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	<title>rovigo - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Jul 2026 13:26:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>rovigo - Grano Italiano</title>
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		<title>POLESINE, IL GRANO PREMIA LA TECNICA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/polesine-il-grano-premia-la-tecnica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 22:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
		<category><![CDATA[rese]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Polesine il raccolto 2026 ha raggiunto rese elevate e buona sanità, ma la gestione agronomica ha fatto la differenza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il raccolto 2026 del frumento in Polesine restituisce un bilancio complessivamente positivo ma non uniforme. Nei campi gestiti con continuità tecnica, le rese sono state elevate e la granella sana; dove, invece, si è ridotto l’investimento o si sono concentrati gli interventi, quantità e qualità sono scese.</p>
<p>È il quadro tracciato da <strong>Arnaldo Bovolenta</strong>, amministratore delegato di PSP – Produttori Sementi Polesani, agricoltore e tecnico attivo tra Veneto ed Emilia-Romagna.</p>
<p>«È stata un’annata che, tutto sommato, è andata bene. Abbiamo ottenuto produzioni importanti, soprattutto nelle aziende che sanno gestire il grano», osserva Bovolenta.</p>
<p>In diversi casi il frumento tenero ha raggiunto <strong>80-100 quintali per ettaro</strong>, con buoni pesi specifici e una pressione contenuta delle micotossine. Il limite più frequente è stato il tenore proteico, non sempre coerente con le attese dei grani di forza e del duro.</p>
<h2><strong>Radici, nutrizione e foglia bandiera</strong></h2>
<p>Il primo passaggio è la sistemazione del suolo. Una preparazione accurata è utile al fine di prevenire ristagni per favorire e consentire alla coltura di utilizzare al meglio acqua e nutrienti nelle fasi finali.</p>
<p>L’obiettivo è arrivare tra il 10 e il 20 maggio con una pianta ben accestita, sana e capace di affrontare gli stress idrici e termici.</p>
<p>Nel protocollo seguito da Bovolenta, l’azoto viene frazionato: un primo apporto moderato in accestimento, uno più consistente in levata e, per le produzioni di maggiore qualità, una chiusura finalizzata a sostenere proteine e attività fotosintetica.</p>
<p>«La fase di levata è decisiva: lì ci giochiamo una parte importante della produzione. Ma anche l’ultimo intervento di nutrizione può fare la differenza sui parametri molitori».</p>
<p>Il frazionamento riduce il rischio di concentrare tutto l’investimento in un unico momento e permette di adeguare la dose allo stato della coltura. Non basta, però, aumentare l’azoto: disponibilità idrica, apparato radicale, varietà e sanità fogliare determinano quanta parte del nutriente venga realmente assorbita e trasferita alla granella.</p>
<h2><strong>Difesa preventiva e sanità della granella</strong></h2>
<p>La protezione della <strong>foglia bandiera</strong> è un altro passaggio chiave. Oidio, ruggini e septoriosi possono ridurre precocemente la superficie fotosintetizzante, accorciando il riempimento della cariosside. A questi interventi di difesa si aggiunge quello mirato contro il Fusarium in prossimità dell’emissione delle antere, quando il rischio meteorologico lo richiede.</p>
<p>Nel 2026 la fase di maturazione e raccolta è stata relativamente favorevole alla sanità.</p>
<p>«Non abbiamo riscontrato problemi significativi di DON (Deossinivalenolo): questo è un risultato importante», afferma Bovolenta.</p>
<p>Il caldo e l’asciutto hanno limitato le infezioni tardive ma hanno anche accelerato la chiusura del ciclo. ARPAV descrive la primavera 2026 come la seconda più calda dal 1991, con temperature medie superiori di 1,6 °C e precipitazioni inferiori del 35% alla norma. Giugno ha, poi, registrato un’anomalia termica regionale di +3,1 °C e, in pianura, un deficit di pioggia del 34%.</p>
<p>Queste condizioni aiutano a spiegare la buona sanità ma anche le proteine talvolta medio-basse e le differenze marcate tra i campi.</p>
<h2><strong>Un risultato in linea con l’Italia</strong></h2>
<p>Il quadro polesano riflette quello nazionale. Italmopa stima per il 2026 circa <strong>3 milioni di tonnellate di frumento tenero</strong>, il 10% in più rispetto al 2025, con qualità merceologica soddisfacente. Per il duro la produzione supera 4 milioni di tonnellate, ma cala di circa il 4%, mentre il tenore proteico risulta mediamente inferiore.</p>
<p>Per Bovolenta la risposta non può essere ridurre indiscriminatamente la tecnica: «Con i costi attuali, nel nostro areale abbiamo bisogno di produzioni elevate. Se non produciamo, il frumento non regge economicamente».</p>
<p>Genetica, nutrizione e difesa devono, quindi, essere integrate, scegliendo varietà capaci di coniugare potenziale produttivo, resistenza alle fitopatie e qualità richiesta dalle filiere. Il 2026 dimostra che il risultato è possibile ma solo quando ogni passaggio agronomico viene programmato.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>PASTA VENETA: SI ALLA FILIERA CORTA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pasta-veneta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 07:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[filiera corta]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La strategia di Enrico Toso, giovane imprenditore agricolo della provincia di Rovigo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico Toso, imprenditore agricolo di Lusia (Rovigo) e Presidente dei Giovani di Confagricoltura della provincia, da circa 10 anni gestisce il progetto della Corte dei Sapori e conduce l&#8217;omonima azienda agricola insieme al padre. L&#8217;attività principale dell&#8217;azienda è l&#8217;allevamento dei suini, arrivati nel tempo a circa 500 capi, affiancata dalla coltivazione di una ventina di ettari di terra. Le colture sono destinate in parte all&#8217;impiego nell&#8217;allevamento interno e, in parte, alle filiere interne: l&#8217;obiettivo di Enrico Toso è di arrivare a chiudere il ciclo aziendale nel prossimo futuro, anche grazie al progetto di una linea di birra a marchio proprio.</p>
