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	<title>CAA - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Jul 2025 14:36:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>CAA - Grano Italiano</title>
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		<title>AGEA RISPONDE A GRANO ITALIANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/agea-risponde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 22:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AGEA]]></category>
		<category><![CDATA[CAA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista esclusiva a Salvatore Carfì, Direttore di Agea Coordinamento, sulle innovazioni nei controlli dell'Agenzia</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/agea-risponde/">AGEA RISPONDE A GRANO ITALIANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="ydp7c5822b4yiv5383760281elementToProof">Agea, l&#8217;agenzia per le erogazioni in agricoltura, continua a dichiarare il suo &#8220;obiettivo di garantire tempi certi, procedure semplificate e un accesso stabile ai finanziamenti&#8221;, allo scopo di&#8221; accompagnare il comparto agroalimentare lungo un percorso di crescita solida, inclusiva e duratura&#8221;. Lo fa ricordando quante sono le risorse erogate nel comparto con una notevole frequenza di comunicati stampa, l&#8217;ultimo dei quali, il 27 giugno, riporta come nel 2024 siano stati erogati oltre 88 milioni di € per lo Sviluppo Rurale nell&#8217;ambito della Programmazione 2023-2027.</p>
<p class="ydp7c5822b4yiv5383760281elementToProof">Ma non è tutto rose e fiori&#8230;almeno per i CAA e le associazioni di agricoltori, che lamentano ritardi e bachi informatici nella preparazione delle domande PAC, soprattutto legati all’applicazione della “Carta dei suoli”, obbligatoria per la validazione dei fascicoli aziendali (<a href="https://www.risoitaliano.eu/domanda-pac-bloccata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" shape="rect">leggi le problematiche del Piemonte</a>). La macchina amministrativa, quindi, sembra essere in difficoltà e comportare ritardi: che siano un male necessario, almeno temporaneamente, per permettere l&#8217;implementazione di innovazioni tecnologiche utili a migliorare la vita di tutti gli attori, agricoltori e controllori compresi?</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-6094" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772-197x300.jpeg" alt="agea risponde" width="168" height="256" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772-197x300.jpeg 197w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772-672x1024.jpeg 672w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772-768x1170.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772-370x564.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772-270x411.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772-570x868.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772-740x1127.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/07/Carfi-e1751376918772.jpeg 860w" sizes="(max-width: 168px) 100vw, 168px" />Lo abbiamo chiesto a Salvatore Carfì, direttore di Agea Coordinamento (nella foto), con l&#8217;obiettivo di capirne di più sulle tecnologie digitali integrate nel sistema dei controlli in agricoltura di competenza dell&#8217;Agenzia. Nell&#8217;intervista, grazie alla disponibilità e alla precisione dimostrata da Salvatore Carfì, approfondiamo gli impatti sulle colture dei cereali autunno-vernini per tecnici e agricoltori, tra &#8220;quaderno di campagna elettronico&#8221; e &#8220;carta dei suoli&#8221;, per chiarire come deve cambiare l&#8217;approccio e la professionalità di chi lavora in questo delicato sistema di erogazioni e controlli.</p>
<div class="elementToProof"></div>
<h2><strong>Dott. Carfì, se guardiamo gli ultimi 5 anni, quali tecnologie digitali sono state integrate nel sistema dei controlli in agricoltura che vi competono? </strong></h2>
<p>«L’Italia è stato il primo paese, nel 2018, in Europa, ad introdurre l’uso sistematico dei satelliti per controllare i terreni agricoli. Rendendo concreta l’osservazione del suolo attraverso immagini satellitari, al posto dei costosi controlli a campione in campo, Agea introdusse un primo salto tecnologico nell’ambito dei controlli agricoli, facendosi artefice di una vera e propria rivoluzione.</p>
