L'analisi dei mercati del frumento
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NUOVI (LIEVI) RIBASSI

Lievi variazioni e domanda debole: l’analisi dei listini di Milano, Foggia e Bologna

Listini ancora bloccati, come avvenuto la scorsa settimana (LEGGI), con la sola eccezione di un lieve ribasso per duro a Foggia nell’ultima settimana di mercato per il frumento. Il cereale da pasta attraversa una fase caratterizzata da ampia disponibilità globale, domanda prudente e prezzi tendenzialmente stabili o in lieve flessione, con dinamiche simili in Italia, Europa e nei principali paesi esportatori. Nessuna novità per tenero, mentre i futures tornano a calare.

DURO: -2 €/T A FOGGIA

Il mercato nazionale del frumento duro continua a mostrare una sostanziale stabilità, sostenuta da un’offerta adeguata sia locale sia estera, con arrivi portuali che compensano il deficit strutturale della produzione italiana, anche sotto il profilo qualitativo e proteico. Tuttavia, la domanda dei molini appare ridotta, anche in considerazione delle prospettive rassicuranti dell’offerta, confermata anche dai recenti report Usda, e del rischio di ulteriori cali delle quotazioni, fattori che frenano gli acquisti oltre le coperture di breve periodo. Le semine 2025 restano un’incognita, con operatori incerti sulla conferma delle superfici e un possibile, seppur lieve, calo soprattutto al Nord.

All’estero, Canada e USA riportano un raccolto combinato quasi record oltre 9 milioni di tonnellate, ma con qualità eterogenea e pressioni ribassiste legate alla domanda debole, al cambio valutario e ai costi logistici. Le quotazioni nordamericane, dopo alcuni rialzi, hanno iniziato a calare, trascinando con sé i listini internazionali e riflettendosi anche sulle borse merci italiane, dove nelle ultime sedute si registrano prime riduzioni di, come quella di 2 €/t vista a Foggia. Stabili le quotazioni in Ue, sulla falsa riga di quanto avviene nella Penisola.

NULLA DI NUOVO PER TENERO, FUTURES IN CALO

Il mercato italiano del grano tenero continua a mostrarsi statico. Anche per questo cereale la domanda è debole ed attendista, evitando nuove coperture vista l’offerta abbondante che mantiene le quotazioni su livelli invariati. Le alternative comunitarie ed estere non incidono sui prezzi, mentre le semine 2025 restano in linea con il 2024, con uno spostamento di superfici dai grani di forza ai panificabili e buoni progressi colturali. In Europa, la revisione al rialzo della produzione aumenta la pressione commerciale, con l’offerta comunitaria penalizzata dalla forte concorrenza estera nei mercati tradizionali. Gli scambi restano limitati alle coperture di breve periodo e gli esportatori mantengono prudenza. Sul piano mondiale, l’origine USA perde competitività di fronte all’offerta crescente dell’emisfero Sud.

I futures del frumento sono scesi verso 5,20 dollari per bushel, toccando il minimo di un mese a causa dell’aumento delle disponibilità globali. Il rapporto WASDE di novembre segnala infatti livelli record sia per la produzione mondiale sia per le scorte finali, ampliando la quantità esportabile. A sostenere la pressione ribassista contribuisce anche la decisione di Kyiv di non reintrodurre limiti all’export per il 2025/26 dopo un raccolto abbondante, aumentando così i volumi provenienti dal Mar Nero. Nel frattempo, Argentina e Russia si confermano molto competitive: Buenos Aires ha alzato le stime produttive vicino ai massimi storici, mentre le spedizioni russe restano elevate, incrementando l’offerta nelle principali aree importatrici. I rischi climatici negli USA e in Argentina sono monitorati, ma al momento non emergono danni significativi.

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