<h2>Una filiera interna completa</h2>
<p>«Corte dei Sapori è un&#8217;azienda giovane», ci dice Enrico Toso, «e che si sta evolvendo nel tempo. Abbiamo una filiera per la vendita diretta grazie a due punti vendita e un sito di e-commerce. La filiera produttiva della pasta realizzata con il nostro frumento duro sarà affiancata dalla produzione di birra a marchio interno, prodotta sempre con il nostro orzo». I progetti per la prossima stagione sono di ricoprire circa metà dell&#8217;azienda con cereali autunno vernini, tra frumento duro e orzo: tutti i prodotti sono destinati ai canali di vendita aziendali, negozi fisici e online. Questa strategia è premiante in un momento di grande difficoltà dei mercati, con i prezzi del frumento in discesa e fenomeni meteorologici che penalizzano le produzioni dell&#8217;areale.</p>
<p>E conclude: «le varietà di frumento duro che selezioneremo sono quelle particolarmente precoci, in quanto impieghiamo i terreni per le semine di soia di secondo raccolto. Anche il contenuto proteico che la varietà può raggiungere è fondamentale per noi, per poter produrre una pasta di buona qualità con il nostro marchio».</p>
<h2>La stagione 2024-25</h2>
<p>La stagione 24-25, ci racconta Enrico Toso, non è stata particolarmente positiva. Nella zona le rese di frumento duro si sono assestate sui 55-60 quintali/ettaro; anche l&#8217;orzo non ha dato soddisfazioni, non tanto per la produttività ma per il peso specifico basso. Nell&#8217;azienda dell&#8217;agricoltore le problematiche non sono state tanto nei ritardi delle semine, quanto nelle piogge che hanno reso complesso l&#8217;ingresso in campo per le operazioni colturali. «Sia nel mese di febbraio che in primavera»  ci racconta, «abbiamo avuto difficoltà ad entrare in campo nelle finestre giuste: non solo per le concimazioni ma anche per i diserbi e i trattamenti contro le patologie fungine. Il grano ha sofferto anche per le piogge di fine stagione, particolarmente intense e inattese. I diserbi, poi, non sono più efficaci come una volta, con i pochi principi attivi che abbiamo a disposizione».</p>
<h2>Le strategie dei giovani a Rovigo</h2>
<p>Abbiamo chiesto a Enrico Toso quali strategie stanno mettendo in atto i giovani cerealicoltori della provincia di Rovigo per sostenere le loro aziende in un momento di difficoltà, tra andamenti meteorologici complessi e mercati che non premiano i produttori. «Solitamente i giovani si appoggiano ai consorzi locali: sono poche le realtà che vedono in azienda una filiera di produzione e vendita interna come la nostra. Diversi sono i casi di adesione a contratti di filiera con la grande industria alimentare nazionale. Anche in questo caso, però, le aziende spesso finiscono per trovarsi in difficoltà: sebbene i prezzi promessi siano più alti, si presentano spesso criticità quando le produzioni sono più basse o le caratteristiche del prodotto si discostano da quelle esattamente stabilite nei contratti».</p>
<p>Secondo l&#8217;agricoltore, infatti, con la variabilità stagionale degli ultimi anni anche le aziende guidata da giovani fanno presto ad andare in crisi. E&#8217; vero che la filiera promossa dalla grande industria sta spingendo sulla produzione di frumento nel Veneto ma è altrettanto vero, secondo Enrico Toso, che gli agricoltori, una volta fatti i conti a fine stagione, non si dichiarano sempre soddisfatti.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>RACCOLTO A DUE FACCE IN POLESINE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/polesine-due-facce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 22:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La temperatura di fine giugno, nel Polesine, è stata bollente nei campi di frumento e le operazioni di trebbiatura sono proseguite a tutto spiano. L&#8217;assenza di precipitazioni ha consentito di andare avanti spediti, con i grani che hanno chiuso il ciclo davvero in fretta, in concomitanza con l&#8217;aumento intenso delle temperature. Viene fuori un Polesine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La temperatura di fine giugno, nel Polesine, è stata bollente nei campi di frumento e le operazioni di trebbiatura sono proseguite a tutto spiano. L&#8217;assenza di precipitazioni ha consentito di andare avanti spediti, con i grani che hanno chiuso il ciclo davvero in fretta, in concomitanza con l&#8217;aumento intenso delle temperature. Viene fuori un Polesine a due facce, con soddisfazioni vista la complessità dell&#8217;annata ma mercati che non premiano il lavoro svolto dai cerealicoltori.</p>
<p>Il punto sul grano duro lo fa Arnaldo Bovolenta, PSP Sementi, che racconta a Grano italiano come le produzioni siano state discrete, se non ottime, considerando l&#8217;annata così complessa. Una delle varietà che porta ad esempio è il Rocaillou, di genetica francese, che negli ultimih anni dimostra di poter produrre molto bene, con un ottimo contenuto proteico che piace all&#8217;agroindustria italiana. Nonostante la variabilità meteorologica, Arnaldo Bovolenta non vede infezioni in campo, a dimostrazione di una strategia di difesa corretta ed efficace.</p>
<h2>Ma i mercati non premiano il duro</h2>
<p>La nota dolente, in particolare per il frumento duro, è data dai mercati che ritirano il prodotto a prezzi di 15-20 anni fa. Se consideriamo un valore intorno ai 30 euro/ quintale, significa che gli agricoltori più accorti riusciranno a pareggiare i costi, non portando a casa reddito. L&#8217;appello di Arnaldo Bovolenta è alle istituzioni locali e nazionali, affinchè si torni a pensare al mondo produttivo agricolo e alla coltura del grano, attività fondamentale per le nostre filiere produttive nazionali. Il Polesine, dice Bovolenta «ha grandi potenzialità produttive e competenze che portano a risultati che eguagliano quelli dei cugini francesi: ci vuole la volontà politica per sostenere il nostro grano a livello nazionale, prima di tutto».</p>
