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MALTEMPO IN ROMAGNA: RISCHIA IL GRANO

Piove in Romagna: il maltempo rende incerta la resa del raccolto

Il persistente maltempo delle ultime settimane ha causato diversi danni agli agricoltori dell’Emilia Romagna. Ora Confagricoltura chiede strumenti concreti per la gestione del rischio

Il maltempo

L’inizio della primavera si è rivelato particolarmente complesso per gli agricoltori della Romagna a causa del maltempo. Le gelate tardive, seguite da grandinate intense e piogge prolungate, hanno già causato danni significativi alle colture, dalla frutta agli ortaggi. Le abbondanti precipitazioni hanno reso i terreni eccessivamente saturi d’acqua, ostacolando le operazioni in campo, le semine e i primi trapianti. A questo scenario di maltempo in Romagna, si aggiunge un altro problema altrettanto grave: la difficoltà per le aziende agricole di assicurare le proprie produzioni.

«Nella fase fenologica attuale non è possibile assicurare le piante da frutto dalla grandine: questo fenomeno si è verificato, per la maggior parte dei frutteti, proprio durante la cosiddetta fase dell’allegagione, cioè il passaggio da fiore a frutto – evidenzia Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – E questo arco temporale è escluso dalle condizioni di polizza, quindi non è assicurabile. Ma i danni ci sono stati: il gelo ha compromesso i frutti già allegato, rallentando anche il ciclo delle piante stesse, la grandine ha fatto il resto. Ci troviamo davanti a un danno complesso e difficile da indennizzare, ma che pesa nuovamente sulle aziende del nostro territorio. Inoltre stiamo assistendo a un progressivo disimpegno delle compagnie assicurative dal mondo agricolo – aggiunge il presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – con polizze sempre più costose e complicate, che in molti casi richiedono investimenti aggiuntivi per sistemi di protezione attiva, come i ventoloni o i sistemi d’irrigazione anti-brina. Se da un lato accogliamo con favore le risorse previste dalla Regione con il progetto Frutteti Resistenti, che va nella giusta direzione, dall’altro è evidente che servono misure più incisive per sostenere gli agricoltori di fronte ai cambiamenti climatici».

La voce degli agricoltori

Claudio Saccomandi, agricoltore di Cesenatico, ha seminato grano, mais e sorgo ma anche in questa zona della Romagna il maltempo non sembra volersi placare: «Non abbiamo neanche potuto seminare dappertutto perché è piovuto talmente tanto che i terreni sono saturi di acqua. Ora stiamo facendo i diserbi ma in alcuni posti si fa proprio fatica ad andare. Non so che raccolto verrà fuori, perché il grano è nato diciamo “con le radici” in un terreno non proprio messo bene. Penso che raccoglieremo il 30 o 40% in meno di quanto abbiamo seminato. Anche perché adesso arriviamo tardi anche con i diserbi, perché continua a esserci maltempo qui in Romagna, e le infestanti sono diventate grandi e più difficili da combattere. In più, dobbiamo passare con le ruote molto larghe, perché altrimenti affondiamo, e di conseguenza roviniamo anche noi il grano».

Saccomandi spiega che a causa del maltempo che si è abbattuto sulla Romagna tutte le colture sono in ritardo. Ora la speranza è che ci sia una tregua, dopo tanta pioggia. «Dal 17 settembre è piovuto talmente tanto che i laghetti che usiamo per irrigare, che di solito sono secchi, sono ancora pieni e il livello, secondo me, non calerà prima di questa estate – continua –. Non siamo riusciti neanche a fare bene i fossi perché non c’era il tempo di farli. È un lavoro che in genere si fa a metà settembre, prima delle semine. Purtroppo è un’annata un po’ così. Speriamo che almeno qui in Romagna il maltempo finisca e ci lasci lavorare bene i terreni quest’estate, per preparare per il prossimo anno».

Servono aiuti

Confagricoltura sottolinea l’urgenza di nuovi strumenti per la gestione del rischio, affinché gli agricoltori non siano lasciati soli a fronteggiare le conseguenze di eventi climatici sempre più estremi, com’è stata questa stagione di maltempo che si è abbattuta su tutta l’Emilia Romagna. Occorre un’evoluzione del sistema assicurativo, con modelli innovativi che non solo coprano le perdite produttive, ma anche i costi legati al fermo produttivo e alla ripresa delle attività.

«In un contesto di crescente volatilità dei mercati e di eventi atmosferici sempre più imprevedibili – conclude Carli – è necessario sviluppare fondi mutualistici che permettano agli agricoltori di condividere i rischi economici derivanti da crisi climatiche e di mercato. Allo stesso tempo, servono interventi pubblici mirati. Serve un quadro normativo europeo che sostenga la creazione di fondi di emergenza nazionali e garantisca risposte rapide ed efficaci in caso di crisi. Sul fronte gelo, ad esempio, confidiamo in un funzionamento migliore di AgriCat, sia per i tempi in cui vengono indennizzati i ristori alle aziende agricole, sia per la dotazione del fondo, che è insufficiente. Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini continuerà a sollecitare istituzioni e interlocutori del settore. Chiediamo che vengano messe in campo soluzioni concrete per proteggere il comparto agricolo, garantendo la sostenibilità delle imprese, fondamentali per la sicurezza alimentare del territorio».

 

 

Autore: Rachele Callegari

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Rachele Callegari

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