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	<title>pioggia - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Sep 2025 09:01:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>pioggia - Grano Italiano</title>
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	<item>
		<title>E LA PIOGGIA TORNO&#8217; SUL DURO&#8230;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pioggi-torno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 22:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto della stagione e dei primi raccolti in Basilicata, dove l’acqua è tornata a cadere</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/pioggi-torno/">E LA PIOGGIA TORNO&#8217; SUL DURO&#8230;</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p >Le notizie che giungono dai campi di frumento duro del Sud Italia non sono solo di siccità e carenza di risorsa idrica. Questa volta abbiamo raccolto le testimonianze degli areali lucani, dove i cerealicoltori sono convinti che quella in corso sia sicuramente un&#8217;annata migliore, dopo quella disastrosa del 23-24. Per il momento  la trebbiatura è ben avviata nella provincia di Matera, mentre è iniziata in piccola parte in quella di Potenza.  I primi commenti da parte degli agricoltori descrivono un andamento produttivo abbastanza soddisfacente, seppur discordante nelle performance, anche tra zone della stessa provincia.</p>
<h2 >La pioggia è tornata sul duro</h2>
<p >Guardando all&#8217;andamento meteorologico della stagione, la Basilicata non ha visto particolari picchi di fenomeni atmosferici e, in autunno e inverno, si è notata una certa uniformità in termini territoriali: in questo periodo sono mediamente caduti 200 mm di pioggia. La primavera, invece, si è rivelata più complessa,  con precipitazioni distribuite in modo meno uniforme, colpendo sempre nelle stesse zone e lasciandone asciutte altre. Le piogge primaverili, comunque, non sono andate oltre i 150 mm e il mese di maggio è stato particolarmente asciutto. Di certo, le riserve idriche del terreno sono ancora in deficit, segnate fortemente dalla siccità del 2024.</p>
<p >Il meteo, però, ha consentito di eseguire le operazioni colturali nella corretta fase fenologica, sin dalla semina. Anche gli interventi fungicidi sono stati eseguiti nelle finestre corrette. Molti si sono trovati costretti ad effettuare due interventi a causa delle ruggini che stavano prendendo il sopravvento.</p>
<h2 >Primi risultati soddisfacenti</h2>
<p >Le prime fasi della raccolta stanno portando a risultati di produttività piuttosto soddisfacenti, in particolare considerando quelli prossimi allo zero della scorsa annata. Gli areali più produttivi, dove in queste prime settimane si stanno concentrando le trebbie, stanno raggiungendo medie di 27-30 quintali/ ettaro. Si vedrà, poi, cosa succederà nelle zone di alta collina, normalmente meno produttive, in cui i raccolti inizieranno tra una decina di giorni.</p>
<p >Dal punto di vista dei prezzi, però, regna una grande depressione e si temono ulteriori ribassi, viste le rese discrete: ad oggi i prezzi sono sui 28 euro/ quintale, mentre chi fa filiera gode di un beneficio non superiore ai 2 euro/ quintale. Anche chi coltiva frumento in regime biologico non è contento, perchè i prezzi sono prossimi a quelli del prodotto in convenzionale. Molti produttori sono sconsolati: sono a rischio gli investimenti fatti di chi non ha mollato e, se il mercato prosegue con il trend negativo, si teme la chiusura di numerose attività.</p>
<h2 >La testimonianza dal campo</h2>
<p >La testimonianza dai campi ci viene da Emilio Vesia, agricoltore della collina materana, che quest&#8217;anno ha deciso di non seminare grano, dopo i pessimi risultati dell&#8217;anno scorso e la lunga siccità che ha colpito il meridione negli ultimi anni. A Grano italiano lascia il suo messaggio fortemente negativo, dando voce a tanti cerealicoltori del Sud Italia: ci dichiara, infatti, di non essere per nulla pentito della sua scelta di non seminare nell&#8217;autunno 2024; le sue attività sono ferme ormai da  due anni e la sua produzione è totalmente destinata all&#8217;autoconsumo. Il suo pensiero è condiviso da tanti colleghi dell&#8217;areale della collina materana, convinti che la cerealicoltura italiana stia attraversando il periodo più difficile degli ultimi anni.</p>
<p ><em>Seguono alcune foto dei campi della collina materana inviateci da Emilio Vesia.</em></p>

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<p>&nbsp;</p>
<p ><em>Foto di Emilio Vesia</em></p>