<p>Proseguendo su questa rotta Agea ha implementato tecnologie sempre più avanzate per la gestione e il monitoraggio delle superfici agricole, inclusi i seminativi, con ricadute di maggiore efficienza e velocità nella ricezione dei pagamenti e più trasparenza nelle lotte alle frodi. L’evoluzione in ambito satellitare si chiama Area Monitoring System, una procedura periodica e sistematica di osservazione, sorveglianza e valutazione dell&#8217;uso e delle condizioni del suolo, in particolare dei seminativi, per accertare i criteri di ammissibilità agli aiuti richiesti. Il sistema ha il vantaggio di ispirare i controlli a criteri di oggettività e identificare le colture attraverso l&#8217;analisi degli andamenti fenologici rilevati dal satellite. Questo elimina i margini di errore umani e riduce i tempi burocratici.</p>
<p>L’introduzione di strumenti avanzati di osservazione del territorio ha portato ad una delle innovazioni più significative introdotte in agricoltura negli ultimi anni: la Carta Nazionale dei Suoli. Si tratta, in sostanza, di una mappa digitale, aggiornata e dettagliata di utilizzazione del suolo. Operando in sinergia con l’Area monitoring system la CdNS permette un monitoraggio satellitare continuo e &#8220;in tempo reale&#8221; delle attività agricole, verificando la conformità delle pratiche dichiarate e consentendo controlli più tempestivi e preventivi.</p>
<p>L’Italia è uno dei pochi Paesi in grado di mappare l’intero territorio agricolo su scala 1:2000, con 178 classi di suolo diverse. Questo permette, ad esempio, di identificare subito se in un’area dichiarata come coltivata è presente un edificio o una strada. La CdNS è una tecnologia italiana, adottata ufficialmente nel 2024, che oggi rappresenta un punto di riferimento a livello europeo».</p>
<h2><strong>Quali di queste hanno avuto i maggiori impatti, in particolare nell&#8217;ambito del frumento e dei cereali autunno-vernini? </strong></h2>
<p>«Sicuramente il sistema di monitoraggio delle superfici (Area Monitoring System &#8211; AMS) e l’app geotag per il riconoscimento automatico di colture.</p>
<p>L’aggiornamento in tempo reale dello stato colturale del terreno e l’identificazione delle colture avviene secondo criteri sempre più oggettivi e imparziali grazie all’utilizzo di algoritmi di <em>machine learning</em> e l’ausilio dell’intelligenza artificiale nella fotointerpretazione. Questo comporta la possibilità per l’agricoltore di sapere in anticipo l’ammissibilità del diritto all’aiuto e correggere eventuali problemi in itinere.</p>
<p>Agea ha inoltre istituito un Comitato per l’intelligenza artificiale con il compito di effettuare una specifica ricognizione ed analisi delle esigenze di automazione, in relazione allo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni, rispetto a vari aspetti e compiti dell’agenzia.  In tale ambito è in fase di sviluppo un’app GeoTag che, grazie all’intelligenza artificiale, integra la classificazione e il riconoscimento automatico delle colture e, mediante tecniche di <em>clusterizzazione</em>, è in grado di definire automaticamente le aree interessate.</p>
<p>Di grande importanza per la cerealicoltura sono, inoltre, il monitoraggio della siccità e il controllo degli sprechi: per la gestione degli aiuti legati alla siccità, in particolare per i seminativi, Agea utilizza indici come lo SPEI (Standardized Precipitation Evapotranspiration Index) e l&#8217;NDVI (Normalized Difference Vegetation Index<strong>)</strong> ottenuti da immagini satellitari. Questi indici permettono di identificare i territori colpiti dalla siccità e di stimare con precisione la perdita di produttività dei raccolti in base alle variazioni dell&#8217;attività fotosintetica.</p>
<p>Infine, un monitoraggio sempre più efficiente ed avanzato dello stato delle colture permette di prevenire gli sprechi, supportando i cerealicoltori nell&#8217;adozione di pratiche più sostenibili e nell&#8217;investimento in macchinari a basso impatto ambientale. Facilita l&#8217;accesso a incentivi pubblici per investimenti in innovazione tecnologica, agricoltura di precisione e digitalizzazione, rendendo questi strumenti accessibili anche a piccole e medie imprese».</p>
<h2><strong>Che ruolo giocherà il “quaderno di campagna elettronico”? Molti tecnici e agricoltori si chiedono se avrà una reale utilità o se rappresenterà un ulteriore carico burocratico. </strong></h2>
