Dopo il calo registrato sulla piazza di Bologna nella scorsa settimana (LEGGI), il mercato del grano duro torna su un binario di stabilità, in linea con quanto già osservato da tempo sul fronte del grano tenero. Negli ultimi sette giorni è ripresa anche l’attività di quotazione a Foggia, mentre Milano è rimasta ferma per la pausa dell’Epifania. Il quadro complessivo resta improntato alla cautela, con scambi limitati, domanda attendista e un equilibrio tra disponibilità di prodotto e fabbisogni dell’industria, sia sul piano nazionale sia su quello internazionale.
DURO DEBOLE AL CENTRO-NORD, STABILE AL SUD
Il mercato del grano duro attraversa una fase di assestamento, caratterizzata da una sostanziale stabilità dei listini e da un atteggiamento prudente da parte degli operatori. In Italia si sono notate differenze tra le aree del Paese. Il Centro-Nord ha mostrato segnali di debolezza con i cali della scorsa settimana, legati a scambi ridotti e a una disponibilità di prodotto che eccede la domanda locale. Nel contempo al Centro-Sud i prezzi si sono mantenuti stabili su livelli maggiori per fino e mercantile, grazie ad un deficit strutturale e ad un legame più diretto con le dinamiche internazionali.
Anche lo scenario europeo appare complessivamente stabile negli ultimi sette giorni. L’abbondante offerta mondiale, in particolare di origine canadese, continua a ridurre l’urgenza di coperture anticipate, favorendo un atteggiamento attendista. Inoltre, l’andamento del cambio euro/dollaro rappresenta un fattore di sostegno per il mercato comunitario, mentre il nuovo raccolto procede senza particolari criticità. A livello globale, il grano duro conferma la sua tradizionale indipendenza rispetto agli altri cereali. Il rapporto tra produzione e consumo evidenzia una lieve eccedenza, che frena le iniziative di acquisto, ma i prezzi trovano un argine nella scarsa propensione alla vendita da parte di agricoltori e stoccatori.
TENERO: SI ASPETTA IL PIENO RITORNO DELL’OPERATIVIT
Il mercato del grano tenero si conferma inserito in una fase di sostanziale continuità. L’offerta comunitaria ed estera continua infatti a compensare eventuali carenze di merce nazionale, contribuendo a mantenere il mercato ben rifornito. Luca Merlini, mediatore di cereali lombardo, afferma: «La situazione attuale del mercato è molto simile a quella già descritta nel mese di dicembre e, allo stato dei fatti, non ritengo vi siano le condizioni per ipotizzare aumenti di prezzo nel brevissimo periodo.
Eventuali movimenti registrati di recente restano limitati a semplici sistemazioni tecniche, legate più che altro alle urgenze di fine anno, alle chiusure festive e alle dinamiche dei trasporti, che come spesso accade in queste fasi più critiche finiscono per avere un ruolo determinante. La logistica, in particolare, continua a incidere sulle decisioni operative degli operatori, più che i fondamentali di mercato. Per questo motivo il contesto rimane improntato alla prudenza. Sarà necessario attendere il pieno ritorno all’operatività nel mese di gennaio per valutare eventuali nuovi sviluppi».





