Prima l’ombra del Cbam, poi le rassicurazioni del Ministro Lollobrigida – l’Europa sospenderà questo balzello – infine il silenzio e adesso una pioggia di comunicati stampa che annunciano lo scampato pericolo, senza fornire alcuna prova. L’ultimo è della Confagricoltura, secondo cui «la Commissione Europea è orientata a sospendere temporaneamente i dazi su ammoniaca e urea e a introdurre una deroga all’applicazione del CBAM, il cosiddetto meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Un’apertura che Confagricoltura considera un passaggio cruciale nel capitolo fertilizzanti, voce di spesa che incide tra il 15% e il 30% nel budget globale delle aziende agricole».
Ok, essere orientati a sospendere non significa aver deliberato di sospendere: il fatto che il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, abbia ammesso che il costo dei fertilizzanti oggi è superiore del 60% rispetto al 2020 non significa che l’esecutivo abbia deciso di accogliere le richieste di sospensiva. Come ricorda il sindacato, «il 16 dicembre scorso la Commissione Europea ha presentato una proposta legislativa di modifica del regolamento CBAM, con l’introduzione di un nuovo articolo, il 27 bis, che consente di prevedere un’eventuale sospensione temporanea per determinate merci soggette al Meccanismo». Questa proposta non soddisfa del tutto Confagricoltura – che lo scrive – perché si vorrebbero togliere i fertilizzanti dal meccanismo; ma soprattutto nulla è ancora deciso.
Il parere di un esperto
Chi ne sa di più è Mariano Alessio Vernì, vicepresidente di SILC Fertilizzanti che su Linkedin ha parlato di “grande inganno Ue/Italia”. Ecco cosa sostiene: «Sono ormai diverse settimane che regna una totale disinformazione sulle politiche UE relative ai concimi. Il 2026 era iniziato dando per scontato (Italia e Francia complici) che ci fosse una sospensione del CBAM. Poi si sono iniziate a confondere le acque citando i dazi quasi come se il loro peso economico fosse pari a quello del Cbam. Nella conferenza stampa il Commissario Šefčovič ha spiegato che non ci sarebbe stata alcuna sospensione e che si sarebbe impegnato ad accelerare l’iter legislativo di modifica del Cbam per introdurre l’art. 27a che prevederà di sospendere la misura. Ci ha anche detto che tra il 2020 ed il 2025 i costi dei fertilizzanti erano aumentati del 60% e che i prezzi delle produzioni agricole erano rimasti invariati.
In relazione ai dazi su ammoniaca ed urea forse le autorità non sanno che la maggior parte dei fornitori europei godono di tariffe preferenziali. Relativamente all’Italia gli arrivi annui di ammoniaca si aggirano intorno le 90mila tonnellate e solo l’1-2% è gravato dal dazio del 5,5%; per l’urea, si tratta di poco meno di un milione di tonnellate e meno del 2% paga il dazio del 6,5%. Quindi il 98% dell’urea che arriva in Italia non paga dazio mentre la maggiorazione prezzo legata alle emissioni sarà 50-70 €/tonnellata. Il quadro del nitrato ammonico è anche peggiore: uno dei maggiori fornitori extra-UE dell’Italia è la Georgia che non paga dazi a fronte di circa 150 €/t di maggiorazione Cbam.
Le variazioni prezzo sia delle produzioni agricole sia dei concimi sono molto ampie, analizzando l’andamento del prezzo dei concimi 2022/25, scopriamo che sono tutti diminuiti: urea del 275%, 18/46 di circa il 200% ed il cloruro di potassio del 245% (base 100=2020). L’indice (base 100=2010) Ismea delle Coltivazioni è oscillato tra 120 (fine 2020) e oltre 210 (2024).
Il peso del Cbam
Questi numeri servono per far capire che il “peso” del Cbam nella maggior parte dei casi è destinato a restare in quelle che sono le normali dinamiche del mercato internazionale dei concimi e che sarà molto difficile dimostrare che gli aumenti legati alle sole emissioni rechino “un grave pregiudizio al mercato interno dell’Unione a causa di circostanze gravi e imprevedibili connesse all’impatto sui prezzi dei beni” (tratto dal futuro art. 27a).
Temiamo quindi che non accadrà nulla e che gli agricoltori “assorbiranno” le normali oscillazioni dei prezzi dei concimi come è sempre accaduto da quando non esistono più i prezzi stabiliti per legge dal CIP (quelli con i capelli bianchi come me lo ricorderanno). Di là dai facili proclami e dal tuonare contro Dazi e Cbam, come mai il Ministro dell’Agricoltura non ha pensato di eliminare il contributo per la sicurezza alimentare del 2% che grava proprio sui concimi da sintesi maggiormente interessati dal Cbam? Sarebbe stata una misura immediata, rivolta al solo mercato nazionale ed attuabile con un semplice decreto. Ma questa è un’altra storia».
Nulla è deciso
Al momento, dunque, nulla è deciso sul Cbam e qualsiasi decisione potrebbe produrre effetti visibili meno importanti di quelli invisibili. Sul mercato interno gravano ancora, e contemporaneamente, CBAM, dazi e contributo per la sicurezza alimentare. Quand’anche vi fosse un ripensamento, coi tempi dell’Unione Europea che procede per trimestri, non sarà nel breve periodo: ma la stagione è cominciata e gli approvvigionamenti di concime per il grano dovranno essere effettuati da qui ai prossimi due mesi, ai prezzi correnti.
I tecnici ci fanno notare inoltre che il valore della CO2, sulla base del quale si pagherà il CBAM, non è un valore fermo, ma è un valore di mercato che da prima di Natale a oggi è passato dagli 80 euro/ton agli attuali 90 (ha toccato i 92). Non è difficile che superi i 100 euro/ton già entro la fine di questo trimestre e se ciò avverrà il CBAM dell’urea potrà passare dai 40 di inizio anno ad oltre 50 euro a tonnellata…
(Vignetta creata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale).
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