<p>«Il quaderno di campagna, integrato nel SIAN, rappresenta un&#8217;importante innovazione che permetterà di tenere traccia di tutte le operazioni effettuate in campo, risultando molto utile per valutare le scelte fatte e i protocolli e le norme seguiti. Tale strumento sarà di supporto agli agricoltori per ottimizzare la gestione della propria attività, garantendo, ad esempio, la tracciabilità dei prodotti e la sicurezza alimentare, aiutando a rispettare le normative in materia di agricoltura, dimostrando di essere in regola con gli obblighi richiesti per ottenere contributi finanziari o incentivi e facilitando la gestione di risorse come acqua, concimi e fitosanitari. Esso, inoltre, consentirà di ridurre il rischio di errori grazie a calcoli automatizzati ed agevolare l’accessibilità ai dati (disponibili on time), oltre a contribuire alla semplificazione degli oneri burocratici e amministrativi, grazie all&#8217;efficentamento che ne deriverà nel sistema dei controlli.</p>
<p>È utile evidenziare che il registro dei fertilizzanti e dei trattamenti in modalità elettronica applicati sui terreni dell’Europea è un obbligo comunitario previsto dal regolamento UE n. 564/2023 e si applicherà a decorrere dal 1° gennaio 2026. Quindi è stato lungimirante l’aver previsto un modello facoltativo di fornire elettronicamente le informazioni sui trattamenti che sicuramente ha portato ad aver pronto il sistema applicativo e farci trovare pronti con l’obbligo comunitario con ben 6 mesi di anticipo».</p>
<h2><strong>Le immagini satellitari e la loro interpretazione &#8220;automatica&#8221; sono spesso al centro delle critiche di CAA e di agricoltori che lamentano errori di comprensione da parte del sistema: ad esempio, ci riferiamo alle nuove foto aeree della “carta dei suoli” con cui gli operatori del territorio dichiarano di lavorare con estrema difficoltà e con alta possibilità di commettere errori. </strong><strong>Quali reazioni dal territorio vi risultano e come rispondete?</strong></h2>
<p>«La Carta Nazionale dell&#8217;Uso del Suolo è una rappresentazione cartografica dettagliata dell’intero territorio nazionale in scala 1:2.000, ottenuta tramite foto-restituzione da ortofoto aeree, integrate con immagini satellitari Sentinel-2. Agea ha sviluppato su questo strato cartografico il Piano Colturale Grafico, che permette agli agricoltori e ai CAA di disegnare direttamente le superfici aziendali e le coltivazioni condotte.</p>
<p>Su richiesta dei CAA, sono state introdotte anche funzionalità aggiuntive che consentono di utilizzare, come riferimento, le isole aziendali della campagna precedente, costruite per aggregazione di particelle catastali contigue. Tuttavia, il catasto non sempre riflette con precisione la realtà territoriale: da ciò derivano disallineamenti tra i confini aziendali e la Carta dell’Uso del Suolo, che generano poligoni con codici d’uso del suolo differenti rispetto a quanto dichiarato.</p>
<p>Queste difformità si traducono in un elenco di “discordanti” che i CAA trasformano in istanze di riesame. Nella campagna 2024, le istanze presentate sono state oltre 11 milioni: tutte sono state esaminate visivamente da tecnici specializzati. Di queste, circa 680.000 sono state accolte, mentre circa 10,32 milioni sono state respinte. Alcuni esempi ricorrenti includono superfici dichiarate come seminativo che risultano parzialmente ricadere su boschi, strade o altri usi non compatibili, oppure superfici a pascolo che si sovrappongono a zone boscate.</p>
<p>Per aumentare la trasparenza e offrire ulteriori possibilità di verifica, Agea ha previsto anche la possibilità di una seconda istanza di riesame, basata sull’istruttoria dei controlli con tecnologia AMS. Questa seconda finestra ha tuttavia generato un numero di richieste molto più limitato: meno di 15.000, a conferma del fatto che l’impianto generale del sistema è solido e che la documentazione probante è fondamentale.</p>
<p>Per la campagna 2025, sarà possibile presentare istanze di riesame solo se adeguatamente documentate. Questo approccio intende rendere il processo più efficiente, riducendo il numero di richieste e garantendo una gestione più mirata e qualificata delle difformità».</p>