<h2>E la minima lavorazione?</h2>
<p>E chi ha fatto minima lavorazione? Le politiche comunitarie e regionali la premiano ma non è sempre la soluzione ideale qui, nelle terre del Polesine. Arnaldo Bovolenta invita a fare attenzione alle semine con minima lavorazione in successione a mais, i cui stocchi sono fonte di inoculo per infezioni fungine che portano, sicuramente, ad alti livelli di contaminazione da Deossinivalenolo (DON).</p>
<p>Se ci riferiamo alle rese, però, è chi ha terreni particolarmente pesanti che non è molto soddisfatto delle pratiche di lavorazioni ridotte del suolo. Ma la minima è un modo di lavorare a cui non si può non riferirsi, anche nel Polesine, perchè la via verso la riduzione delle emissioni in agricoltura per affrontare il cambiamento climatico passa anche da qui.</p>
<h2>Polesine a due facce</h2>
<p>Con l&#8217;aiuto di Pasqualino Simeoni, agricoltore, tecnico e vice presidente del Collegio dei Periti Agrari di Rovigo, Grano italiano ha fatto il punto sulle rese in questo grande areale dedicato ai cereali autunno vernini e che, ormai da anni, ospita territori estesi coltivati a frumento duro.</p>
<p>L&#8217;evidenza, dopo le operazioni di raccolta, è che le trebbiature siano fondamentalmente disomogenee, suddivisibili in due casistiche principali. Da un lato ci sono i terreni di chi è riuscito a seminare abbastanza bene, con umidità dei suoli accettabile, tra la fine di ottobre e la prima metà di dicembre: qui la coltura ha avuto un decorso decorso vegetativo più nella norma, così come è stato più regolare il riempimento della granella. Gli agricoltori che hanno seminato, invece, con terreni pesanti e molto umidi, magari in successione ad una soia raccolta nelle pessime condizioni di novembre 2024, hanno avuto un deficit di investimento che le piante non sono riuscite a compensare.</p>
<p>In merito alle malerbe, Pasqualino Simeoni ci dice: «questo clima piovoso, sia nella prima parte dell&#8217;inverno che della primavera, ha stimolato la nascita delle graminacee e le operazioni di contenimento sono state problematiche. Gli agricoltori che le hanno eseguite hanno potuto avere impianti puliti in fase di maturazione e raccolta. Chi, invece, non è intervenuto per risparmiare sui costi, si è trovato con una situazione particolarmente complicata».</p>
<h2>Le rese del Polesine&#8230;</h2>
<p>Sulle rese, nell&#8217;areale del Polesine le medesime varietà hanno avuto comportamenti diversi, in base alla natura dei terreni e alle zone: le produzioni registrate vanno dai 50 quintali/ ettaro a punte di 70, mentre sono poche le aziende che hanno raggiunto valori di 70-80. Nella media, quindi, si va 56-57 a 63-64 quintali/ ettaro, con pesi specifici talvolta buoni, talvolta medio-bassi e con livelli di proteina carenti. Pasqualino Simeoni specifica che «i frumenti duri si sono difesi dal punto di vista produttivo ma l&#8217;eccesso di piogge ad inizio inverno e inizio primavera, seguiti dal secco di fine primavera, hanno portato ad avere piante squilibrate, con una granella caratterizzata da un marcato deficit proteico. Sono pochi, infatti, i casi in cui i duri hanno registrato proteine oltre i 13,5; molte partite si assestano su valori tra 11,5 e 12, massimo 12,7-13».</p>
<h2>Polesine: campagna 24-25 in sintesi</h2>
<p>Secondo Pasqualino Simeoni, quindi, ci si appresta a chiudere una campagna con rese variabili, ma nella media, e livelli qualitativi medio-scarsi. Le infezioni da Fusarium e i livelli di DON, invece, sono bassi, a conferma di un&#8217;ottima impostazione di difesa dalle patologie della spiga.  Le preoccupazioni degli agricoltori della zona, però, sono relative ai prezzi, perchè le difficoltà di questa annata non sembrano poter essere compensate da valorizzazioni medio-alte: gli esordi delle quotazioni sono, infatti, timidi.</p>
<p>Se facciamo una valutazione dal punto di vista varietale, i tecnici sono contenti delle performance raggiunte da certe varietà di frumenti biscottieri, per i quali sono sufficienti peso specifico e tenore proteico bassi, anche perchè tollerano bene le semine tardive. Più di tutti, secondo Pasqualino Simeoni, pagano i grani di forza, con produzioni che vanno dai 55 ai 62-63 quintali/ ettaro. «Rispetto al passato, con rese di 77-83 quintali/ ettaro, è una delusione»; e conclude «tra i duri, infine, si è fatto notare Platone, così come altre varietà che si sono distinte in modo variabile e su appezzamenti più piccoli».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>RESE PIU&#8217; BASSE IN VENETO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/rese-piu-basse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 22:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
		<category><![CDATA[rese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di Chiara Dossi sul raccolto di frumento e orzo</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/rese-piu-basse/">RESE PIU&#8217; BASSE IN VENETO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3333" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240-300x164.jpeg" alt="più grani di forza" width="300" height="164" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240-300x164.jpeg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240-1024x561.jpeg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240-768x421.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240-370x203.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240-270x148.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240-570x312.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240-740x406.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/09/chiara_dossi_granoitaliano-e1725874081240.jpeg 1058w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Anche in Veneto, nella provincia di Rovigo, la stagione del frumento e dei cereali vernini volge al termine, con trebbiature a pieno ritmo per l&#8217;assenza di precipitazioni. Grano italiano fa tappa ad Adria, nell&#8217;azienda di Chiara Dossi (nella foto), che coltiva sia frumenti che orzo e ci racconta come è andata la sua stagione, raccontandoci anche i risultati in termini di rese e qualità tre le diverse varietà.</p>
