I lettori continuano a scriverci per capire cosa ci sia di vero nei famosi 10 miliardi che secondo il ministro Lollobrigida verrebbero aggiunti alla Pac in cambio dell’adesione al patto del Mercosur. Naturalmente lui non la spiega in modo così diretto, ma la proposta della Commissione di ritoccare il budget è arrivata nelle stesse ore in cui i Paesi europei si dividevano sulla richiesta di Bruxelles di dare il via libera al trattato. Difficile non prenderla per quello che è: un’offerta che non si può rifiutare. Ora che la firma è avvenuta e il trattato è stato bloccato (o meglio, rallentato) dal voto dell’Europarlamento, giova chiarire qualche “dettaglio”.
Il parere degli esperti
Secondo alcuni esperti che abbiamo sentito, la proposta di Ursula Von der Leyen riguarda il cosiddetto Rural target, un tesoretto che può essere destinato alla Pac, ma anche alle opere rurali, alla viabilità e ad altre infrastrutture, purchè resti in campagna. Per convincere gli Stati membri a sostenerla, la Commissione ha proposto di vincolare l’utilizzo di 5 miliardi di euro del Rural target a misure agricole – ergo, di farli finire in tasca agli agricoltori – e destinare alla Pac ulteriori 4,7 miliardi di euro, facenti parte della riserva non allocata del budget italiano.
Sono soldi accantonati per la revisione di medio termine del 2031 e che gli Stati membri possono anticipare. Dovrebbero andare alla Pac ma non è scontato se e in che misura ci andranno. Se gli agricoltori fanno i bravi e ci si mette d’accordo sul Mercosur, la Commissione prospetta che il primo fondo non si disperda in mille rivoli e il secondo altrettanto, finendo integralmente e speditamente alle aziende agricole. Sarebbero appunto 9,7 miliardi, ma per ora sono solo promessi.
Quello che non torna
Quel che non torna è che la Commissione possa assumere queste decisioni da sola, usandole come merce di scambio. Il Ministro assicura che «a livello di Unione europea l’aumento potenziale delle risorse può segnare un +94 miliardi di euro per le Politiche agricole e un budget complessivo di circa 387 miliardi di euro in sette anni» ed è vero, ma allo stato attuale, cioè senza un atto legislativo, gli Stati membri hanno ancora una grande discrezionalità. Per realizzarsi ciò che dice Lollobrigida devono quindi verificarsi le seguenti condizioni: la lettera della Von der Leyen deve diventare una proposta legislativa ed essere approvata, oltre che dalla Commissione, anche dal Consiglio europeo e dall’Europarlamento.
In parallelo, lo Stato membro deve decidere di destinare le risorse per le aree rurali alla Pac (e non ad altro) e come utilizzare i 4,7 miliardi della riserva; devono esser date garanzie che non sorgano ostacoli burocratici che impediscano il pieno utilizzo dei soldi promessi. Per adesso sono solo parole, ci aspettano mesi di negoziato per vincolare questi soldi al reddito agricolo. (Nell’immagine, Ursula e i contadini europei visti dall’intelligenza artificiale)
Autore: Paolo Viana
Puoi seguirci anche sui social, siamo su Facebook, Linkedin e Instagram




