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	<title>fitofagi - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 18:10:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>fitofagi - Grano Italiano</title>
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		<title>LA NOTTUA DEL GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/la-nottua-del-grano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 23:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
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		<category><![CDATA[insetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo Bonivento insegna come contrastare la Hadena secalis</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/la-nottua-del-grano/">LA NOTTUA DEL GRANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella campagna italiana, dove le stagioni determinano il ritmo della vita e dell&#8217;industria, c&#8217;è una minaccia indicibile tra le fessure della terra e le strutture fogliari, un piccolo insetto che può mettere alla prova anche la pazienza e l&#8217;abilità dell&#8217;agricoltore. Un membro della famiglia Noctuidae è una falena, una falena per la scienza <em>Hadena secalis</em>, anche se nella maggior parte dei casi tassonomici attualmente è <em>Mesapamea secalis</em>. Questa creatura indigena, che si trova comodamente nella geografia della penisola dalle valli alpine alle coste siciliane, è un animale stabile e perpetuo negli ecosistemi cerealicoli, un fastidio che ha stabilito connessioni con il destino del grano, dell&#8217;orzo e della segale.</p>
<h2>La biologia dell&#8217;insetto</h2>
<p>La storia di questa lotta tra uomo e insetto dura un po&#8217; più a lungo di quanto il danno si manifesti. Inizia con una falena dall&#8217;aspetto umile, una creatura notturna con ali scure o grigie disposte in curve confuse che possono sfuggire alla vista durante il giorno, facilmente nascoste tra la corteccia di alcuni alberi o nel detrito secco di un campo. L&#8217;adulto, innocuo per le piante, è il messaggero di una generazione futura più vorace.</p>
<p>Alla fine dell&#8217;estate, quando le temperature sono più fresche, le femmine depongono le uova, e rispondono come per istinto alle erbe selvatiche che crescono ai margini dei campi o alle prime, più delicate piantine dei cereali autunnali appena emerse dal terreno. È nel nascondiglio delle guaine fogliari che l&#8217;attacco viene sferrato. Quando arriva l&#8217;inverno e i campi restano a guardarlo; le giovani larve svernano, sepolte all&#8217;interno degli steli o riposando alla base delle piante, in attesa dell&#8217;arrivo del calore primaverile per risvegliare il mondo vegetale.</p>
<h2>I danni della nottua del grano</h2>
<p>Una volta che la vegetazione inizia a rigenerarsi e il grano inizia la sua corsa verso l&#8217;alto, il bruco diventa l&#8217;agente della distruzione sistematica. Mentre altri parassiti si nutrono delle foglie dall&#8217;esterno del sistema, come questo, mostrando chiaramente segni di abbandono, la larva del verme del grano opera sotto copertura. Si insinua negli steli delle piante, trovando la sua strada nei tessuti interni e mordendo la linfa necessaria che dovrebbe impedire che le cose si fermino. Agisce come un minatore, operando dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno, invisibile e mortale. Questa azione trofica è ovviamente visibile nel raccolto.</p>
<p>Le piante infette mostrano un tipico sintomo di &#8220;cuore morto&#8221;. La foglia centrale o il germoglio principale è privato di nutrienti a causa di questa erosione interna, che lo fa ingiallire prematuramente, marcire e morire, mentre le foglie esterne possono paradossalmente rimanere verdi per un po&#8217; più a lungo, formando un contrasto di colore che è il primo campanello d&#8217;allarme per un osservatore attento. Quando si tenta di estrarre questa foglia centrale secca, si spezza con grande facilità, mostrando i sintomi della masticazione dalla base. Se l&#8217;attacco è sostenuto per un lungo periodo o si verifica in una fase iniziale e si intensifica, lo stelo indebolito perde la sua struttura meccanica. Un&#8217;intera porzione del campo viene regolarmente abbandonata, piegata non dal vento violento ma dalla fragilità causata dal parassita.</p>
<p>Quando la pianta continua a nutrire la spiga, non permette il riempimento corretto dei chicchi perché la linfa ha bloccato gran parte della linfa, e si sviluppano spighe bianche vuote e sterili che si stagliano prominenti nel campo verde e rappresentano raccolti perduti.</p>