<p>Chiara Dossi è anche Presidente di Confagricoltura Donna Veneto, coinvolta nel progetto <em>Agrinet4women</em>, dal titolo “Le agricoltrici italiane si presentano all’Europa”, che si è concluso con l&#8217;evento finale il 1° luglio a Roma ( per saperne di più:<a href="https://www.agri-net.it/" target="_blank" rel="noopener"> https://www.agri-net.it/</a> &#8211; <em>Storie di agricoltura al femminile tra innovazione e sostenibilità</em>).</p>
<h2>Avvio di stagione difficile e meteo non favorevole</h2>
<p>Abbiamo chiesto a Chiara Dossi come si è evoluta l&#8217;annata dal punto di vista meteorologico e quali impatti si sono avuti sulle colture autunno-vernine. Ci conferma che «effettivamente la semina è avvenuta in un periodo di precipitazioni abbondanti e senza la possibilità di una ottimale preparazione de letto di semina, per cui sia il frumento che l’orzo sono nati in terreni impregnati d’acqua con rischi di asfissia, soprattutto nelle zone dove c’erano ristagni d’acqua». E prosegue: «tra l’altro, i successivi mesi sono stati caratterizzati da altre precipitazioni piovose, cui si sono aggiunte temperature piuttosto miti, motivo per cui si è assistito ad uno scarso, o addirittura nullo, accestimento». Chiara Dossi aggiunge che le temperature e l’umidità del terreno hanno comportato anche alla diffusione di malattie fungine in una fase precoce di crescita delle piante.</p>
<h2>Difesa e nutrizione hanno salvato l&#8217;annata</h2>
<p>Chiara Dossi ci racconta come si sono svolte le operazioni colturali tra diserbi, concimazioni e trattamenti fungicidi, e gli effetti su questa annata particolare. «Nella mia azienda» dichiara, «siamo riusciti ad eseguire i trattamenti di difesa e la nutrizione in modo abbastanza tempestivo, motivo per cui si è potuto assistere un miglioramento rispetto alla partenza piuttosto critica. Ciononostante, le ulteriori abbondanti piogge primaverili, unitamente alle basse temperature in un momento in cui la pianta stava cominciando a crescere, hanno compromesso la maturazione ed, infine, la resa del frumento duro e dell’orzo».</p>
<h2>Trebbiature spedite: quali risultati?</h2>
<p>In merito alle operazioni di raccolta, Chiara Dossi ci racconta che «la trebbiatura dell’orzo è avvenuta a metà giugno mentre i frumenti sono stati raccolti la terza settimana di giugno (dal 23 giugno). Le operazioni di raccolta sono avvenute senza criticità, in considerazione dell&#8217;assenza di precipitazioni in prossimità dell&#8217;epoca di trebbiatura».</p>
<p>Le aspettative sulle rese dei cereali autunno-vernini non erano alte, nella consapevolezza che l&#8217;annata non era stata particolarmente felice in questo areale. «L’orzo (distico)&#8221; ci dice Chiara Dossi «ha avuto una produzione inferiore del 40%, con circa 55 quintali/ettaro e circa 61 / 62.50 di proteina. Per il grano duro, abbiamo ottenuto 60 quintali/ ettaro (- 25%), con 75 di peso specifico. Il grano tenero biscottiero, invece, ha avuto rese decisamente migliori: ha superato per alcune varietà anche gli 85 quintali/ ettaro, con una media a pieno campo di 80 quintali/ettaro e una buona qualità».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>A ROVIGO LA FILIERA E&#8217; CONNESSA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/filiera-connessa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 19:41:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[orzo]]></category>
		<category><![CDATA[prove varietali]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
		<category><![CDATA[SATA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=5775</guid>

					<description><![CDATA[<p>Visite alle prove varietali di frumenti e orzi organizzate da SATA e dai Periti Agrari</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/filiera-connessa/">A ROVIGO LA FILIERA E&#8217; CONNESSA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p  style="text-align: left;">Bella giornata di visite in campo quella del 29 maggio a Rovigo, nei campi dell&#8217;azienda dell&#8217;Istituto Tecnico Agrario &#8220;Ottavio Munerati&#8221; di Sant&#8217;Apollinare (Rovigo). 30 varietà di frumenti teneri e duri e di orzi erano in vetrina nelle parcelle dedicate alle prove varietali, realizzate in collaborazione con SATA, con il Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati e con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Rovigo. Dopo un inizio di stagione difficile, a causa dell&#8217;andamento meteorologico, i tecnici sono speranzosi nei risultati del raccolto, in particolare per alcune varietà che stanno rispondendo bene.</p>
<p  style="text-align: left;">Tanti gli operatori della filiera presenti: agricoltori, tecnici, mulini, ditte produttrici di mezzi tecnici e anche operatori specializzati interessati nelle paglie di frumento. La provincia di Rovigo si afferma sempre più come protagonista nella coltivazione dei cereali a paglia, nel Veneto e in Italia, nel nome di una filiera sempre più connessa.</p>
<p  style="text-align: left;"><em>Le foto della giornata sono in fondo all&#8217;articolo.</em></p>
<h2  style="text-align: left;">Operazioni colturali su frumenti e orzi in mostra a Rovigo</h2>