<h2><strong>Qual è la frequenza dei ricorsi agli esiti dei controlli basati sulle nuove tecnologie digitali? Come si gestiscono queste controversie? C&#8217;è un trend in diminuzione grazie all&#8217;evoluzione della tecnologia di &#8220;apprendimento&#8221; che impiegate?</strong></h2>
<p>«I controlli basati sulle nuove tecnologie riguardano principalmente i controlli AMS (controlli satellitari), applicati in Italia per la Domanda Unica fin dal 2018. Inizialmente utilizzati su una sola provincia, sono stati progressivamente estesi nelle annualità successive fino a coprire, nel 2020, l’intero territorio nazionale. A partire dal 2024, la metodologia è stata estesa anche allo Sviluppo Rurale, per le misure a superficie.</p>
<p>Fin dal 2018 è stato implementato un sistema di follow-up, utilizzato per disambiguare le posizioni di marker non conclusivi, e successivamente, con la campagna 2020, esteso alla gestione dell’accettazione o contestazione degli esiti negativi. In particolare, Agea invia una comunicazione ai produttori, indicando gli appezzamenti segnalati con bandierine rosse e offrendo la possibilità, entro un termine definito, di accettare l’esito (evitando l’applicazione delle sanzioni) oppure di contestarlo.</p>
<p>La contestazione avviene tramite una specifica funzione che consente di indicare nel dettaglio le parcelle oggetto di contestazione e allegare la relativa documentazione giustificativa (geotag). Un gruppo di fotointerpreti agronomi analizza il materiale ricevuto e, verificandone la ricevibilità, può confermare l’esito dell’analisi satellitare oppure rettificare, in tutto o in parte, la parcella agricola, generando una rettifica automatica alla domanda di aiuto.</p>
<p>L’esito della lavorazione è automaticamente disponibile per l’esecuzione dei pagamenti».</p>
<h2><strong> </strong><strong>Come deve evolvere la professionalità di coloro che svolgono controlli in seguito a tutto ciò?</strong></h2>
<p>«Devono rimodulare i controlli attraverso l&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie applicabili alla Pac come quelle dell&#8217;utilizzo delle foto georeferenziate con algoritmi di riconoscimento automatico della coltura, supporto alla definizione dei markers colturali e delle attività agricole applicate all&#8217;Area Monitoring System (AMS) e più assiduità ad eseguire controlli incrociati dei dati disponibili nel Sian e eventuali incontri con gli agricoltori con piattaforme digitali da remoto».</p>
<h2><strong>I cerealicoltori e i CAA sono pronti per i nuovi sistemi di controllo? Se no, perchè? Cosa deve cambiare? Molti attori sul territorio si lamentano dell’obbligo di “assunzione” come lavoratore dipendente della figura di “istruttore/ verificatore”, onere difficilmente sostenibile e ingiustificato: come rispondete? </strong></h2>
<p>«Si, gli operatori sono pronti perché vengono messi a disposizione tutti gli strumenti tecnologici necessari per adempiere al loro compito. Quello su cui bisogna puntare è la formazione specifica basata su modelli di Training of Trainers (<strong>ToT) </strong>ma occorre che le strutture interessate siano pronte a questa nuovo percorso innovativo.  La questione del lavoratore dipendente della figura istruttore/verificatore è una disposizione normativa e da ultima validata anche da sentenze della giustizia amministrativa. La norma unionale di principio mira a mettere in atto una regola fondamentale per il riconoscimento di un Organismo Pagatore: la separazione della funzione e la supervisione tra chi compila un atto e il superiore gerarchico che ne valida il rispetto della procedura adottata in conformità alle regole previste per il relativo procedimento amministrativo».</p>
<h2><strong>In cosa consiste la visione di <em>governance digitale</em> di Agea e quando diventerà realtà? Che cosa cambierà per i cerealicoltori, nella loro vita quotidiana?</strong></h2>
<p>«La visione di governance digitale di Agea è quella di trasformare l&#8217;Agenzia da un semplice organismo pagatore a un&#8217;infrastruttura pubblica strategica e un attore proattivo e generatore di valore pubblico per il settore agricolo italiano.</p>
<p>Nell’ambito del monitoraggio delle pratiche agricole coincide con un nuovo modello di controllo che diventa accompagnamento, dialogo, prevenzione, semplificando la vita a tutti: chi lavora la terra e a chi gestisce le risorse pubbliche.</p>