<h2>La difesa dalla nottua del grano</h2>
<p>Determinati a proteggere l&#8217;agricoltura da una tale minaccia, la difesa agronomica non può essere arbitraria come l&#8217;applicazione di sostanze chimiche, ma deve funzionare secondo una logica di gestione integrata e precauzionale. Una lotta contro <em>Hadena secalis</em> è spesso vinta prima della semina. Tuttavia, le pratiche colturali sono un mezzo fondamentale per interrompere il ciclo vitale dell&#8217;insetto. Un trattamento adeguato delle erbacce — specialmente delle erbe selvatiche sui fossi e ai margini dei campi — è un passo importante per eliminare i cosiddetti &#8220;ponti verdi&#8221; attraverso i quali le larve possono prosperare e successivamente uscire per coprire la coltura principale.</p>
<p>Allo stesso modo, la manipolazione del suolo post-raccolta e pre-semina disturba l&#8217;habitat della forma svernante esponendola agli agenti atmosferici e ai predatori naturali. Anche la rotazione delle colture si dimostra una strategia efficace di questo tipo. Alternare il grano con piante non ospiti come legumi o girasoli fa sì che le popolazioni di parassiti fuggano o muoiano di malnutrizione — devono spostarsi altrove per il cibo invece di rivolgersi altrove.</p>
<h2>L&#8217;arma dell&#8217;osservazione</h2>
<p>Con la coltura stabilita, l&#8217;arma principale diventa ora l&#8217;osservazione. Camminare tra le file alla fine dell&#8217;inverno aiuta a segnare un focolaio di infezione precoce quando l&#8217;ingiallimento anomalo o il cuore morto segnalano la presenza del bruco endofitico. L&#8217;intervento diretto è considerato solo se il monitoraggio indica una densità di popolazione che rappresenta una minaccia economica per il raccolto. Ma proprio il tipo di danno rende difficile la lotta: Poiché la larva è solitamente protetta all&#8217;interno di uno stelo per la maggior parte del tempo, i trattamenti insetticidi a contatto sono molto inefficaci. Qualsiasi cosa che possa essere utilizzata per la bonifica chimica o biologica (pensa al <em>Bacillus thuringiensis</em>) deve essere attentamente programmata per tenere conto della durata estremamente breve del tempo necessario per colpire le larve mentre migrano da una pianta all&#8217;altra o prima che siano in grado di entrare nello stelo della pianta.</p>
<h2>La fauna utile</h2>
<p>Sotto questa linea sottile, tuttavia, si trovano i preziosi alleati che la biodiversità occupa. Siepi, perimetri fioriti e aree non gestite o impenetrabili contribuiscono anche alla diffusione dei nemici naturali del verme del grano — uccelli insettivori, insettofili e insetti parassitoidi — che controllerebbero la popolazione del verme del grano se non fossero messi in contatto con gli esseri umani. Pertanto, la gestione di <em>Hadena secalis</em> nella campagna italiana non deve più essere una lotta di sterminio, ma più una questione di conoscenza e rispetto per la natura, dove la protezione del grano è guidata da una comprensione intima delle dinamiche che modellano la vita di questa coltura sul campo.</p>
<p><em><a href="http://p.bonivento@xyz-lab.it" target="_blank" rel="noopener">Autore: Paolo Bonivento</a> (Trieste – Brescia – Roma – Napoli)</em></p>
<p>Il dr. Paolo Bonivento è un Perito Agrario impegnato in attività relative all&#8217;entomologia urbana ed agraaria. Effettua valutazioni d’impatto ambientale ed ecologico (terrestri, marine e aeree); si occupa della consulenza sull’impiego di strumenti scientifici e tecnici oltre all’identificazione ed al trattamento degli organismi infestanti nonché alla valutazione dei danni alle coltivazioni. La sua attività include anche ambiti forensi con stime generali riguardanti contenziosi ed analisi dei danni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/la-nottua-del-grano/">LA NOTTUA DEL GRANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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		<title>PICCOLA MA TERRIBILE MOSCA DELLE SPIGHE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/mosca-delle-spighe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 11:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>