<p  style="text-align: left;">In apertura delle visite in campo, gli agronomi che lo hanno gestito hanno illustrato le tecniche colturali seguite nel corso della stagione. In particolare, la precessione per i frumenti è stato il mais, mentre per gli orzi è stata la soia. La preparazione dei terreni ha visto aratura, estirpatura e passaggio di erpice rotante; per gli orzi, con dissodatura e passaggio di erpice rotante. La semina in novembre si è svolta positivamente, con concimazione organo-minerale localizzata, di azoto e fosforo. L&#8217;inverno ha visto precipitazioni intense, cosiddette &#8220;bombe d&#8217;acqua&#8221;, e una generale assenza di freddo.</p>
<p  style="text-align: left;">La scelta per la prima concimazione è caduta sull&#8217;urea, mentre in fioritura sul nitrato: la scelta dell&#8217;ultimo intervento di fertilizzazione azotata in forma nitrica ha avuto l&#8217;obiettivo di garantire un assorbimento rapido dell&#8217;elemento, per sostenere il tenore proteico. Gli agronomi hanno dichiarato che queste scelte sono sostenute dal fatto che le temperature non sono più così rigide, rispetto ai tempi passati. Infine, la dose di azoto distribuita è stata pari a quella massima consentita dalla Direttiva Nitrati.</p>
<h2  style="text-align: left;">Difesa dalle malattie particolarmente complessa</h2>
<p  style="text-align: left;">Un intervento di diserbo e fungicida si è svolto ad inizio aprile: a marzo, infatti, le continue piogge e le temperature miti facevano temere per la diffusione del mal del piede. A metà aprile i frumenti si presentavano particolarmente bassi a causa dell&#8217;andamento meteorologico che ha rallentato la crescita. Successivamente, le piante sono partite con uno sviluppo più regolare.</p>
<p  style="text-align: left;">Nella fase della spigatura ci sono state piogge e temperature fresche, inferiori di 3-4 gradi rispetto allo scorso anno: le condizioni per la fusariosi erano presenti. La fioritura lunga, però, ha consentito di avere una finestra ampia per i trattamenti, nonostante le piogge mettessero i bastoni tra le ruote ai tecnici. Gli interventi di difesa, quindi, sono stati complessi e lunghi, con il risultato che in campo si notano alcuni sintomi di fusariosi, con disseccamenti delle spighe. Non sempre, infatti, si è riusciti a intervenire nel momento opportuno per tutte le varietà: la grande variabilità genetica, poi, determina risposte differenziate delle piante in campo.</p>
<h2  style="text-align: left;">Filiera connessa: si aspetta la mietitrebbia</h2>
<p  style="text-align: left;">Nel corso delle visite alle varietà, le ditte sementiere presenti hanno sottolineato alcuni elementi chiave per le varietà ideali per le esigenze dell&#8217;industria e, quindi, del cerealicoltore. Fondamentale è la produttività, collegata alla sanità della pianta che deve essere resistente alle malattie. Vincenti sono anche la precocità del ciclo e della maturazione della granella, in particolare per il cambiamento climatico. Spighe grandi, piene e sane, quindi, per campagne di successo e destinate ad essere distribuite in filiera.</p>
<p  style="text-align: left;">Alessandro Costanzo, del Centro di Saggio SATA, ha commentato l&#8217;evento e l&#8217;andamento della stagione a Grano italiano: la giornata tecnica si è rivelata interessante, partecipata da tecnici, agricoltori, cooperative, soggetti della filiera, con tante varietà di tenero, duro e orzo. Gli spunti emersi sono stati tanti, in attesa di quanto rivelerà la mietitrebbia. L&#8217;agronomo del Centro di Saggio ha confermato che l&#8217;annata non è stata facilissima, a causa dell&#8217;autunno e dell&#8217;inverno piovosi, oltre ai ritorni di piogge in primavera. Alcune varietà rispondono bene, altre meno, mentre resta fondamentale la capacità dei tecnici nel coltivarle e difenderle.</p>

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<p  style="text-align: left;"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>FRUMENTI E ORZI IN MOSTRA A ROVIGO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/mostra-rovigo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 10:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[orzo]]></category>
		<category><![CDATA[prove varietali]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=5617</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 29 maggio oltre 30 varietà nelle visite in campo del progetto Filiera connessa - Frumento 2025</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;appuntamento per i cerealicoltori, gli agronomi e i tecnici della provincia di Rovigo è il prossimo 29 maggio con le visite alle piattaforme tecniche di frumento e orzo, sotto il patrocinio del Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati e dell&#8217;Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Rovigo. Oltre 30 varietà, tra frumenti teneri e duri e orzi distici a spiccata attitudine maltaria, si potranno osservare da vicino in occasione del progetto <em>Filiera Connessa &#8211; Frumento 2025</em>. Nel corso della mattinata, in collaborazione con le aziende presenti, si svolgeranno focus tematici sulle varietà, sui biostimolanti e sugli orzi.</p>
<p>Massimo Pezzuolo, Presidente del Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della provincia di Rovigo, ricorda a Grano italiano come questa iniziativa sia strategica per tutto l&#8217;areale della provincia di Rovigo, nel quale girano ogni anno oltre 1 mln di tonnellate di granaglie. Con il progetto <em>Filiera Connessa</em> il Collegio si pone al fianco dell&#8217;Istituto Agrario Sant&#8217;Apollinare di Rovigo (nei cui campi si tengono le prove varietali) per supportare la formazione dei futuri tecnici agrari avvicinandoli al mercato e ai bisogni dei consumatori, oltre che alle innovazioni delle varietà e delle pratiche agronomiche.</p>
