Intervista al direttore del Cesar Francesco Martella: il 2023 è stato l'inizio della svolta nella gestione del rischio in agricoltura
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RITARDO SULLE ASSICURAZIONI

Intervista al direttore del Cesar Francesco Martella

Intervista al direttore del Cesar Francesco Martella: il 2023 è stato l'inizio della svolta nella gestione del rischio in agricolturaCon Francesco Martella, direttore del CESAR (Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale) parliamo delle evoluzioni della gestione del rischio in agricoltura e delle novità per il 2024.

Il 2023 doveva essere un anno di svolta per le assicurazioni agricole, lo è stato ma in che senso?

«Diciamo che il 2023 è stato l’inizio della svolta nella gestione del rischio in agricoltura in Italia, principalmente perché è stato avviato un nuovo strumento che è il fondo AGRICAT, fondo mutualistico nazionale per la gestione delle avversità catastrofali. L’Italia è l’unico paese che ha scelto di investire sulla gestione del rischio anche risorse che derivano del primo pilastro della PAC. Il 3% del pagamento di base è stato destinato ad alimentare la disponibilità economica del Fondo Agricat».

Sin dall’inizio si è detto che la dotazione finanziaria fosse eccessivamente ridotta…

«Questo può essere confermato, la dotazione finanziare per la campagna 2023 di AGRICAT è di circa 350 mln€ (105 mln€ dal FEAGA primo pilastro, 245 mln€ FEASR risorse dello sviluppo rurale). Considerando che quest’anno abbiamo avuto l’alluvione in Emilia Romagna, nelle Marche e poi in ultimo in Toscana, oltre ad alcune gelate, ed in alcune aree anche la siccità seppur meno importante rispetto all’anno precedente.

Quindi il fondo è partito con un importante stress test. Di fatto quest’anno ha mosso i primi passi, tra agosto e settembre è stata avviata per la prima volta la procedura dei rilievi per il monitoraggio dei danni alle produzioni agricole. A breve dovrebbero essere pagati i primi risarcimenti agli agricoltori. Comunque, il meccanismo di intervento di AGRICAT era noto già al momento del suo avvio, e quindi era già nota la capacità di risarcire una percentuale di danno molto contenuta. Il vero valore aggiunto di AGRICAT è la creazione di una sinergia con le polizze assicurative e con gli altri strumenti di gestione del rischio, oltre che avvicinare al sistema tutte quelle imprese che oggi non adottano nessun strumento (assicurazioni, fondi, ISTs) per la tutela dei redditi dell’impresa agricola».

Risarcimenti AGRICAT, di che importi stiamo parlando?

«E’ difficile fare una stima poiché i valori variano in base alle colture, se le colture erano anche coperte da assicurazione agevolate sempre per la tutela delle avversità catastrofali, se l’impresa ha adottato polizze assicurative per la prima volta.

In ogni caso, il massimo risarcimento che AGRICAT può riconoscere ad un agricoltore che ha subito danni catastrofali, può variare dal 15 al 20% del valore del danno, oggettivamente abbastanza poco. Questo però era noto. I fondi, per loro natura, diventano efficaci quando hanno un minimo di storia alle spalle che nel tempo gli consenta di accumulare risorse. Risorse che, chiaramente, nel caso del fondo rimangono a disposizione dei risarcimenti degli anni futuri».

Come funziona il sistema Agricat?

«Di fatto c’è un rapporto diretto tra l’agricoltore e Agricat Srl, la società che gestisce il fondo. Si tratta di uno strumento dove per la partecipazione dell’agricoltore non è previsto un esborso finanziario di quest’ultimo: questo perché una parte delle risorse derivano dal primo pilastro, quindi dal taglio degli aiuti diretti, l’altra parte dalla Politica di Sviluppo Rurale. Tutto, quindi, gira all’interno di AGEA e per l’agricoltore l’adesione è automatica; tutti i percettori degli aiuti PAC sono coperti da Agricat».

Diverso per gli altri strumenti dove, l’adesione è su base volontaria, come il caso delle coperture assicurative. Per questo strumento l’agricoltore riceve un contributo a parziale copertura del costo assicurativo, ma l’agricoltore deve prima sostenere il costo, poi riceve da AGEA il contributo pubblico».

E se non si aderisce alla PAC?

«Senza PAC non si è coperti da Agricat, se non si è agricoltore attivo non si può accedere nemmeno al sostegno per l’adozione delle coperture assicurative».

Che cosa vi aspettate quest’anno, in particolare sui cereali vernini e sul frumento?

«Quest’anno partiamo un po’ in ritardo. Al momento non abbiamo il PGRA, documento che disciplina l’intero settore, ovvero il piano di gestione dei rischi in agricoltura. In questi giorni c’è un intenso lavoro tra MASAF e i vari stakeholder per riscrivere le nuove regole: hanno annunciato una riforma del sistema volta ad una maggiore efficacia e uno snellimento della burocrazia, però ancora manca qualche settimana per avere le notizie per l’avvio della campagna.

Sicuramente è confermato il sostegno alle assicurazioni, ai fondi di mutualità e agli strumenti di tutela del reddito. C’è da capire il valore della contribuzione pubblica: nei vecchi PGRA era garantito tra il 60 e il 70%; negli anni essendo aumentato il valore della produzione messa in copertura di conseguenza è anche aumentata la spesa pubblica. Di fronte a risorse stabili il rischio di una riduzione del contributo pubblico può essere concreto, salvo che il Ministero non riesca a trovare nuove risorse da aggiungere… ma lo vedremo nei prossimi giorni».

Autore: Azzurra Giorgio

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