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LOLLO (RI)PROVA A FERMARE IL CBAM

Alleanza con i francesi per sbloccare la tassa sull’import di urea

«L’Italia e la Francia chiedono alla Commissione europea la sospensione immediata con effetto retroattivo del CBAM, il  Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, in forza dal 1° gennaio 2026. Serve per evitare un forte impatto sui costi di produzione agricoli, in particolare nel settore delle grandi colture che necessitano dei fertilizzanti il cui reperimento in questo periodo è diventato più difficoltoso».

SIAMO BASITI, VABBE’

Il comunicato stampa del Ministro Lollobrigida lascia un po’ basiti, perché a gennaio lo stesso Ministro aveva annunciato in pompa magna che il Cbam sarebbe stato sospeso, ma sorvoliamo sui dettagli e speriamo che sia la volta buona. Anche perché con l’urea a 760 euro a tonnellata partenza – ammesso di trovarla sul mercato – bisogna trovare pure un modo per far ripartire il mercato dei fertilizzanti. 775 partenza saccone. Per non parlare degli 825 dollari FOB quotati in Egitto (e si parla di urea caricata sulla nave, senza contare quindi i successivi costi di nolo, sbarco e insacco…).

IL QUADRO DELLA GUERRA

«Il quadro è stato aggravato dalla guerra in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei prezzi del gas e dalle difficoltà nelle importazioni di fertilizzanti dovute a rallentamenti nelle catene di approvvigionamento, fattori che mettono sotto pressione aziende già colpite da anni di difficoltà e di imposizioni ideologiche. Alla luce di queste circostanze, l’Italia – insieme alla Francia – sollecita la Commissione a valutare la sospensione CBAM per fertilizzanti e ammoniaca, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026, utilizzando gli strumenti previsti dal regolamento europeo.

In alternativa, Roma e Parigi chiedono un meccanismo di compensazione immediato, finanziato con le risorse disponibili dell’attuale Quadro finanziario pluriennale, per neutralizzare nel breve periodo i costi a carico degli agricoltori. L’Italia invita inoltre la Commissione a chiarire rapidamente risorse disponibili, modalità operative e criteri di accesso e a presentare quanto prima il Piano europeo per la sovranità dei fertilizzanti, per rafforzare la produzione europea di fattori di produzione essenziali a basse emissioni e ridurre la dipendenza dall’estero» recita la nota ministeriale.

LA RICHIESTA DEGLI IMPORTATORI

Il mondo dei concimi mostra esasperazione nel leggere queste notizie, perché è sfiduciato. I commerci, del resto, sono fermi. Come scrive Mariano Alessio Vernì di Silc Fertilizzanti, se il governo volesse far scendere i prezzi dei concimi potrebbe iniziare a sospendere la tassa del 2% che grava su questi per la sicurezza alimentare. Il Consorzio Sostanze Chimiche Fertilizzanti e Reach, che raggruppa la categoria, ha presentato un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato contro questa ecotassa.

Autore: Paolo Viana

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