L'analisi dei mercati del frumento
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Ancora brutte notizie per gli agricoltori: l’analisi dei listini di Milano e Bologna

Tornano le quotazioni anche a Milano, con cattive notizie per gli agricoltori. Le variazioni negative per il grano duro risultano più marcate rispetto alla settimana precedente, -5 €/t su entrambi i listini in analisi, spingendo sempre più giù le quotazioni. La pressione ribassista si estende anche alle Borse del Sud, sebbene a Foggia non sia stato pubblicato alcun listino.

DURO -5 €/T

Secondo gli operatori, il continuo calo dei prezzi di questo cereale sembra dovuto a una progressiva convergenza dei valori nazionali verso quelli comunitari ed esteri, anch’essi in flessione a causa di un’offerta abbondante. In Italia la disponibilità di prodotto appare sufficiente. I compratori, tuttavia, restano in attesa dei dati definitivi sul raccolto canadese, principale fonte di approvvigionamento estero nel prossimo futuro, considerando che la trebbiatura australiana è ancora lontana. I produttivi nel Paese dell’acero rimangono attualmente incerti, soprattutto sotto il profilo qualitativo. In compenso, la riduzione dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti potrebbe favorire maggiori spedizioni verso l’Europa.

L’accelerazione della flessione è sostenuta anche da una domanda in calo, complice l’elevato livello di copertura già raggiunto dall’industria molitoria. Altro elemento rilevante è la produzione europea, che risulta essere abbondante ma con un tenore proteico inferiore alla media. Questo rende il prodotto meno appetibile per l’industria della pasta, mantenendo alta la dipendenza dalle importazioni nordamericane. Anche i derivati risentono del contesto: a Chicago, il Durum Wheat Index ha registrato nelle ultime settimane una forte correzione ribassista, toccando i minimi degli ultimi cinque anni e confermando lo scenario di ampia disponibilità globale.

STABILE IL TENERO NAZIONALE, IN CALO IL COMUNITARIO

Per il frumento tenero il mercato nazionale resta stabile, mentre si rilevano cali per le origini comunitarie. Alla Borsa di Milano la Commissione prezzi segnala leggere oscillazioni per il tenero italiano, indice di un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta, mentre segna -5 €/t per il comunitario di forza.
A Bologna il listino per il prodotto italiano registra una flessione di 3 €/t nella voce “speciali di forza” (segmento di qualità superiore), mentre le altre categorie merceologiche restano stabili. Per quanto riguarda le origini estere, il capoluogo emiliano indica -8 €/t per il frumento austriaco ad alto tenore proteico e -3 €/t per la seconda classe.

Questi andamenti a livello europeo sono il risultato di un’offerta abbondante, nonostante la domanda mostri timidi segnali di ripresa. L’apprezzamento dell’euro, inoltre, penalizza le esportazioni, già ostacolate dalla forte presenza di prodotto proveniente dal Mar Nero. Quest’area consolida così il proprio ruolo di protagonista nel mercato internazionale del frumento tenero, grazie a raccolti soddisfacenti. I futures mostrano dinamiche contrastanti: a Parigi il contratto di settembre resta vicino ai minimi stagionali, con un differenziale ridotto sulle scadenze successive; a Chicago, invece, i prezzi evidenziano un lieve recupero, sostenuti dall’interesse della domanda estera e dall’incertezza climatica in Nord America.

 

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