<p ><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>BUONE PROSPETTIVE PER IL FRUMENTO IN PUGLIA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/buone-prospettive-per-il-frumento-in-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 22:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poca pioggia e una buona semina: il frumento in Puglia ha ottime prospettive di resa per il 2025</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Puglia c&#8217;è stata poca pioggia e la semina del frumento procede bene. Ce lo racconta Elio Lo Conte, di Cerignola, amministratore e responsabile cereali di Pineta srl.</p>
<h2>La semina 2025</h2>
<p>«Noi coltiviamo e siamo un centro di stoccaggio. Seguiamo circa 500 aziende agricole, per una superficie di circa 8.000 ettari di cereali. Gli ultimi mesi dell&#8217;anno, verso novembre, che è il periodo solito del nostro territorio per le semine dei cereali, sono stati caldi e poco piovosi. Le operazioni sono state un po’ rallentate e c&#8217;era molta titubanza nel seminare o meno. Poi dicembre ha recuperato il terreno perso, quindi le semine sono state le solite a livello di superfici. Confrontandomi con dei colleghi della provincia di Foggia, abbiamo seminato qualcosina in più in percentuale rispetto agli scorsi anni».</p>
<p>La situazione è addirittura migliore rispetto all&#8217;anno passato. «Abbiamo avuto un ottimo accestimento della coltura, cosa che l&#8217;anno scorso era venuta un po&#8217; a mancare per le temperature calde di dicembre e gennaio. Quest&#8217;anno le condizioni, almeno al momento, sono ottime, però comunque stiamo con una pioggia avuta veramente con il contagocce».</p>
<h2>Situazione piogge</h2>
<p>«Ora siamo nella fase cruciale della cultura, in levata – spiega Lo Conte –. Se dovesse esserci molta pioggia nelle prossime settimane, sicuramente si potrebbe anche pensare ad avere un ottimo primo raccolto di frumento, però il ciclo fondamentale è quello che viene, quindi nelle prossime settimane, e abbiamo necessità di un po&#8217; di pioggia per il frumento».</p>
<p>Situazione ben diversa rispetto al Nord Italia. «Al Nord mi dicono &#8220;Non ne possiamo più della pioggia. Questa pioggia danneggia il frumento&#8221;. Nella parte nostra della Puglia e in Calabria abbiamo avuto pochissima acqua rispetto a tutte le altre regioni. Le coltivazioni, almeno per quanto riguarda i cereali, ad oggi non mostrano segni di sofferenza, però ripeto, la parte, diciamo, fondamentale della cultura è quella che verrà nei prossimi 60 giorni».</p>
<figure id="attachment_5196" aria-describedby="caption-attachment-5196" style="width: 343px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-5196" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-300x225.jpeg" alt="" width="343" height="257" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-300x225.jpeg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-1024x768.jpeg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-768x576.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-1536x1152.jpeg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-370x278.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-270x203.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-570x428.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-740x555.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-80x60.jpeg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29-1320x990.jpeg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-03-20-at-09.21.29.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px" /><figcaption id="caption-attachment-5196" class="wp-caption-text">L&#8217;agricoltore Elio Lo Conte</figcaption></figure>
<h2>Nessun problema fitosanitario</h2>
<p>Lo Conte spiega che al momento non ci sono gravi situazioni dal punto di vista patologico, anche perché la stagione è abbastanza secca. «Poi quest&#8217;anno abbiamo quasi seminato il frumento in asciutto e, senza pioggia, c&#8217;è stata poca disponibilità idrica durante il periodo di riposo intercalare nella coltura dove solitamente le erbe emergono».</p>
<p>«Chi è riuscito, ha gestito la cosa con dei diserbi pre emergenza o post precoci – continua –. In questo momento con i diserbanti stiamo un po&#8217; rallentando, sempre per il discorso che se si effettua il diserbo e poi nelle prossime settimane non avremo pioggia, aumentano le temperature e andiamo a creare un danno al frumento anziché diciamo migliorarlo».</p>
<h2>Prezzi e prospettive</h2>