		<category><![CDATA[parassiti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il danno causato dai tripidi si concentra sui tessuti vegetali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I tripidi, noti anche come &#8220;mosche delle spighe,&#8221; rappresentano una sfida non trascurabile per l&#8217;agricoltura cerealicola. Questi minuscoli insetti, appartenenti all&#8217;ordine dei Tisanotteri, nonostante le loro dimensioni ridotte, possono infliggere danni significativi a coltivazioni di cereali quali frumento, orzo, segale e avena. Tra le specie che più frequentemente destano preoccupazione nel contesto europeo, si annoverano <em>Limothrips cerealium</em> e <em>Limothrips denticornis</em>.</p>
<p><em>Limothrips cerealium</em> si distingue come una delle specie più diffuse e oggetto di studio approfondito. Generalmente di colorazione scura, questa specie si riproduce prevalentemente attraverso processi sessuali. <em>Limothrips denticornis</em>, d&#8217;altro canto, si presenta spesso con una tonalità più chiara e possiede la capacità di riprodursi sia per via sessuale sia attraverso partenogenesi, un processo in cui la riproduzione avviene senza fecondazione. Entrambe queste specie di tripidi dimostrano una notevole capacità di colonizzare rapidamente le coltivazioni cerealicole, specialmente in presenza di condizioni climatiche che ne favoriscono la proliferazione.</p>
<h2>I danni della mosca delle spighe</h2>
<p>Il danno causato dai tripidi alle piante si manifesta attraverso il nutrimento dai tessuti vegetali, in particolare dalle foglie e dalle spighe in fase di sviluppo. Mediante il loro apparato boccale pungente-succhiante, questi insetti aspirano il contenuto delle cellule, generando una serie di sintomi distintivi. Tra questi, si osservano maculature e strie argentate sulle foglie, specialmente quelle più giovani. Queste alterazioni cromatiche sono il risultato dello svuotamento delle cellule, che lascia spazi pieni d&#8217;aria capaci di riflettere la luce. In situazioni di infestazioni particolarmente severe, le foglie possono subire deformazioni, arricciamenti e un disseccamento prematuro. Tuttavia, il danno più rilevante si verifica quando i tripidi prendono di mira le spighe durante la loro fase di sviluppo. In tali circostanze, si possono riscontrare spighe sterili, ovvero prive di chicchi, oppure spighe con chicchi di dimensioni ridotte e malformati. Questo si traduce inevitabilmente in una diminuzione della resa produttiva. Non di rado, le aree interessate dall&#8217;attività dei tripidi possono essere colonizzate da funghi saprofiti, attratti dalle sostanze zuccherine secrete dagli insetti. La conseguente formazione di una patina scura, nota come fumaggine, può ulteriormente compromettere il processo di fotosintesi e la salute generale della pianta.</p>
<p>Diversi fattori possono incrementare il rischio di infestazioni da tripidi. Un clima secco e caldo, ad esempio, rappresenta una condizione ideale per la loro proliferazione. Primavere ed estati caratterizzate da siccità possono pertanto favorire un aumento delle popolazioni di questi insetti. La monocoltura, ovvero la coltivazione ripetuta di cereali sullo stesso terreno, può creare un ambiente particolarmente favorevole allo sviluppo dei tripidi. Analogamente, una gestione inadeguata delle malerbe può fornire ai tripidi ospiti alternativi, consentendo loro di sopravvivere anche in assenza della coltura principale.</p>
<p>La gestione efficace dei tripidi richiede un approccio integrato, che combini diverse strategie. Il monitoraggio regolare delle coltivazioni rappresenta un passo fondamentale per individuare precocemente la presenza di questi insetti. L&#8217;impiego di trappole cromotropiche, di colore azzurro o giallo, può facilitare la cattura degli adulti, mentre l&#8217;ispezione periodica delle foglie e delle spighe consente di valutare l&#8217;entità dell&#8217;infestazione.</p>
<h2>Pratiche agronomiche contro la mosca delle spighe</h2>
<p>Accanto al monitoraggio, le pratiche agronomiche svolgono un ruolo cruciale. La rotazione delle colture, alternando i cereali con altre specie non ospiti dei tripidi, può contribuire a ridurre le popolazioni di questi insetti. La lavorazione del terreno dopo la raccolta può concorrere a distruggere i siti di svernamento dei tripidi. Un efficace controllo delle malerbe limita la disponibilità di ospiti alternativi per questi parassiti. Infine, una concimazione equilibrata rafforza le piante, rendendole più resistenti agli attacchi.</p>
