«La Camera di Commercio di Milano ricorda che non rileveremo il grano duro che viene quotato». Alla seduta del martedì pomeriggio il rappresentante della CCIAA di Milano legge un comunicato e i membri della commissione listino dell’Associazione Granaria prendono atto e quotano i cereali, grano duro compreso. «Su questo listino appare la quotazione del grano duro, per il momento» precisa il vicepresidente Mario Boggini. Si consuma senza tensioni il “divorzio” della Granaria dalla Cun grano duro e da BMTI. Per decreto, dalla prima quotazione della Cun le altre borse sono sospese. Ma il decreto ha efficacia solo sulle borse legate alle Camere di Commercio, come Foggia e Bologna, che hanno già sospeso le quotazioni. Secondo un accordo mai divulgato, per ottenere il via libera dall’industria molitoria, il governo ha dovuto accettare che questa sospensione non interessasse Milano e Altamura, che continueranno a quotare il grano duro («per il momento», ha detto Boggini). Un’altra clausola incombe sulla Cun: la sopressione dei garanti. Se confermata in una delle prossime sedute, sarebbe un colpo per la Coldiretti e una vittoria di Italmopa. Senza garanti, se i mugnai si ritirassero da una seduta, la Cun non potrebbe quotare. Vedremo.
Mercato impiantato
Tornando alla Granaria, mentre il mercato internazionale del frumento continua a muoversi sull’onda delle vicende belliche, da noi è «impiantato», come ha detto martedì un operatore. Tutto invariato nella seduta post-pasquale. «Scambi ridotti» ha ammesso Boggini. Scarica il listino Granaria del 7 aprile 2026
Autore: Paolo Viana




