EIMA International, la rassegna mondiale della meccanica agricola, che tiene la sua 47ma edizione dal 10 al 14 novembre prossimo nel quartiere fieristico di Bologna, è stata presentata dalla presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio a Verona nella cornice di Fieragricola. «Il mercato interno sta dando segnali di ripresa – ha sostenuto la Presidente dei costruttori – e il consuntivo del 2025 ha registrato un recupero delle vendite, tanto per le trattrici (+13,7% in ragione di 17.600 unità immatricolate) quanto per le altre tipologie di mezzi, tutte in positivo con la sola eccezione delle mietitrebbie». Sul dinamismo del mercato nazionale molto hanno influito gli incentivi pubblici: il Bando ISI/INAIL (incrementato fino ad arrivare a 248 milioni di euro a fine anno, più i 90 milioni della nuova programmazione), il Fondo Innovazione (concluso, ma che presenta ancora effetti positivi sul mercato per i primi mesi del nuovo anno), il credito d’imposta 4.0, i PSR, e i fondi Zes per il Mezzogiorno.«Il mercato interno, tuttavia, presenta ancora criticità – ha detto Mariateresa Maschio – dovute in buona parte all’insufficiente redditività agricola, che scoraggia gli investimenti per l’acquisto di tecnologie di ultima generazione, favorendo invece il mercato dei mezzi d’occasione. Si tratta per lo più di mezzi molto datati, con un’età media superiore ai 22 anni, che non rispondono a quelle caratteristiche di efficienza e affidabilità richieste dalla moderna agricoltura».
Nel 2025 il mercato delle trattrici usate ha raggiunto il suo massimo storico, crescendo del 6% e confermando così un trend ultradecennale. Tra il 2014 e il 2025, infatti, gli acquisti di trattrici d’occasione sono più che raddoppiati passando da 25 mila a più di 60 mila unità. «Questo trend deve essere arginato – ha sostenuto Mariateresa Maschio – perché frena il processo di innovazione del settore primario, e ciò sarà possibile solo attraverso una politica d’incentivazione pluriennale, e un nuovo approccio di marketing che, combinato anche con attività di formazione per gli operatori, valorizzi la qualità e l’utilità anche in termini economici delle nuove tecnologie». La tenuta del mercato nazionale non basta, tuttavia, a sostenere l’industria della meccanica agricola che – è stato ricordato in conferenza stampa – realizza solo il 30% del proprio fatturato sul mercato interno, mentre il restante 70% viene dalle esportazioni, che mai come in questo momento sono condizionate da una congiuntura non favorevole. «L’instabilità geopolitica, le sanzioni commerciali e le nuove barriere doganali – ha spiegato la presidente di FederUnacoma – hanno penalizzato il commercio globale di macchinario agricolo, stimato in flessione del 2,1%, con un valore complessivo di 85,7 miliardi di euro, finendo per penalizzare anche le nostre esportazioni di settore». I dati Istat sul commercio estero aggiornati all’ottobre scorso indicano una flessione dell’export di macchine italiane del 4,8% in valore rispetto allo stesso periodo 2024, dovuta in special modo al crollo del mercato USA (-34%). Arretrano anche Francia (-7%) e Germania (-2%) che diventano primo e secondo mercato di sbocco per i macchinari made in Italy. In crescita risulta invece l’export verso la Spagna (+31,3%) e la Polonia (+11,8%) che però non presentano volumi tali da compensare la flessione sui principali mercati. La strategia dell’industria di settore è ora finalizzata ad aprire nuovi sbocchi in India, in America Latina e nel Sud Est asiatico, anche per contendere quote di mercato ai costruttori emergenti di Cina ed India. La Cina, in particolare, ha raggiunto nel 2025 una quota del mercato europeo pari al 9% e una quota su quello italiano pari al 12% con l’offerta di tecnologie a basso prezzo.