<p>La lotta biologica rappresenta un&#8217;ulteriore strategia da considerare. Promuovere la presenza di insetti utili, quali coccinelle, sirfidi e crisope, che si nutrono dei tripidi, può contribuire a contenere le loro popolazioni. L&#8217;impiego di prodotti a base di funghi entomopatogeni, che infettano gli insetti, o di nematodi entomoparassiti, rappresenta un&#8217;ulteriore opzione.</p>
<p>La lotta chimica, infine, dovrebbe essere considerata come ultima risorsa, da impiegare solo quando le altre strategie non si rivelano sufficienti a controllare le infestazioni. È essenziale selezionare prodotti specifici per i tripidi e utilizzarli seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate sull&#8217;etichetta, al fine di minimizzare l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente e sulla salute umana.</p>
<p>In sintesi, i tripidi dei cereali costituiscono una minaccia concreta per l&#8217;agricoltura cerealicola. La conoscenza approfondita della loro biologia, dei danni che possono infliggere e delle strategie di controllo disponibili rappresenta un elemento imprescindibile per proteggere efficacemente il raccolto e garantire la sicurezza alimentare. Un approccio integrato, che combini monitoraggio, pratiche agronomiche, lotta biologica e, se necessario, lotta chimica, si configura come la chiave per una gestione efficace di questi piccoli ma insidiosi parassiti. (Immagine creata con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale)</p>
<p><em>Autore: Paolo Bonivento (Trieste – Brescia – Roma – Napoli)</em><br />
<em><a href="https://mailto:p.bonivento@xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">p.bonivento@xyz-lab.it</a></em><br />
<em><a href="https://www.xyz-lab.it/">https://www.xyz-lab.it/</a></em></p>
<p><em>Il Dr. Paolo Bonivento è un Perito Agrario impegnato in attività relative all&#8217;entomologia urbana ed agraria. Effettua valutazioni d’impatto ambientale ed ecologico (terrestri, marine e aeree); si occupa della consulenza sull’impiego di strumenti scientifici e tecnici oltre all’identificazione ed al trattamento degli organismi infestanti nonché alla valutazione dei danni alle coltivazioni. La sua attività include anche ambiti forensi con stime generali riguardanti contenziosi ed analisi dei danni.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/mosca-delle-spighe/">PICCOLA MA TERRIBILE MOSCA DELLE SPIGHE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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		<item>
		<title>MONITORARE LA CIMICE DEL GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/monitorare-la-cimice-del-grano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 08:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[cimice]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[insetti]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo Boninvento presenta uno dei parassiti dei cereali autunno vernini</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La distesa dorata di grano ondeggiava sotto il sole caldo di fine primavera. L&#8217;aria, densa e secca, vibrava, preannunciando il momento cruciale della maturazione… Questo periodo, delicato, racchiude in sé il frutto del lavoro di un intero anno. Tuttavia, una preoccupazione silenziosa serpeggia tra le spighe: i pentatomidi.</p>
<p>Questi insetti, comunemente noti come cimici, si sono rivelati una sfida crescente per l&#8217;agricoltura. Sebbene non tutte le specie di cimici siano dannose, alcune, come <em>Aelia rostrata</em>, quella minuta cimice marroncina che si fonde con il colore delle spighe, e <em>Nezara viridula</em>, la più grande e appariscente cimice verde, stanno mettendo a dura prova i raccolti.</p>
<h2>“Sono solo insetti”</h2>
<p>Si ricorda come, in passato, la loro presenza fosse stata sottovalutata. &#8220;Sono solo insetti,&#8221; si pensava, &#8220;non possono causare danni significativi.&#8221; Ma l&#8217;esperienza ha dimostrato il contrario. Al momento della raccolta, ci si è resi conto che una porzione considerevole dei chicchi presentava deformazioni, un aspetto avvizzito e, in generale, risultava impoverita. La resa, di conseguenza, si è rivelata inferiore alle aspettative, e la qualità del grano compromessa. L&#8217;esperienza ha portato a una maggiore consapevolezza.</p>