<p>L’obiettivo sentito come prioritario è la riduzione della burocrazia correlata alla velocizzazione nei pagamenti, obiettivo che Agea ha raggiunto rivoluzionando il sistema dei controlli, rendendoli più <strong>preventivi e collaborativi.</strong></p>
<ul>
<li><strong>Preventivi</strong> in quanto la verifica dei requisiti di ammissibilità non è più fatta ex post ma <strong>ex ante</strong> rispetto alla presentazione della domanda di aiuto grazie all’aggiornamento costante delle rilevazioni satellitari e alla loro fotointerpretazione, effettuata in parte anche con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Un’impostazione che evita di dover applicare successivamente decurtazioni o penalità nei pagamenti agli agricoltori.</li>
<li><strong>Collaborativi</strong> in quanto in caso di esiti negativi o dubbi dei controlli satellitari è possibile interagire rapidamente con l&#8217;agricoltore per risolvere le anomalie prima dell&#8217;applicazione di sanzioni. Attraverso un’app l’agricoltore può scattare una foto geolocalizzata per dimostrare la situazione reale del suo campo da remoto, prevenendo le ispezioni in loco.</li>
</ul>
<p>È un nuovo modo di fare pubblica amministrazione, più vicino al cittadino e più efficiente.</p>
<p>A questo si aggiungono le cosiddette “mappe di rischio”: le zone più soggette a siccità, frane, alluvioni, o vulnerabilità ambientali. Integrando queste mappe con la carta dei suoli e con il fascicolo aziendale, è possibile personalizzare gli aiuti, rendere le domande più semplici e garantire controlli più equi».</p>
<h2><strong>Quali fondi stanno supportando questa transizione e, quindi, gli investimenti in tecnologia dell&#8217;agenzia?</strong></h2>
<p>«La trasformazione digitale rappresenta un percorso evolutivo verso cui l’Agenzia ha diretto i propri sforzi organizzativi e finanziari, in quanto asset strategico per la competitività e l’efficienza del settore agricolo.</p>
<p>In tale ottica Agea ha sviluppato nel corso degli anni un approccio virtuoso di gestione che è culminato nel 2025 in un nuovo modello di gestione e controllo della spesa interna che consentirà, anche per le prossime annualità, di monitorare costantemente le performance dell’Agenzia.</p>
<p>Agea ha dunque implementato un meccanismo innovativo di pianificazione delle spese che ha incluso una classificazione dei fabbisogni tecnologici, funzionale ad erogare servizi digitali sempre più all’avanguardia a beneficio del sistema agricolo.</p>
<p>Inoltre, la leadership tecnologica conquistata ha permesso all’Agenzia di beneficiare di un finanziamento da 2.6 M€ nell’ambito dei fondi del PNRR, in quanto prima tra le PA a livello nazionale a migrare sul cloud del Polo Strategico Nazionale (PSN).</p>
<p>La migrazione del SIAN, Sistema Informativo Agricolo Nazionale, su cui Agea, a seguito del decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, ha rafforzato ulteriormente la propria governance, su un’infrastruttura ad alta affidabilità come il PSN, garantirà sempre maggiore continuità e qualità nella fruizione di dati e servizi per il monitoraggio delle attività agricole».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>ECOSCHEMI: CHE DOLORE!</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/ecoschemi-che-dolore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 08:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue l'intervista con Stefano Poli, responsabile CAA: focus sugli Ecoschemi</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/ecoschemi-che-dolore/">ECOSCHEMI: CHE DOLORE!</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-3757" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-225x300.jpg" alt="" width="128" height="171" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-225x300.jpg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-768x1024.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-1152x1536.jpg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-1536x2048.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-370x493.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-270x360.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-570x760.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-740x987.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-1320x1760.