<p>L&#8217;obiettivo più ampio, dichiara Massimo Pezzuolo, è quello di «avvicinare gli attori chiave della filiera cerealicola: gli agricoltori, le aziende internazionali che producono mezzi tecnici, i sementieri che innovano con varietà sempre più adatte ai nostri areali, i molini e le aziende della trasformazione che richiedono prodotti di qualità e vicini alle esigenze del mercato. Il progetto può contribuire a riportare valore ai produttori di cereali e a sostenere la garanzia di qualità e sanità dei prodotti ottenuti nel nostro territorio, in un contesto di mercato difficile come quello attuale, anche a causa della variabilità meteorologica che mette alla prova le nostre produzioni».</p>

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<h2>PSP: importante soddisfare le richieste dell&#8217;industria</h2>
<p><strong>Alcune varietà in prova sono state fornite dalla PSP &#8211; Produttori Sementi Polesani</strong>: l&#8217;amministratore delegato, Arnaldo Bovolenta, raggiunto da Grano italiano presenta alcune delle sue proposte. Tra le varietà di grano duro, in particolare, una delle caratteristiche più importanti per le richieste dell&#8217;industria molitoria, oltre ad un buon peso specifico, è l&#8217;elevato contenuto in proteine, accanto all&#8217;efficienza nella coltivazione e alla sanità della granella. Rovigo, però, è anche e soprattutto terra di frumento tenero: tra le varietà presentate nel campo di Rovigo spiccano dei grani panificabili e grandi produttori, anche di genetica francese e costituiti da Florimond Desprez e Lidea.</p>
<h2>Florimond Desprez: genetica francese adatta alle condizioni italiane</h2>
<p>Anche <strong>Florimond Desprez</strong> sarà a Rovigo, il prossimo 29 maggio, con Massimiliano Azzi (Cereal Sales Manager) a rappresentare la multinazionale francese che dal 1800 si occupa di miglioramento varietale. Come ci dichiara, <strong>sul mercato italiano l&#8217;azienda offre numerose varietà di frumenti teneri e duri, particolarmente adatte agli areali regionali</strong> grazie alla lunga fase di test prima della commercializzazione. Per l&#8217;areale di Rovigo, le proposte riguardano in particolare frumenti teneri ad alta produttività e con una buona resistenza alle malattie, in particolare septoria e ruggini. Sui frumenti duri, invece, le qualità proposte da Florimond sono note per l&#8217;elevato indice di giallo che piace molto ai produttori di pasta.</p>
<h2>Strategia Biologicals per Corteva Agriscience</h2>
<p>All&#8217;evento sarà presente anche Corteva Agriscience che presenterà la strategia di <strong>biostimolanti e nutrizione speciale di Corteva Biologicals</strong>, per piante più forti e produttive. Come conferma a Grano italiano Debora Giromini, Biostimulants Customer Agronomist, i prodotti di Corteva Biologicals aiutano gli agricoltori a migliorare la produttività e la qualità dei cereali a paglia, lo sviluppo vegetativo, aumentare la qualità della granella e ridurre gli stress della pianta. Possono essere applicati in diversi stati dello sviluppo fenologico, dall&#8217;accestimento, alla botticella, alla spigatura, insieme ai diserbi o ai trattamenti fungicidi, oppure dopo eventi di stress per la pianta a partire dall&#8217;accestimento. <a href="https://granoitaliano.eu/corteva-biostimolanti/" target="_blank" rel="noopener">Ne abbiamo parlato anche qui</a>.</p>
<h2>La nutrizione secondo Diachem</h2>
<p><strong>Diachem, azienda italiana produttrice di agrofarmaci, agronutrienti e soluzioni per l’agricoltura biologica</strong>, propone nel campo di Rovigo due strategie di fertilizzazione applicate agli orzi. L&#8217;azienda, che nel 2024 ha lanciato un nuovo marchio, unisce le esperienze complementari di <em>Chimiberg</em>, specializzata in agrofarmaci, e <em>Diagro</em>, legata allo sviluppo di agronutrienti. Come ci spiega Giovanni Piubello, Field Marketing Specialist, nelle prove di Rovigo Diachem ha impiegato un fertilizzante NPK che offre anche un&#8217;azione biostimolante, perchè apporta alla pianta un amminoacido intermedio, precursore del processo fotosintetico che ottimizza la nutrizione e offre maggiore tolleranza agli stress. L&#8217;azienda partecipa, poi, con un formulato a base di ferro, manganese e zinco, autorizzato anche in agricoltura biologica: il prodotto supporta la pianta in uscita dall&#8217;inverno, ad inizio accestimento, e ne stimola lo sviluppo grazie all&#8217;apporto di zinco.</p>
<p>Per iscriversi all&#8217;evento: <a href="https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=zxwaDEKvrkKwNEpBhn0FRDsb-HjRqwVOnXZoNRXkNMVUNjNDUUlOOTQ5MjFINUhFU1kzSkVBWTBTQi4u&amp;origin=lprLink&amp;route=shorturl" target="_blank" rel="noopener">https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=zxwaDEKvrkKwNEpBhn0FRDsb-HjRqwVOnXZoNRXkNMVUNjNDUUlOOTQ5MjFINUhFU1kzSkVBWTBTQi4u&amp;origin=lprLink&amp;route=shorturl</a></p>
<p>Scarica la locandina e il programma: <a href="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/SATA_Filiera-connessa-frumento-25_Rovigo-2.pdf" target="_blank" rel="noopener">SATA &#8211; Filiera connessa frumento 25 &#8211; Rovigo</a></p>
<p><a href="https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=zxwaDEKvrkKwNEpBhn0FRDsb-HjRqwVOnXZoNRXkNMVUNjNDUUlOOTQ5MjFINUhFU1kzSkVBWTBTQi4u&amp;origin=lprLink&amp;route=shorturl" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5618" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/filiera_connessa_rovigo_2025.png" alt="" width="493" height="633" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/filiera_connessa_rovigo_2025.png 493w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/filiera_connessa_rovigo_2025-234x300.png 234w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/filiera_connessa_rovigo_2025-370x475.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/filiera_connessa_rovigo_2025-270x347.png 270w" sizes="auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px" /></a></p>
