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	<title>Politica Agricola - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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		<title>PAC, IL PARLAMENTO ALZA IL CONTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 22:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Unico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La proposta del Parlamento UE punta a riportare la Pac post 2027 sopra quota 433 miliardi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/il-parlamento-alza-il-conto/">PAC, IL PARLAMENTO ALZA IL CONTO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="270" data-end="901">La partita sulla <strong data-start="287" data-end="304">Pac post 2027</strong> entra nella fase più politica e decisiva. Dopo mesi di confronto sul prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, il Parlamento europeo si prepara a chiedere un cambio di rotta netto rispetto all’impostazione della Commissione: più risorse per l’agricoltura, maggiore separazione della Pac dalle altre politiche europee e mantenimento dell’attuale architettura a due pilastri. Il rapporto, firmato da Siegfried Mureșan (del Partito Popolare Europeo) e Carla Tavares (dell&#8217;Alleanza Socialisti e Democratici), propone per la Pac 2028-2034 una dotazione di oltre <strong data-start="838" data-end="862">433 miliardi di euro</strong>.</p>
<p data-start="903" data-end="1099"><strong data-start="903" data-end="1099">Per cerealicoltori e imprese agricole non è un dettaglio tecnico: da questo negoziato dipenderanno pagamenti diretti, sviluppo rurale, misure di crisi e capacità di investimento delle aziende.</strong></p>
<h2 data-section-id="1gvw8po" data-start="1101" data-end="1137">Cosa chiede il Parlamento europeo</h2>
<p data-start="1139" data-end="1618">La proposta parlamentare votata in Commissione Bilancio il 22 aprile prevede una Pac da oltre 433 miliardi, così ripartita: <strong data-start="1219" data-end="1264">320,2 miliardi per gli aiuti al reddito</strong>, <strong data-start="1266" data-end="1307">106,4 miliardi per gli interventi dello sviluppo rurale</strong> e <strong data-start="1310" data-end="1350">6,4 miliardi per la riserva di crisi (Unity safety net)</strong>. Il punto politico è altrettanto rilevante: la proposta chiede un bilancio agricolo separato e il mantenimento della struttura a due pilastri, cioè pagamenti diretti e misure di mercato da una parte, sviluppo rurale dall’altra.</p>
<p data-start="1620" data-end="2181">La posizione nasce come risposta alla proposta della Commissione europea per il periodo 2028-2034, che inserisce la Pac nei nuovi <strong data-start="1750" data-end="1797">Piani nazionali e regionali di partenariato</strong> e in un fondo più ampio da 865 miliardi, destinato non solo all’agricoltura ma anche ad altre politiche. Nella proposta della Commissione, almeno 300 miliardi sarebbero comunque “protetti” per sostegno al reddito e crisi, di cui 293,7 miliardi per il sostegno al reddito e 6,3 miliardi per una rete di sicurezza in caso di turbolenze di mercato.</p>
<h2 data-section-id="pg6kbf" data-start="2183" data-end="2217">Perché il fondo unico preoccupa</h2>
<p data-start="2219" data-end="2631">Il tema non è solo quanti soldi ci saranno, ma anche <strong data-start="2272" data-end="2325">quanto saranno leggibili, vincolati e prevedibili</strong>. Il Parlamento europeo, le organizzazioni agricole e diversi osservatori temono che l’inserimento della Pac in un contenitore finanziario più ampio possa indebolire la natura comune della politica agricola, lasciando più spazio alle scelte nazionali e aumentando il rischio di differenze tra Stati membri.</p>
<p data-start="2633" data-end="3035">La Corte dei conti europea ha già evidenziato alcune criticità: secondo i revisori Ue, l’architettura proposta può rendere meno prevedibili le risorse, complicare la programmazione e creare incertezza per i beneficiari. Inoltre, l’assenza di un fondo agricolo specifico rappresenterebbe una discontinuità storica per una politica nata come politica comune europea.</p>
<h2 data-section-id="8cy88v" data-start="3037" data-end="3076">Cosa interessa alle aziende agricole</h2>
<p data-start="3078" data-end="3391">Per le imprese cerealicole, il punto centrale resta la stabilità del reddito. I pagamenti diretti non risolvono i problemi strutturali del mercato, ma rappresentano ancora una componente decisiva in settori esposti a volatilità dei prezzi, concorrenza internazionale, costi tecnici elevati e incertezza climatica.</p>
<p data-start="3393" data-end="3759">Nel caso del grano duro, Confagricoltura aveva collegato la discussione sulla Pac alla crisi di alcune filiere, segnalando il calo delle quotazioni, l’instabilità della domanda e dell’offerta e la pressione delle importazioni. Da qui la richiesta di strumenti capaci di garantire liquidità, reddito e fiducia in vista delle semine.</p>
<p data-start="3761" data-end="4268">Anche Cia-Agricoltori Italiani aveva insistito su tre parole chiave: risorse, governance e vincoli di destinazione. La posizione è chiara: evitare che la Pac venga dispersa nei Piani di partenariato e mantenere regolamenti specifici per agricoltura e Ocm. Coldiretti, già nel confronto sulla proposta post 2027, aveva indicato come priorità una Pac forte, con bilancio dedicato e adeguato, legandola alla sovranità alimentare europea.</p>
<h2 data-section-id="11yge0x" data-start="4270" data-end="4296">La partita non è chiusa</h2>
<p data-start="4298" data-end="4593">La proposta del Parlamento europeo non chiude il negoziato. Dopo il voto in plenaria, si apre una fase di confronto con Commissione e Consiglio, dove peseranno le posizioni degli Stati membri, il tema del rimborso del debito Next Generation EU e la pressione di nuove priorità europee, dalla difesa alla competitività.</p>
<p data-start="4595" data-end="4879"><strong data-start="4595" data-end="4879">Per l’agricoltura italiana il segnale politico è però importante: il Parlamento europeo sta provando a rimettere la Pac al centro del bilancio Ue, non come residuo da comprimere ma come infrastruttura economica per sicurezza alimentare, presidio dei territori e tenuta produttiva.</strong></p>
<p data-start="4881" data-end="5228">Per le aziende agricole, il punto da seguire nei prossimi mesi sarà duplice: l’entità finale delle risorse e il grado di vincolo agricolo dei fondi. Perché una Pac più ricca, ma meno chiara o più frammentata, rischierebbe comunque di offrire meno certezze proprio a chi deve programmare semine, investimenti e scelte tecniche con anni di anticipo.</p>
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