<p>È presto per fare una previsione di prezzo. «Il prezzo attuale può essere remunerativo, ma dipende dalle rese. Noi l&#8217;anno scorso, abbiamo avuto una resa media sotto le 1,5 tonnellate. Con quelle rese nessun prezzo di mercato poteva essere remunerativo, anzi gran parte delle aziende non ha coperto i costi di gestione.</p>
<p>Quindi, la questione prezzo la dobbiamo vedere soprattutto in funzione della resa che riusciremo ad ottenere. Quindi è presto. Devo dire che comunque alcuni costi sono diminuiti, dal seme ai fertilizzanti, anche se poi da fine gennaio c’è stata un&#8217;impennata».</p>
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<p><em>Autore: Rachele Callegari<br />
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		<title>PIOVE SUL BAGNATO: A RISCHIO IL FRUMENTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/piogge-frumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 23:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pioggia sta mettendo a rischio il raccolto del frumento nel Nord e Centro Italia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le piogge che continuano a cadere su gran parte di Nord e Centro Italia stanno causando molti problemi ai raccolti di frumento. Lo testimoniano tre agricoltori.</p>
<h2>Il Piemonte</h2>
<p>Roberto Gavio, cerealicoltore della provincia di Alessandria, ha ridotto ad un quinto la semina di frumento rispetto agli anni precedenti. Dai 22 ettari classici, quest’anno ne ha seminati cinque, a causa anche di un prezzo di mercato sempre più ridotto: «Non ho seminato il frumento proprio nel periodo indicato perché qui pioveva tanto e continua a farlo. La stragrande maggioranza delle semine sono state fatte in ritardo. Pochissimi sono riusciti ad entrare perché il terreno appunto era impraticabile per la pioggia. Si è fatta la prima concimazione azotata 20 giorni fa, ma le colture sono ancora piuttosto indietro.</p>
<p>Noto anche che c&#8217;è stato poco accestimento, normalmente in questa stagione si vedeva già il terreno coperto, ora invece più del 50% è ancora indietro. Fa fatica a sviluppare perché il terreno non era giusto, era molto umido, bagnato, in certi punti c&#8217;era ancora il fango quando si è seminato».</p>
<p>Anche l&#8217;anno scorso, spiega Gavio, hanno avuto lo stesso problema: una primavera piovosa, anche i trattamenti fungicidi non hanno avuto l&#8217;effetto che dovevano avere e il clima freddo è stato freddo. Il che ha comportato produzioni basse e di qualità non eccezionale.</p>
<p>Ma il vero problema è il mercato: «Abbiamo dei prezzi che sono a dir poco scandalosi, soprattutto se si confrontano con il prezzo del prodotto finito. Il pane mediamente costa 4-5 euro. Il grano, anche di minore qualità, siamo sui 24-25 euro al quintale. E sui grani fini, di forza e panificabili superiori, siamo intorno ai 28-30 euro, che comunque coprono a malapena i costi di gestione. Il frumento tenero oggi non dovrebbe essere pagato all&#8217;agricoltore meno di 40 euro al quintale per avere un po’ di margine».</p>
<p>Una delle questioni più preoccupanti, spiega ancora Gavio, è quella dell’importazione: «Noi importiamo tantissimi prodotti grezzi, semilavorati, finiti a cui a volte basta solo una minima lavorazione in Italia per diventare “prodotto italiano”, ma italiano non è. E l&#8217;importazione è quella che ci butta giù i prezzi, perché i prezzi delle nostre produzioni sono calcolati sui prezzi dei prodotti di importazione. Ma è chiaro che noi abbiamo delle spese diverse, molto superiori. Qui ci sono molte aziende che sono in difficoltà, che non sanno se continueranno perché un anno o due così e saranno costretti a chiudere. Serve un intervento di politica economica che salvaguardi il settore agricolo».</p>
<h2>Il Veneto</h2>
<p>La situazione piogge per il frumento non è migliore a Nord Est. Alberto Protti, agricoltore della provincia di Rovigo, ha seminato quest’anno 115 ettari fra frumento duro e tenero «ma non so come andrà, perché qui continua a piovere. Ha attecchito poco, devo ancora concimarlo perché non riusciamo a entrare».</p>
<p>L’anno scorso la resa è stata buona, ma da qualche anno il problema sono i funghi: «Adesso dobbiamo fare due trattamenti per i funghi, c&#8217;è qualcuno che inizia a farne anche tre. Noi 20 anni fa ne facevamo uno, qualcuno proprio non lo faceva. Ora il tempo sta cambiando e si vede».</p>
<p>Anche Protti ammette che il prezzo è in decrescita, soprattutto il tenero. «Copre l&#8217;investimento perché facciamo delle buone medie, delle buone rese. Però abbiamo i costi più alti, sia delle materie prime tipo concimi, gasolio e manodopera, sia sul prezzo finale. Per questo diversifichiamo e oltre al grano, coltiviamo erba medica, barbabietola da zucchero mais, soia e noci».</p>