<p>Da quel momento, si è iniziato a studiare questi piccoli antagonisti, a comprenderne i meccanismi d&#8217;azione. Si è appreso che <em>Aelia rostrata</em> e <em>Nezara viridula</em> danneggiano i cereali pungendo i chicchi in fase di sviluppo. Attraverso la loro proboscide, un organo simile a un ago affilato, estraggono la linfa interna, depauperando il chicco delle sue sostanze vitali. Questo processo genera danni diretti, come la deformazione, la riduzione di peso e la diminuzione della qualità. Ma i danni possono estendersi oltre. Le punture dei pentatomidi creano minuscole lesioni che fungono da via d&#8217;accesso per funghi e batteri, minacciando ulteriormente la salute del raccolto. Inoltre, i chicchi compromessi perdono la loro capacità di germinazione, rendendo il seme inadatto alla semina successiva.</p>
<h2>Proteggere il grano dalla cimice</h2>
<p>Per proteggere il grano, si è compreso che è necessario agire su più fronti. Innanzitutto, è fondamentale monitorare attentamente le coltivazioni. Controlli periodici delle spighe permettono di individuare le cimici e i loro segni. L&#8217;installazione di trappole cromotropiche, placchette adesive di colore giallo che attraggono gli insetti, aiuta a valutare la popolazione di pentatomidi presente nei campi.</p>
<p>Successivamente, si adottano misure preventive. La lavorazione accurata del terreno mira a distruggere i siti di svernamento delle cimici. La rotazione delle colture, evitando la coltivazione continuativa di cereali sullo stesso terreno, contribuisce a spezzare il ciclo vitale degli insetti. Il controllo delle infestanti, erbe spontanee che spesso offrono rifugio ai pentatomidi, è un altro passo cruciale.</p>
<p>La prevenzione è importante, ma a volte non sufficiente. In caso di infestazioni massicce, si rende necessario un intervento diretto. Inizialmente, si ricorre a insetticidi chimici, ma si è compreso l&#8217;impatto negativo che questi prodotti hanno sull&#8217;ambiente e sugli insetti utili. Per questo, si esplorano metodi di lotta biologica, utilizzando antagonisti naturali dei pentatomidi, come parassitoidi o predatori.</p>
<p>La lotta biologica richiede una conoscenza approfondita dell&#8217;ecosistema agricolo, e i risultati non sono sempre immediati. Tuttavia, si considera questa la strada più sostenibile. L&#8217;obiettivo è proteggere il grano, ma anche la terra, salvaguardando il futuro.</p>
<p>Così, si continua a percorrere i campi, con attenzione e speranza. La lotta contro i pentatomidi è una sfida costante, ma si affronta con determinazione. Il grano rappresenta un simbolo di vita, di lavoro e di tradizione, il frutto della terra, e come tale, merita di essere difeso. <span style="font-size: x-large;">(Immagine realizzata con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale)</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: x-large;">Autore: Paolo Bonivento (Trieste &#8211; Brescia &#8211; Roma &#8211; Napoli)</span></p>
<p dir="ltr"><a href="https://mailto:p.bonivento@xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">p.bonivento@xyz-lab.it</a><br />
<a href="https://www.xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.xyz-lab.it/</a></p>
<p><em>Il Dr. Paolo Bonivento è un Perito Agrario impegnato in attività relative all&#8217;entomologia urbana ed agraria. Effettua valutazioni d’impatto ambientale ed ecologico (terrestri, marine e aeree); si occupa della consulenza sull’impiego di strumenti scientifici e tecnici oltre all’identificazione ed al trattamento degli organismi infestanti nonché alla valutazione dei danni alle coltivazioni. La sua attività include anche ambiti forensi con stime generali riguardanti contenziosi ed analisi dei danni.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/monitorare-la-cimice-del-grano/">MONITORARE LA CIMICE DEL GRANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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		<item>
		<title>DIFESA INTEGRATA CONTRO I FITOFAGI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/integrata-fitofagi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 22:02:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
		<category><![CDATA[nematodi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le norme della Regione Emilia Romagna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si conclude il percorso attraverso le norme per la difesa nell&#8217;agricoltura integrata definite dall&#8217;Emilia Romagna: in questo articolo parliamo della gestione degli insetti fitofagi come Afidi e Lema, oltre ai Nematodi. Avevamo già affrontato le fitopatie del frumento<a href="https://granoitaliano.eu/ruggini-septoria/" target="_blank" rel="noopener"> (leggi l&#8217;ultimo articolo)</a>.</p>