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 128px) 100vw, 128px" />Prosegue l&#8217;intervista con Stefano Poli (nella foto), responsabile regionale e di sportello del CAA Liberi Agricoltori di Matera (<a href="https://granoitaliano.eu/pac-caa/" target="_blank" rel="noopener">leggi la prima parte dell&#8217;intervista</a>). Nella prima parte, Stefano Poli ci ha introdotto il tema del valore effettivo degli importi dei contributi PAC per gli agricoltori, con una generale flessione. In questa seconda parte, proseguiamo approfondendo i motivi per cui gli Ecoschemi, in origine novità fulcro della PAC 23-27, si sono rivelati particolarmente problematici e difficili da applicare per gli agricoltori, oltre che poco premianti dal punto di vista economico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Sono in tanti ad avere aderito all&#8217;Ecoschema 4?</h2>
<p>«Si, l&#8217;adesione all&#8217;Ecoschema 4 è stata quasi totalitaria, dal momento che gli agricoltori avevano necessità di sopperire ad un decremento così rilevante dei premi. I premi base valgono ad oggi il 55% del vecchio &#8220;premio base + greening&#8221;, quindi siamo a meno 45%. Sono soprattutto la aziende cerealicole estensive ad aver aderito: per queste ultime, considerando anche il premio dell&#8217;Eco4, si arriva a valori comunque più bassi del 35% circa. Si vedrà nel prossimo futuro: una gran parte sono state in grado di rispettarlo, alcuni lo hanno abbandonato».</p>
<p>Soprattutto le grandi aziende cerealicole stanno cambiando idea e accettano di ricevere solo il premio base. In questo modo hanno più margini di libertà, dovendo sottostare alla nuova versione della BCAA 7 che consente di coltivare più cereali. Questo, sempre ammesso che l&#8217;intenzione sia quella di seminare: con la profonda siccità subita nella scorsa stagione agraria, le aziende della collina materana stanno mettendo in dubbio le semine».</p>
<h2>Tanta incertezza sul meteo e sul mercato?</h2>
<p>«Si,  consideri che con la produzione scarsissima dell&#8217;ultima stagione, i prezzi massimi al quintale sono stati di 32-33 euro per il grano duro. Non voglio immaginare a quanto possa scendere il valore se dovesse piovere e i prossimi raccolti dovessero essere più generosi. Ci sono davvero tante incognite: nella mia esperienza, le aziende medio-grandi tenderanno a seminare poco per limitare i danni. La tendenza è a lasciare vuoti i terreni, spendendo il meno possibile e non impiegando gasolio, in attesa di tempi migliori».</p>
<h2>Ci sono colture alternative interessanti?</h2>
<p>«Ci sarebbero le leguminose che, però, nella nostra zona sono a grande rischio per la fauna selvatica. Oltre al fatto che la siccità danneggia anche questo tipo di colture».</p>
<h2>Anche l&#8217;Ecoschema 5 ha dato diversi problemi..</h2>
<p>«Anche su questo avevamo proposto delle modifiche che, però, non sono state accolte. In più, alcune domande non sono state pagate perchè i sistemi di valutazione automatica delle immagini satellitari hanno rilevato un decremento della vegetazione, così che Agea ha ipotizzato un intervento di trinciatura o di sfalcio da parte dell&#8217;agricoltore. Peccato che è la normale siccità estiva, nelle nostre zone,  a determinare la disgregazione della vegetazione, ormai secca.</p>
<p>Ancora una volta una norma scritta male e che non considera le specificità ambientali e climatiche dei diversi areali agricoli italiani. Questo, ovviamente, ha rappresentato un grave danno per chi puntava sul contributo e, invece, pur avendo rispettato gli obblighi assunti, si è ritrovato solo con il premio base».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>-40%: LA PAC VALE SEMPRE MENO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pac-caa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 08:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[CAA]]></category>