<h2>La Toscana</h2>
<p>Piogge continue mettono a rischio il frumento anche in Toscana. Alessandro Cinughi, agricoltore della provincia di Siena: «Quest&#8217;anno le semine state piuttosto scarse, sia di frumento duro che di frumento tenero, perché purtroppo è dall&#8217;ultima la decade di settembre che piove continuamente. Quindi le finestre anche per fare delle semine di colture invernali sono state abbastanza poche. Io nelle mie aziende ho seminato poco grano sia duro che tenero e purtroppo ad ora non si vedono neanche grandi risultati in campo proprio perché, secondo me, la stagione da un punto di vista meteorologico non è stata adatta. Ci saranno malerbe da dover gestire a primavera e ci sono state anche delle problematiche per fare le concimazioni azotate invernali perché le condizioni del terreno non sono delle migliori. Di semine di grano tenero e duro, quest&#8217;anno siamo in intorno ai 50 ettari, per cui una semina veramente piccola rispetto al normale».</p>
<p>L&#8217;anno scorso, continua Cinughi, le semine erano maggiori da un punto di vista di superfici. La stagione era stata più agevole e quindi anche i risultati sulle rese in confronto all&#8217;anno ancora precedente erano stati migliori. «Quest&#8217;anno, invece, io vedo un&#8217;annata piuttosto critica, sia per le quantità che anche per la qualità delle colture. Se non smette di piovere, diventa veramente un problema. Rimane qualche giorno di tempo buono che poi magari potrebbe anche dare modo di entrare nei campi e di fare delle lavorazioni, ma poi dopo ripiove e si ricomincia da capo».</p>
<p>Come per il cerealicoltore del Veneto, anche per Cinughi «la problematica più grave che abbiamo riscontrato negli ultimi anni è che oggi, quando si arriva a primavera inoltrata, bisogna entrare con i prodotti fungicidi ormai dappertutto, sia nel grano tenero che nel grano duro perché le malattie su sulle foglie, tipo ruggine o oidio, septoria, ormai non sono più gestibili senza una un&#8217;adeguata copertura. Adesso bisogna prevedere praticamente su tutte le superfici il trattamento fungicida al pari del diserbo».</p>
<p>Sul fronte del mercato, concorda con le altre testimonianze: «Il prezzo dell&#8217;ultimo anno è stato mediamente inferiore del 30% rispetto all&#8217;anno precedente. Se si ripete il prezzo dell&#8217;anno 2024 anche quest&#8217;anno non ci rientriamo con le spese. Dobbiamo diversificare: in primavera prevediamo di piantare trifoglio, girasole, sorgo e mais. Oggi è bene suddividere le varie tipologie di colture perché il rischio è sempre piuttosto elevato, i costi anche e quindi fare solamente una o due colture non è più possibile».</p>
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<p><em>Autore: Rachele Callegari<br />
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		<title>LA MORSA PIOGGIA-CALDO SULLE PROVE CREA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pioggia-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 22:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[Florimonde Desprez]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[prove varietali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Concludiamo l'analisi dei dati del frumento tenero con Florimond Desprez</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Concludiamo le reazioni sui <a href="https://granoitaliano.eu/risultati-rete-tenero-2024/" target="_blank" rel="noopener">dati Crea</a> che abbiamo pubblicato il 4 settembre, chiedendo il commento di Massimiliano Azzi, responsabile commerciale Italia Florimond Desprez.</p>
<h2>Gli effetti della morsa pioggia-caldo</h2>
<p>La sua analisi parte dalla considerazione che l’annata è stata «complicata dal punto di vista delle precipitazioni, con un clima più temperato e piovoso al nord che ha sfavorito il peso ettolitrico». Al contrario, continua Azzi «un clima caldo e secco al sud ha penalizzato le rese. Le due varietà di costituzione Florimond Desprez hanno evidenziato comportamenti diversi. Providence è una varietà più equilibrata, con una resa generalmente superiore alle medie e più stabile, adattabile a diverse condizioni climatiche, rendendola una scelta versatile per agricoltori che puntano sia alla quantità che a una qualità elevata del prodotto finale. La sua produzione è competitiva nelle regioni del <a href="https://granoitaliano.eu/rete-tenero-2024-centro/" target="_blank" rel="noopener">Centro</a>-nord. Garbino (nella foto) invece è una varietà che eccelle nella qualità, con un ottimo contenuto proteico e un peso ettolitrico elevato, rendendola ideale per produzioni di grano di alta qualità, sicuramente la sua area più vocata è il centro-Italia».</p>