<p><em>Foto di Pasqualino Simeoni</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/mostra-rovigo/">FRUMENTI E ORZI IN MOSTRA A ROVIGO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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		<title>FIDUCIA NEL GRANO DURO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/fiducia-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 23:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'esperienza degli agricoltori della provincia di Rovigo che continuano ad investire sul duro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il futuro del grano duro in Veneto: ascoltiamo le parole di un agricoltore della zona del Delta del Po che non perde la fiducia in questa coltura e ne incrementa le superfici. In attesa dei dati ufficiali delle semine, diamo voce agli agricoltori veneti e ascoltiamo anche come riescono a raggiungere ottimi risultati nella coltivazione del grano duro al Nord Italia: con le giuste attenzioni si riescono ad ottenere i risultati di qualità che chiede l&#8217;industria molitoria e quelli di quantità necessari per stare sul mercato. Quest&#8217;anno, però, il meteo ha messo alla prova le operazioni di pre-semina e servirà nutrire il grano adeguatamente all&#8217;uscita dall&#8217;inverno.</p>
<h2>Fiducia nel grano duro</h2>
<p>Anche Alberto Protti, agricoltore di Porto Tolle (RO) che coltiva circa 200 ettari a frumento tenero e duro, barbabietola, mais, soia e noci, è convinto delle semine di grano duro che è, ormai, una coltura stabile nella rotazione prevista. Ci dice: «quest&#8217;anno ho seminato circa 1/3 della superficie aziendale a frumento duro, parliamo di circa 70 ettari, circa il doppio rispetto alla scorsa stagione. Ho fiducia perchè i prezzi sono più generosi del frumento tenero e, anche se le rese sono un po&#8217; più basse, riusciamo a portare a casa sempre un&#8217;alta qualità che ci viene premiata».</p>
<p>Riguardo alla stagione 2023-24 Alberto Protti ci conferma che ci sono state delle difficoltà imputabili all&#8217;andamento meteorologico: «la scorsa stagione abbiamo prodotto nella media, con 68 quintali ad ettaro e il 14.5% di proteine. Normalmente riusciamo a raggiungere anche 80-85 quintali ad ettaro di resa, con il 15-15,5% di proteine, ma i risultati sul mercato sono stati comunque soddisfacenti. Nella mia zona non sono il solo ad aver incrementato le superfici a grano duro, perchè qui nel Delta del Po il terreno è vocato e, in generale, è una coltura ormai consolidata».</p>
<h2>Concimazione saltata</h2>
<p>Quest&#8217;anno, però, nell&#8217;azienda di Alberto Protti il meteo ha dato problemi a causa dei terreni impraticabili in autunno, causando variazioni nel normale svolgimento delle lavorazioni: «Le semine di frumento si sono svolte da metà a fine novembre, con enormi difficoltà a causa dei terreni impraticabili. Non sono riuscito, infatti, a fare la concimazione in pre-semina e dovrò rimandare all&#8217;uscita dall&#8217;inverno: se ne parla, però, ormai nel mese di marzo, perchè nelle nostre zone sta piovendo con alta frequenza ormai da settembre».</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/veneto-duro/" target="_blank" rel="noopener">Il Veneto vuole il grano duro</a></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>IL VENETO VUOLE IL GRANO DURO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/veneto-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 12:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Semine di grano duro in Veneto: gli agricoltori dicono che si può fare di più!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che sarà del grano duro in Veneto? Alcune settimane fa le previsioni erano di una riduzione delle superfici seminate, in seguito ai risultati poco incoraggianti della scorsa stagione. Abbiamo voluto chiederlo direttamente ad alcuni agricoltori della provincia di Rovigo: il quadro che emerge è positivo e ci mostra semine di frumento duro quanto meno stabili, se non in aumento rispetto alla scorsa annata. Il meteo complicato della stagione 23-24, infatti, non è bastato per raffreddare gli animi dei cerealicoltori che, anzi, sono stati invogliati dalle quotazioni in crescita e hanno confermato le semine. Questo, almeno nell&#8217;osservatorio della provincia di Rovigo. In attesa dei dati ufficiali delle semine, diamo voce agli agricoltori veneti e ascoltiamo anche come riescono a raggiungere ottimi risultati nella coltivazione del grano duro al Nord Italia.</p>
<h2>Il Veneto deve scommettere sul grano duro</h2>
<p>Arnaldo Bovolenta, agricoltore, imprenditore nel mercato delle sementi con la Produttori Sementi Polesani e trader per una grande azienda agroalimentare italiana, non ha dubbi: «il Veneto deve scommettere di più sul grano duro, incrementando le superfici e confermando la professionalità e le competenze nella coltivazione». Arnaldo Bovolenta, che lavora anche come tecnico per tante aziende del territorio, ha una visione molto ampia, dalla provincia di Rovigo a quella di Ferrara, ed è convinto che il territorio veneto sia particolarmente vocato alla coltivazione di frumento duro, in grado di offrire rese molto elevate sia in termini di quantità che di qualità.</p>
<p>Prosegue: «qui nella provincia di Rovigo la superficie destinata a frumento duro sta crescendo sempre di più negli ultimi anni: siamo in grado di fornire all&#8217;industria ottime produzioni, in particolare in termini di qualità molitoria che la filiera ci chiede. Considerate le nostre condizioni meteo-climatiche, dobbiamo investire molto sulla coltura e dedicare attenzione, con disciplinari molto attenti: le nostre tecniche di produzione ormai fanno invidia ai francesi, anche se c&#8217;è sempre da migliorare».</p>
<h2>Le strutture sono fondamentali</h2>
