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RACCOLTO VARIABILE IN PIEMONTE

Primi risultati dal Piemonte, con un focus su Alessandria e Asti

Stagione non facilissima, quella nei territori piemontesi, vocati tradizionalmente al frumento tenero. Ad inizio stagione abbiamo documentato sulle nostre pagine le difficoltà dei cerealicoltori a completare le semine, con condizioni difficili a causa delle abbondanti precipitazioni. I ritardi, dovuti anche alle lungaggini dei raccolti di mais e pomodoro da industria, hanno comportato un avvio di stagione con terreni umidi e freddi. Quali effetti si sono avuti sui raccolti?

«In Piemonte, belle produzioni un po’ ovunque»

Lo abbiamo chiesto a Massimo Blandino, del DISAFA – Università degli Studi di Torino, che condivide con i lettori di Grano italiano il punto di vista dei terreni in cui si effettuano sperimentazioni e osservazioni a scopo di ricerca, in un momento in cui le operazioni di raccolta non sono ancora terminate. Dal suo osservatorio, ci conferma che il Piemonte ha avuto belle produzioni un po’ in tutti gli areali, soprattutto dove ci sono suoli più sciolti ed è più facile accedere ai campi in caso di precipitazioni piovose. Qui, infatti, si è riusciti ad effettuare nei tempi e nei modi corretti i trattamenti fungicidi destinati alla protezione della spiga.

Massimo Blandino conclude la sua testimonianza con un accenno agli aspetti qualitativi: non solo i frumenti, ma anche gli orzi stanno mostrando pesi ettolitrici elevati, sostenuti da un andamento meteorologico molto favorevole durante la parte finale della maturazione. Anche il contenuto proteico risulta discreto, nonostante il forte dilavamento dell’azoto che ha caratterizzato la stagione nel suo complesso.

Ad Alessandria e Asti, stagione difficile a causa del meteo

Spostandoci più in particolare nell’areale di Alessandria e Asti, una testimonianza ci viene da Roberto Gavio, imprenditore agricolo della zona. La notizia importante è che la campagna 24-25 è stata, secondo i cerealicoltori della zona, sicuramente migliore di quella precedente. Solo un anno fa, sulle nostre pagine, i messaggi erano di raccolti difficili e continuamente da rimandare, a causa di un andamento meteorologico complesso e che, a tratti, ha causato danni ingenti ai frumenti e al territorio. La primavera fresca e ventilata, però, non ha favorito la corsa delle malattie fungine: l’aspetto sanitario non si è rivelato critico anche grazie ad interventi fungicidi effettuati in modo tempestivo e corretto.

Tanta variabilità nei raccolti, tra rese e qualità

Le prime testimonianze sui raccolti delle due province offrono un quadro di estrema variabilità, sia per la qualità che per la quantità di frumenti. Le rese di grano tenero variano dai 35/40 ai 70/80 quintali/ ettaro: si notano gli effetti delle condizioni di semina complesse e differenziate tra i diversi territori, oltre che degli apporti di nutrienti. Spesso le scelte sugli investimenti e sulle pratiche eseguite dipendono dalle aspettative di ricavo che non sono entusiasmanti.

Dal punto di vista delle qualità, anche in Piemonte i grani biscottieri hanno avuto maggiori rese, insieme ai panificabili; i grani di forza, invece, hanno sofferto anche in questi areali. I risultati di peso specifico sono nettamente migliori rispetto alla scorsa campagna ma, anche qui, presentano ampia variabilità: si va dai 65/66 agli 82/83 punti per i grani di forza. Le proteine, invece, sono inferiori di circa 2-3 punti rispetto alle medie del passato. Un ultimo flash sugli orzi: anche questi confermano le considerazioni fatte sui frumenti, essendo le condizioni ambientali equiparabili.

Foto di Roberto Gavio

Autore: Azzurra Giorgio

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