<h2>Qualità tra le migliori degli ultimi 10 anni</h2>
<p>In generale, guardando nel complesso del raccolto italiano, la qualità del grano tenero, soprattutto in termini di peso specifico e contenuto proteico, è risultata tra le migliori degli ultimi dieci anni, ma le quantità sono state inferiori a causa delle condizioni climatiche avverse. Tuttavia, il crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori e l’aumento dei costi di produzione stanno creando una situazione insostenibile per molte aziende e, senza interventi, il settore rischia di subire ulteriori danni.</p>
<p><em>Autore: Ivan Torneo</em></p>
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		<title>IL GRANO CAMPANO NON E&#8217; RIMASTO ALL&#8217;ASCIUTTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 22:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La raccolta del grano campano nella testimonianza di un ammassatore</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La raccolta del grano in Campania di quest’anno è stata positiva. A certificarlo sono gli stessi produttori e ammassatori che lavorano nelle zone in cui si produce più frumento. Per quanto non sia una regione focalizzata sulla produzione del grano – come la Puglia o la Sicilia – la Campania può vantare una superficie media di terreni destinati al frumento pari a circa 40mila ettari. Una considerevole parte di essi si trovano nella provincia di Avellino.</p>
<h2><strong>Campania: raccolta bagnata al momento sbagliato </strong></h2>
<p>E proprio nell’avellinese è attiva la dottoressa Giovanna La Penna, ammassatrice di grano ed esperta del settore. «Diciamo che abbiamo avuto una media intorno ai 40 quintali a ettaro, forse anche qualcosa in più e di buona qualità. Anzi ottima qualità fino a un certo momento, poi buona dopo due a quattro giorni dai primi arrivi, perché quando arriva l&#8217;acqua, si sa, il grano perde di colore, di peso specifico, di proteine».</p>
<p>Un’acqua che è arrivata tra il 4 e il 5 luglio, che in un’annata normale non avrebbe fatto particolari danni, ma «quest&#8217;anno è stata un&#8217;annata particolare, eccezionalmente anticipata su tutti i fronti. Ci siamo ritrovati che il 29 giugno si iniziava a raccogliere, anche 15 giorni prima rispetto alla norma», racconta La Penna.</p>
<p>Una situazione completamente opposta a quella della vicina Puglia, che al contrario si è trovata a fronteggiare una siccità che ha diminuito in modo consistente le rese. « Qui la siccità non l&#8217;abbiamo sentita», racconta La Penna, «ma più giù, in Puglia, ci sono zone che veramente sono in ginocchio».</p>
<h2><strong>La fusariosi della spiga</strong></h2>
<p>Non sono mancate le avversità e le fitopatie che hanno messo in difficoltà gli agricoltori. «Quest&#8217;anno c’è stata un pochino di fusariosi della spiga (una malattia fungina che secca le spighe) nella fase finale», spiega La Penna. «Quindi si è dovuti intervenire. Chi l&#8217;ha fatto ha visto i risultati. Chi non l&#8217;ha fatto ha perso la maggior parte dell&#8217;accordo. Se non seguiti da una figura tecnica che sia in grado di riconoscere la malattia e che sappia come curarla, nella maggior parte dei casi si perde la raccolta se si rimane senza agire».</p>
<p>L’analisi continuerà domani.</p>
<p><em>Autore: Ivan Torneo</em></p>
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		<title>RACCOLTO DIFFICILE IN PIEMONTE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/raccolto-difficile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 13:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[alessandria]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=2550</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le piogge hanno favorito le infestanti e ritardano la trebbiatura</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Annata difficile per il frumento tenero, iniziata meglio ma terminata peggio, con piogge frequenti che hanno reso troppo spesso i campi impraticabili e determinato difficoltà nello svolgimento delle operazioni di diserbo e fungine, effettuate con un certo ritardo. Le difficoltà, quindi, si avranno in fase di raccolta, anche a causa di piante allettate dal maltempo. Queste considerazioni possono essere fatte per le zone dedicate a grano, non solo in Piemonte ma anche in Lombardia. Si sono visti tagli per l&#8217;orzo ma quelli per il frumento risultano davvero complicati. Abbiamo raccolto la testimonianza di Roberto Gavio, cerealicoltore della zona di Alessandria, che ci ha dichiarato di vivere «una vera e propria corsa ad ostacoli in campagna, questa primavera».</p>