<p>Oltre alle pratiche di coltivazione in campo, Arnaldo Bovolenta ritiene che per garantire qualità e quantità nel grano duro sia fondamentale anche l&#8217;impiego di semente sana e certificata: «noi facciamo seminare grani trattati con conce sistemiche, non possiamo permetterci di avere perdite o di non soddisfare i nostri clienti con una granella poco sana. A questo scopo è importante anche che si investa sulla conservazione post raccolta: bisogna impiegare sempre di più silos, in sostituzione dei magazzini, dotati di tecnologie all&#8217;avanguardia che combattano i rischi più diffusi come le infestazioni di insetti parassiti. Mi riferisco, ad esempio, ai sistemi di raffreddamento che sono fondamentali, considerate le alte temperature che, ormai per tempi prolungati, si raggiungono sempre più spesso nei periodi estivi».</p>
<h2>Semine 24-25 stabili per il duro</h2>
<p>Abbiamo chiesto ad Arnaldo Bovolenta come è andata la stagione 23-24 per il grano duro nella zona di Rovigo: «la stagione 2023-24 ha avuto risultati sicuramente non tra i migliori ma variabili, un po&#8217; a macchia di leopardo. Di certo chi ha seguito certi protocolli di produzione e non ha voluto risparmiare sui costi ha ottenuto una buona qualità e una buona resa produttiva. Questo a conferma che bisogna qualificarsi e gestire la coltura con attenzione, in particolare in una fase di cambiamenti climatici come la nostra». Secondo Bovolenta, quindi, gli agricoltori della provincia di Rovigo non si sono scoraggiati: «posso stimare che le superfici a grano duro siano confermate per la stagione 2024-25. Inizialmente le previsioni erano più pessimsitiche ma c&#8217;è stato un colpo di coda finale».</p>
<p>L&#8217;incremento del grano duro, secondo Bovolenta, sarebbe auspicabile anche in ottica strategica: «la crescita del grano duro potrebbe andare a sostituire il mais, una coltura molto esigente dal punto di vista idrico e con qualche nube all&#8217;orizzonte, considerata la domanda di carne nazionale e internazionale in declino. La tendenza che vedo, e che potrebbe essere interessante, è quella di seminare grani precoci o orzi e, con pratiche di agricoltura conservativa, effettuare semine di secondo raccolto di soia, ad esempio. Questo non solo ci permette di migliorare la qualità dei suoli, sequestrando carbonio e migliorandone la fertilità, ma ci inserisce nelle filiere emergenti nel nostro territorio, come quelle degli orzi da birra».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>ROVIGO SCEGLIE LE VARIETA&#8217; DI TENERO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/rovigo-varieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 13:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
		<category><![CDATA[varietà]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=3946</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prosegue l'intervista ai cerealicoltori del Delta del Po sulle varietà da seminare </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l&#8217;intervista ai cerealicoltori della provincia di Rovigo su quali varietà si semineranno in questa stagione (<a href="https://granoitaliano.eu/varieta-tenero/" target="_blank" rel="noopener">leggi la prima parte dell&#8217;articolo</a>). In questa seconda parte Pasqualino Simeoni, cerealicoltore e tecnico, ci racconta dei ritardi sul calendario di quest&#8217;anno e delle motivazioni che influenzano le scelte varietali nel territorio del Delta del Po.</p>
<h2>Lavori in ritardo sul calendario del tenero</h2>
<p>Abbiamo chiesto a Pasqualino Simeoni dettagli sull&#8217;organizzazione del calendario dei lavori da settembre ad oggi. Ci dichiara: «i nostri sono terreni molto pesanti e argillosi: le operazioni di raccolta nelle scorse settimane sono state difficoltose e hanno comportato deprezzamenti e perdite qualitative per la soia che, per questo areale, è ottimale in precessione al frumento.I raccolti, quindi, sono più lenti per l&#8217;andamento meteorologico recente e hanno determinato un ritardo sulle semine dei cereali vernini di almeno di 15 giorni: in genere si comincia a seminare nella seconda metà di ottobre.</p>
<p>Pur essendo consapevoli del ritardo, per fortuna le temperature sono ancora elevate e, se continua a fare bel tempo, nei prossimi giorni possiamo iniziare a far lavorare le seminatrici con un buon ritmo. Per ora, infatti, le intenzioni di semina vedono una conferma delle superfici dello scorso anno; questo almeno fino a che non torneranno le piogge, nel qual caso qualcuno potrebbe anche mollare la spugna».</p>
<h2>50% dedicato ai frumenti di forza</h2>
<p>Sulle scelte degli agricoltori della zona, Pasqualino Simeoni ci dice: «in questo momento ciascuno di noi sta valutando in base alle convenienze commerciali, ad esempio molti aderiscono alla filiera di Barilla. Comunque i biscottieri e panificabili sono molto diffusi nei nostri areali. La tendenza nelle nostre zone è di lavorare con grani di provenienza francese che hanno una media precocità: riescono ad offrire quantitativi per ettari molto interessanti e sono principalmente di taglia bassa, medio-bassa. Questo consente loro di resistere all&#8217;allettamento che, nello nostre zone, è causato dai forti venti. Ritengo, comunque, che almeno un 50% sarà riservato alla categoria di forza: tra questi abbiamo moltissimo Rebelde, Ajace, Giorgione e Bologna.</p>
<p>Tra i grani duri, poi, molto gettonato è il Platone, con il Tenaris e Fructis. Qui al Nord sono ormai 10 anni che produciamo frumenti duri di ottima qualità: i nostri sono terreni molto pesanti e, se lavorati bene, trattengono l&#8217;acqua in maniera ideale. Difficilmente si hanno strette da caldo e da siccità in maggio e giugno: si riesce a fornire ottima quantità e qualità, con un contenuto proteico più che soddisfacente. Arrivare ai 14-14,5% di proteina è assolutamente fattibile».</p>
<h2>Quali le scelte della sua azienda?</h2>
<p>«Su una quindicina di ettari di frumento, per la mia azienda, tra i biscottieri, ho scelto SY Liam e Ampara. Poi, come panificabili seminerò Pilier, Sonatine, SY Passion e, in minima parte, Bandera».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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