Il ministero della sovranità alimentare ha istituito oggi, in concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la CUN Grano Duro (Commissione Unica Nazionale), «l’organismo che dovrà individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato. Tali rilevazioni saranno svolte in modo regolamentato e trasparente e avranno l’obiettivo di individuare il prezzo di riferimento nazionale. La Commissione sarà il luogo di raccordo tra la parte produttiva e la parte industriale acquirente che saranno pariteticamente rappresentate al proprio interno. La CUN sarà uno strumento per assicurare la trasparenza del mercato e il processo di formazione dei prezzi, rispondendo in modo tempestivo alle esigenze degli operatori di mercato per orientare il proprio operato» recita una nota del governo.
Il ministro esulta
Il ministro esulta: «Il Governo Meloni è quello che ha investito di più nel sostegno agli agricoltori, all’agricoltura e continueremo in questo lavoro mantenendo gli impegni presi con il settore primario garante della nostra Sovranità alimentare. Con l’avvio della Cun vogliamo dare maggiore trasparenza e correttezza nei rapporti di filiera e certezze ai nostri agricoltori per rafforzare la competitività della filiera cerealicola italiana e l’individuazione di un prezzo equo. Crediamo nella concorrenza leale e per questo rafforzeremo il sistema di controlli alle frontiere, perché il grano importato rispetti tutti gli standard che i nostri agricoltori rispettano. Il grano fa parte della nostra identità e lo proteggiamo con questo utile strumento» dichiara Francesco Lollobrigida, commentando la firma del decreto interministeriale.
Coldiretti entusiasta
Anche la Coldiretti è entusiasta. «L’istituzione della Cun del grano duro – recita una nota – è una grande vittoria della Coldiretti per rendere trasparente il mercato rispetto ai trafficanti di cereali, il risultato della mobilitazione che ha visto oltre ventimila agricoltori in piazza in tutta Italia per tutelare il loro reddito e la salute dei cittadini consumatori. È il commento della Coldiretti all’istituzione della Commissione Unica Nazionale sul grano che il ministro Francesco Lollobrigida ha avviato nell’ambito della piattaforma di proposte condivisa per arginare il crollo dei prezzi del grano, assieme alla pubblicazione dei costi medi di produzione Ismea per Sud e Centro-Nord. La Cun dovrà individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato.
Si tratta di uno strumento importante per combattere il fenomeno del crollo periodico delle quotazioni pagate agli agricoltori, alimentato ad arte grazie agli arrivi di prodotto dall’estero e all’azione delle borse merci. Una situazione che minaccia la sopravvivenza di quasi 140.000 aziende, spesso localizzate in zone interne prive di alternative produttive e quindi particolarmente esposte al rischio di desertificazione, soprattutto nel Sud Italia. La superficie coltivata a grano duro in Italia ammonta a quasi 1,2 milioni di ettari. Produrre un quintale di grano duro per la pasta costa in media agli agricoltori 31,8 euro al Sud e 30,3 al Centro-Nord, secondo Ismea.
Numeri che evidenziano l’effetto delle manovre dei trafficanti di grano, con le quotazioni pagate agli agricoltori siano calate negli ultimi quattro anni tra il 35% e il 40%. In questo modo – conclude Coldiretti – i ricavi non coprono più le spese, mettendo a rischio le semina future e la tenuta economica delle aziende agricole. L’obiettivo è ora di rafforzare la Cun, rispetto alle possibili manovre di chi vorrebbe non farla funzionare, ma anche puntare sui contratti di filiera, lo strumento più efficace per assicurare redditività e prospettive di lungo periodo gli agricoltori, tutelandoli dalle speculazioni attraverso la garanzia di un giusto prezzo, ma anche promuovere investimenti in innovazione ambientale, tecnologica e nella gestione dei dati. Proprio sull’onda della mobilitazione di Coldiretti il Governo ha assunto l’impegno a destinare 40 milioni di euro in tale direzione».
LiberiAgricoltori favorevole
Anche LiberiAgricoltori ha accolto con grande favore la nascita della Cun, come dichiara Mimmo Viscanti responsabile confederale presso il MASAF per la Filiera del Grano. “Questo è un importante passo verso la trasparenza dei mercati e lancia un importante segnale all’interno della Filiera – ha concluso Viscanti – che esce rafforzata dalla scelta politica di superare finalmente la fase
sperimentale”.
E adesso?
Tutte le altre organizzazioni tacciono. Perchè? Perché il ministero ha battezzato la CUN nel bel mezzo di una sperimentazione che non era andata affatto bene, in quanto Italmopa ha disertato le ultime riunioni della commissione sperimentale nazionale ed è difficile capire come possa partire una CUN senza industria molitoria, atteso che per fare i prezzi serve domanda e offerta. Inoltre, la nascita della CUN potrebbe essere un terremoto, perché implicherà la chiusura delle borse del grano. Qualcuno ritiene che la CUN possa stabilizzare i prezzi e farli risalire. Ma potrebbe avvenire anche il contrario. Non a caso il decreto è stato firmato di venerdì pomeriggio, a borse chiuse. Per capire meglio i contorni della questione invitiamo a leggere anche i documenti allegati, tratti da fonti ministeriali:
MASAF_2026_0020417_Allegato_Allegato1_SchedadiMercatoprezzounico MASAF_2026_0020417_Allegato_Allegato2_Listinoprezzounico (1) MASAF_2026_0020417_Allegato_RegolamentofunzionamentoCUNGranoDuro MASAF_2026_0020417_2026_01_15DDCUNGranoduro_signed MASAF_2026_0020417_Allegato_Allegato2_Listinoprezzounico
Autore: Paolo Viana
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