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IL MANGIAGRANO

L’avversità del mese: il Papavero

Il papavero (nome scientifico: Papaver spp), infestante tipica delle coltivazioni cerealicole,può causare danni significativi alle produzioni di grano in Italia da Nord a Sud sia nelle zone litoranee che quelle interne pianura o collina che siano. Questa pianta infestante consuma molte risorse come azoto, acqua e spazio, riducendo la resa dei raccolti (può arrivare a ridurre la produzione di oltre il 50%). Inoltre, la sua presenza può complicare le operazioni di raccolta e, sempre più frequentemente, diverse popolazioni di papavero hanno anche sviluppato resistenza agli erbicidi, in particolar modo quelli solfonilureici e in altri casi anche ormonici, che rendendo molto difficile il controllo della stessa malerba.

Per affrontare il problema, è fondamentale adottare strategie di gestione integrata, come la rotazione delle colture, l’alternanza delle tecniche di coltivazione (variare epoca di semina e di concimazione, tipo di lavorazioni) e l’uso di erbicidi totali in pre-semina (ad es. glifosate) oppure selettivi e specifici (ad es. erbicidi contenenti Arylex come Zypar e Trezac o Eledura molto efficaci su biotipi resistenti). Questi approcci aiutano a contenere la diffusione del papavero e a proteggere la produttività delle coltivazioni stesse.

Importanza e diffusione

Il papavero, comunemente noto come papavero comune o rosolaccio, è una delle infestanti annuali più tipiche e dannose dei cereali a paglia, diffusa in tutti gli areali di coltivazione della penisola: da Nord a Sud, sia nelle area litorali che quelle più interne, sia in pianura che nelle aree collinari. Oltre a Papaver rhoeas sono in aumento anche altre specie simili come: il papavero spinoso (P. Hybridum), il papavero argemone (Romaeria argemone) e altre papaveracee. La diffusione del papavero in termini di numero di piante a metro quadro e in termini di vigoria è in progressivo aumento esercitando una forte competizione con la coltura.

Ecologia

Il Papavero è una pianta infestante annuale, a ciclo invernale-primaverile strettamente allogama , ad impollinazione entomofila con un sistema di incompatibilità gametofitico. Fioritura in maggio-giugno. Specie diploide, 2n = 14. Specie molto prolifica: una pianta può potenzialmente produrre alcune decine di migliaia di semi mentre in competizione da 1000 a 5000 semi. Semi dotati di forte dormienza primaria, molto longevi (rimangono vitali nel terreno anche 10 anni), formano depositi nel terreno molto consistenti. Emergenza delle plantule principalmente autunnale (Fonte: GIRE e ACTA PLANTARUM).

Morfologia

La plantula di papavero appena emersa ha foglie cotiledonari lanceolate-lineari corte. Le prime 2-4 foglioline vere sono decisamente lanceolate e a lamina intera; la forma cambia nelle foglie emesse successivamente, in quanto dapprima si presentano spatolate e successivamente con la lamina sempre più incisa sul bordo, fino a diventare più o meno settate nelle piante adulte. La pianta matura è completamente setolosa, ha portamento eretto e può raggiungere un’altezza di 90 cm, con fusto eretto e laticifero. I fiori sono isolati e hanno 4 petali rossi e hanno un  calice formato da 2 sepali che cadono precocemente. Il frutto è una capsula globosa, chiuso da un opercolo stimmatico e contenente una miriade di minuscoli semi scuri, alveolati e reniformi. I semi maturi vengono catapultati all’esterno attraverso fori appositi alla sommità della capsula, in virtù delle oscillazioni del lungo fusto sotto l’azione del vento. La germinazione avviene solo se i semi non sono interrati troppo profondamente (non oltre i 2 cm) in quanto hanno bisogno di uno stimolo luminoso per iniziare tale processo (Fonte SIRFI).

Tipo di resistenza agli erbicidi

Sono molto diffuse popolazioni resistenti di papavero agli enzimi inibitori dell’ALS (Gruppo B o Gruppo 2), in particolare alle solfoniluree ma anche alle triazolo pirimidine. Il primo caso è stato registrato nel 1998. Sono presenti anche popolazioni resistenti agli erbicidi auxino simili e al 2,4-D (Gruppo O o Gruppo 4). Vedi mappa nel sito del GIRE (http://gire.mlib.cnr.it/index.php?sel=schedeSpecie/Papaver).

Soluzioni Erbicide

Attualmente la miglior soluzione disponibile oggi sul mercato sono gli erbicidi a base Arylex (Zypar, Trezac e Eledura) che consentono di controllare efficacemente e velocemente le popolazioni infestanti di papavero sia sensibile che resistente. Gli ottimi risultati conseguiti con questi erbicidi permettono di poter ottenere risultati produttivi eccellenti.

Autore: Mirko Guarise, Corteva

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