Stabilità per il grano tenero, in raccolta, e nuovi ribassi per il grano duro, a trebbiatura pressoché conclusa. Le stime sulla produzione di duro delineano un quadro controverso. Secondo Cia-Agricoltori Italiani la produzione 2025 si attesterà intorno a 4 milioni di tonnellate, al di sotto delle attese. Più ottimista l’industria molitoria (Italmopa), che stima la produzione a 4,365 milioni di tonnellate, in netto aumento rispetto al 2024.
STABILITÀ PER TENERO DI FORZA, LIEVI AUMENTI PER LE ALTRE CATEGORIE
L’aggiornamento settimanale dei principali listini conferma uno scenario sostanzialmente invariato per il grano tenero. Milano mostra stabilità diffusa, mentre Bologna registra lievi aumenti, +3 €/t, sulle tipologie intermedie del prodotto nazionale. Tali variazioni riducono così il divario delle classi merceologiche inferiori con il tenero di forza. Ciò in quanto le prime si trovano meno sul mercato mentre il secondo è maggiormente disponibile, a causa dell’incremento nell’investimento di ettari e in relazione al periodo di raccolta, quando la merce presenta meno rischi di incorrere in declassamenti. Inoltre, le notizie dalla trebbiatura sono di una qualità della granella buona in linea di massima, pur con differenze caso per caso. Le rese per ettaro risultano invece più variabili, ma nel complesso ci si attende un’offerta interna adeguata.
Anche a livello comunitario, le prospettive di raccolta per tenero nel 2025 sono buone. Le prime stime parlano di una produzione Ue complessiva superiore ai 130 milioni di tonnellate (+15% ). Maggiori dubbi riguardo agli andamenti fuori dal Vecchio Continente, con difficoltà nei raccolti in Russia, a causa del meteo instabile, e il persistere della siccità in Nordamerica. Sviluppi che generano apprezzamenti nelle principali piazze internazionali.
DURO IN CALO SU TUTTE LE PIAZZE, DUBBI SULLE STIME DI PRODUZIONE
Il grano duro perde terreno sui mercati italiani, sulla falsa riga di quanto accaduto la scorsa settimana (LEGGI). le nuove variazioni sono Milano -2 €/t, Bologna -3 €/t e Foggia -5 €/t, valide su tutte le categorie. La fase di raccolta si è ormai pressoché conclusa e si registrano valutazioni discordanti tra agricoltori e trasformatori. Cia-Agricoltori Italiani stima il raccolto 2025 in circa 4 milioni di tonnellate, in netto miglioramento rispetto all’annata 2024, ma ancora inferiore alle attese a causa dell’impatto negativo delle alte temperature di maggio. Il sindacato riporta come le rese si siano mantenute sotto le previsioni soprattutto al Sud, dove la spigatura è risultata penalizzata dal caldo. Tuttavia, la qualità appare ottima in termini di colore, peso specifico e tenore proteico.
Diverse le conclusioni dell’industria molitoria: Italmopa stima la produzione a 4,365 milioni di tonnellate (+24% sul 2024), grazie all’ampliamento delle superfici e a rese più alte nelle regioni del Centro-Sud e delle Isole. La qualità della materia prima è ritenuta soddisfacente sotto il profilo merceologico dai mugnai, seppur con un lieve calo nei tenori proteici.
In Ue le produzioni sono buone, con qualche problema di qualità in Spagna. A livello internazionale, il clima resta protagonista negativo anche per duro, con crescenti incertezze riguardo alle produzioni di diversi areali. Le stime canadesi di raccolto sono già state riviste al ribasso, -10% rispetto a giugno. Anche i costi logistici incidono sul quadro, segnalando un possibile aumento dei noli di trasporto per le prossime settimane.
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