<h2>Tante infestanti in campo</h2>
<p>Ecco cosa ci ha raccontato: «Mentre le parlo, qui in provincia di Alessandria sta piovendo: questa primavera è una vera corsa ad ostacoli in campagna. Ad oggi non vi sono state trebbiature di cereali, se non pochi tagli di orzo. Inoltre, ieri, facendo un attento sopralluogo nei miei terreni a grano, ho visto in parecchie zone la presenza di infestanti, graminacee nel mio caso, ma anche di altre specie in molte altre situazioni. Questo, nonostante sia riuscito a effettuare gli interventi erbicidi primaverili nei tempi idonei&#8230;.evidentemente le condizioni sono state favorevoli alla nascita scalare delle infestanti fino ad oggi. Si pensi, poi, che non tutte le aziende sono riuscite a effettuare i diserbi nei tempi appropriati, ma in ritardo, a causa del maltempo: i campi spesso non erano assolutamente accessibili perchè zuppi di acqua».</p>
<h2>Ritardi nel raccolto</h2>
<p>L&#8217;andamento metereologico delle ultime settimane, molto piovoso e umido, sta causando ritardo nelle operazioni di trebbiatura: gli agricoltori della zona, come Roberto Gavio, sono costretti a rimandare l&#8217;ingresso in campo con la mietitrebbia anche di 2-3 settimane. Oltre all&#8217;impraticabilità dei terreni, c&#8217;è un rischio legato alla conservabilità del prodotto a causa dei livelli di umidità elevati.</p>
<p>Roberto Gavio, infatti, ci dice: «Discutendone con lo stoccatore e acquirente del mio grano, abbiamo concordato di posticipare la raccolta di circa 15/ 20 giorni, rispetto al periodo ipotizzato in precedenza. Questo per motivi di conservabilità, a causa del probabile aumento di umidità della granella in raccolta per la presenza di vegetazione non completamente essicata. Ma anche per il miglior lavoro della mietitrebbia<br />
nelle separazione e raccolta. Nella mia provincia, ad Alessandria, questa situazione è piuttosto diffusa».</p>
<p><em>Di seguito le foto dei campi inviateci da Roberto Gavio nella zona di Alessandria: si notano le ampie zone invase da infestanti.</em></p>

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<p><em>Fonte immagini: Roberto Gavio</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio<br />
</em></p>
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		<title>PIOVE SULLE TREBBIE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/piove-sulle-trebbie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 16:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[bertone]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=2538</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il raccolto del frumento arranca al Nord: il commento di Bertone</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Piove sulle mietitrebbie ferme. Il maltempo sta fermando il raccolto di frumento tenero al Nord. Mancano ancora i dati sulle quantità e sulla qualità (i molini aspettano di verificare la presenza del DON, ad esempio) per trarre delle conclusioni. Ne è convinto Massimo Bertone, (Amministratore Delegato di Bertone Sementi SpA ).</p>
<p>«Non si riesce a raccogliere neanche in collina &#8211; ci racconta &#8211; dove riemergono antiche sorgenti. Piogge così intense non si vedevano da anni, non dico che sia tutto effetto del cambiamento climatico ma effettivamente ci troviamo di fronte a una situazione che gli agricoltori e tutta la filiera cerealicola non erano preparati ad affrontare».</p>
<p>Il ritardo delle operazioni di raccolta condizionerà la resa e la qualità del frumento. «Se si alletta la mietitrebbia non può far miracoli» conferma Bertone, secondo cui «non è una bella campagna per nessuna coltura». Le previsioni sono off limits in questa situazione.</p>
<p>Al momento si è iniziato a trebbiare l&#8217;orzo, che mostra produzioni bassine, ma per avere delle indicazioni ci vorrà un periodo di bel tempo che permetta una continuità nelle operazioni di trebbiatura e non un continuo cambiamento nelle previsioni meteo che influisce negativamente sull’andamento della raccolta.</p>
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<div>
<p><em>Autore: Paolo Viana<br />
</em></p>
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