<p>Le norme per la difesa sono disponibili sul sito della Regione Emilia Romagna a questo indirizzo: <a href="https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale" target="_blank" rel="noopener">https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale</a></p>
<p>Ricordiamo che, in generale, non è ammessa la concia del seme con prodotti insetticidi.</p>
<h2>Afidi (Rhopalosiphum padi, Metopolophium dirhodum, Sitobion avenae)</h2>
<p>Le norme riportano la soglia di intervento, ovvero l&#8217;80% dei culmi deve presentare afidi a fine fioritura. Le procedure per i controlli indicano che essi devono essere effettuati a partire dalla spigatura fino all&#8217;inizio della maturazione lattea, su un campione di 200 spighe/ha. Queste devono essere controllate a gruppi di 10 spighe in 20 siti scelti a caso nel campo.</p>
<p>E&#8217; possibile agire con sali potassici di acidi grassi e tau-fluvalinate: per quest&#8217;ultimo caso, il numero massimo di interventi, indipendetemente dall&#8217;avversità, è 1. Inoltre, prima di effettuare l&#8217;intervento, è necessario valutare la presenza, l&#8217;entità dei limitatori e la loro potenziale capacità nel contenimento dello sviluppo della popolazione degli afidi.</p>
<p>Gli interventi agronomici sono evitare le semine fitte e effettuare concimazioni azotate equilibrate.</p>
<p>Le norme riportano anche indicazioni relative alla lotta biologica. In particolare, si ricorda che nelle aree dell&#8217;Emilia Romagna sono presenti predatori naturali che possono essere numerosi e limitare fortemente le infestazioni. Si fa riferimento a Ditteri sirfidi, Coccinella septempunctata, Propylaea quatuordecimpunctata, Crisope e Imenotteri. Sono efficaci anche parassitoidi (con processo di mummificazione) e i funghi entomopatogeni (entomoftoracee), specialmente in caso di clima umido e piovoso.</p>
<h2>Lema(Oulema melanopus)</h2>
<p>Le norme sottolineano come questo insetto arrechi solo raramente danni rilevanti. Contro la lema, in ogni caso, è possibile agire selezionando varietà resistenti.</p>
<h2>Nematodi (Pratylenchus thornei)</h2>
<p>Contro i nematodi si agisce con interventi agronomici: le norme sottolineano come le indicazioni di concimazioni di azoto e fosforo consigliate dei disciplinari di produzione integrata abbiano dimostrato di non favorire attacchi del nematode nel caso di coltivazioni avvicendate.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>FERMARE GLI INSETTI NEI CAMPI DI GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/controllo-degli-insetti-dannosi-in-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 13:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[cimici]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come fermare gli insetti con la lotta agronomica, l'uso di insetticidi e la lotta integrata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il frumento è messo a rischio in campo da numerose specie di insetti dannosi che possono essere controllati con metodi diversificati. In questo articolo spieghiamo come poterlo fare, attraverso la lotta agronomica, l&#8217;uso di insetticidi e la lotta integrata.</p>
<p><strong>Lotta preventiva o agronomica<br />
</strong>Le tecniche agronomiche possono rappresentare interventi indiretti in grado di controllare i danni da insetti dannosi: tra questi, l’epoca di semina anticipata riduce i rischi di attacchi di afidi con trasmissione di virosi, mentre un ritardo può favorire la presenza di elateridi. La minima lavorazione, in particolare la semina su sodo, possono favorire gli attacchi di elateridi, così come l’avvicendamento al prato per l’abbondante sostanza organica disponibile in superficie. Una equilibrata concimazione, poi, previene i danni a carico dell’apparato fogliare favoriti da un eccessivo ingentilimento dei tessuti.</p>
<p><strong>Lotta diretta con insetticidi<br />
</strong>La lotta diretta non è più consentita attraverso la concia del seme; si può, quindi, intervenire con applicazione di insetticidi in previsione o in presenza di forti infestazioni e rischio di danni produttivi rilevanti. Nella pratica, si interviene in presenza di adifi o di lema quando si supera la soglia economica di danno. Nel caso della cimice i danni economici possono essere di maggiore impatto: è richiesta una accurata osservazione per la rilevazione del grado di infestazione, anche perché il comportamento dell’insetto la rende più difficoltosa.<br />
