicuramente uno dei più sentiti in queste ultime campagne: ma come scrivevamo già nel 2024 nessun loietto è invincibile… (Nessun loietto è invincibile)
Autore: Alessandro Contini
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