		<category><![CDATA[ecoschemi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[matera]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come gli agricoltori stanno vivendo la PAC? L'esperienza di un CAA.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-3757" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-225x300.jpg" alt="" width="128" height="171" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-225x300.jpg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-768x1024.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-1152x1536.jpg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-1536x2048.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-370x493.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-270x360.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-570x760.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-740x987.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-1320x1760.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Foto-Stefano-Poli-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 128px) 100vw, 128px" />Siamo tornati a Matera, in Basilicata, per raccogliere l&#8217;esperienza di un CAA che supporta tanti cerealicoltori della collina materana. Una terra dove il grano è in difficoltà, martoriata dalla siccità della stagione 23-24, come abbiamo scritto recentemente <a href="https://granoitaliano.eu/basilicata-sicilia/" target="_blank" rel="noopener">in questa intervista</a>. Abbiamo parlato con Stefano Poli (nella foto), responsabile regionale e di sportello del CAA Liberi Agricoltori di Matera. In Basilicata, i CAA Liberi Agricoltori gestiscono circa 2.000 aziende, di cui una buona parte dedicate alla coltivazione dei cereali.</p>
<p>Siamo in quel particolare momento in cui gli agricoltori che hanno presentato la domanda per i contributi PAC vedono arrivare gli anticipi di quanto dovuto. Con Agea che ha mantenuto la promessa di avviare i versamenti dal 16 ottobre 2024, ma non sono mancate le sorprese. Tra queste, l&#8217;esclusione dagli anticipi delle domande per le misure del PSR con impegno pluriennale, per le aziende al primo anno di impegno. Stefano Poli ci racconta un quadro di incertezza e difficoltà per le aziende, con i contributi ridotti del 45-35% rispetto al vecchio &#8220;premio base + greening&#8221;.</p>
<h2>Stefano Poli, come è questa PAC per chi fa grano?</h2>
<p>«Sicuramente si tratta di una PAC in continua evoluzione: tanti rinnovi e tante modifiche per aggiustare un impianto che non era partito bene. Numerose variazioni, infatti, derivano dalle richieste degli agricoltori e, quindi, da quelle che abbiamo portato avanti anche noi come CAA e come Confederazione Italiana Liberi Agricoltori. Resta il fatto che gli agricoltori la hanno vissuta e continuano a viverla molto male».</p>
<h2>I contributi si sono ridotti?</h2>
<p>«Sicuramente le aziende cerealicole di tutta Italia hanno visto un decremento secco del 35-40% al netto del premio accoppiato per il grano duro. Anche su questo fronte, poi, siamo tornati ad un passato lontano, in quanto per percepirlo è tornato l&#8217;obbligo della semente certificata che ha, ormai, dei costi spesso insostenibili. Ad oggi un quintale si aggira sui 70-75 euro: certamente la qualità è migliore, ma non è possibile per l&#8217;agricoltore reimpiegare la propria semente, neanche per un anno».</p>
<h2>Qual è l&#8217;aspetto più doloroso?</h2>
<p>«Sicuramente l&#8217;Ecoschema4, anche se un po&#8217; tutti Ecoschemi sono stati la parte meno riuscita, nonostante dovessero essere il fulcro della nuova PAC. Il testo è stato scritto molto male e contiene numerose contraddizioni. Ne è dimostrazione il fatto che ha richiesto numerosissimi chiarimenti ed è stato più volte modificato in diversi elementi: ad esempio, si pensi al fatto che, da un giorno all&#8217;altro, nel giugno 2024 è cambiato l&#8217;elenco delle colture da rinnovo.</p>
<p>Anche dal punto di vista agronomico, le disposizioni sono particolarmente criticabili: si è arrivati al paradosso per cui è accettabile, sui propri terreni, far seguire riposo a riposo, far seguire foraggera a foraggera, ma non lo è far seguire una foraggera al riposo&#8230;I problemi su questo Ecoschema erano già emersi per la stagione 2023-24: poichè nel 2023 c&#8217;è stato un indubbio disastro di comunicazione e interpretazione, le sanzioni erano state temporaneamente sospese. Con il nuovo Decreto Ministeriale, però, le sanzioni nel 2024 sono state ripristinate, anche sul 2023.  In più il premio medio doveva essere di 120 euro mentre si attesta a poco più di 60 euro: siamo a circa la metà di quanto promesso».</p>
<p>L&#8217;intervista proseguirà domani.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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