Ad oggi per il frumento i soli insetticidi registrati fanno parte del gruppo chimico dei piretroidi il che, nonostante l’ampio spettro di azione, non consente di mettere in atto adeguate pratiche di rotazione per ridurre l’insorgenza di resistenze.<br />
In agricoltura biologica si possono usare formulati a base di piretro o di spinosad (estratto dal metabolismo di colture artificiali di attinomiceti): in questi casi sia l’efficacia che la persistenza sono ridotte, richiedendo la ripetizione del trattamento dopo 10 giorni circa.</p>
<p><strong>Lotta integrata<br />
</strong>Si intende la combinazione di metodi di lotta preventiva e di lotta diretta: questa non si rivela molto efficace contro i parassiti che colpiscono stelo, foglie e spiga di frumento a causa della loro elevata mobilità. E’ più conveniente ed efficace combattere afidi, lema e tignola attraverso una preventiva riduzione degli stressa abiotici per la pianta, applicando insetticidi solo in caso di assoluta necessità. Per le cimici, invece, gli interventi preventivi non sono efficaci, di nuovo per la loro elevata mobilità.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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		<title>UN ESERCITO DI INSETTI CONTRO IL FRUMENTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/gli-insetti-dannosi-del-frumento-in-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 12:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[cimici]]></category>
		<category><![CDATA[elateridi]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le specie di insetti che infestano il frumento</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Numerosi sono gli insetti che possono danneggiare parti della pianta di frumento per azione di erosione (lepidotteri, coleotteri, ditteri), lesione (emitteri, acari) o suzione (omotteri) con perdite anche ingenti di una parte delle coltura in casi gravi. Vediamo i principali di questi:</p>
<h2><strong>Afidi</strong></h2>
<p>Le specie più diffuse sono <em>Sitobion avenae</em>, <em>Rhopalosiphum padi</em>, <em>Rhopalosiphum maidis</em>, <em>Schizaphis graminum</em>, <em>Metopolpium dirthodum</em> che possono presentarsi anche in autunno per poi proliferare in primavera. Le infestazioni sono favorite da temperature miti in inverno e clima fresco e umido in primavera, soprattutto in presenza di graminacee nelle bordure dei campi. I danni principali sono determinati da trasmissioni di virosi in autunno e da sottrazione di linfa in primavera, con perdite che possono superare anche il 10% in casi gravi.</p>
<h2><strong>Lema</strong></h2>
<p>La larva del coleottero <em>Lema melanopus</em> infesta le graminacee e si nutre sulle lamine delle foglie di frumento, concentrandosi dal mese di maggio, determinando erosioni longitudinali e perdita di tessuto fotosintetizzante. I danni sono molto evidenti all’occhio ma non superano in genere il 5% in termini di perdite di produzione.</p>
<h2><strong>Cimici</strong></h2>
<p>In Europa meridionale e centrale sono diverse le specie che determinano attacchi molto diffusi, tra queste troviamo <em>Aelia rostrata</em> e <em>Eurigaster maura</em>. Le uova deposte sulla pagina inferiore delle foglie danno vita a soggetti che si nutrono pungendo foglie, culmi, rachide della spiga e cariossidi in maturazione. Queste ultime sono l’organo che subisce il danno maggiore, in quanto con la saliva sono iniettate proteasi che alterano radicalmente le proprietà delle proteine del glutine: oltre il 5% di granella danneggiata la farina non è più idonea alla panificazione.</p>
<h2><strong>Elateridi</strong></h2>
<p>Detti anche ferretti (<em>Agriotes</em> spp.), sono insetti terricoli che allo stadio larvale erodono apparato radicale e colletto della pianta, tra inizio autunno e fine inverno, favoriti da buona disponibilità idrica e temperature non estreme. I danni maggiori si hanno quando la pianta non riesce a svilupparsi adeguatamente perché attaccata in fase di germinazione o accestimento.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/gli-insetti-dannosi-del-frumento-in-campo/">UN ESERCITO DI INSETTI CONTRO IL FRUMENTO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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