urea nel mirino
Home » UREA NEL MIRINO

UREA NEL MIRINO

Il Prof. Amedeo Reyneri ci spiega cosa prevede il bando dal 2028 e i possibili effetti per la cerealicoltura del Nord Italia

Il divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, previsto dal Piano d’azione nazionale per la qualità dell’aria, apre una fase di forte incertezza per la cerealicoltura. A partire dal 1° gennaio 2028, il provvedimento potrebbe modificare radicalmente le strategie di concimazione del frumento e degli altri cereali. Ma cosa dice davvero la norma? E quali saranno gli effetti economici e ambientali reali? Ne abbiamo parlato con Amedeo Reyneri, Professore Ordinario di Agronomia e Coltivazioni erbacee presso il DISAFA dell’Università degli Studi di Torino (nella foto).

Una norma “quadro”, da chiarire

Il primo punto sottolineato dal prof. Reyneri riguarda la natura ancora incompleta del dispositivo normativo: «nella delibera del Consiglio dei Ministri del 20 giugno scorso, relativa al piano d’azione nazionale sulla qualità dell’aria, si parla di divieto di utilizzo dell’urea nel Bacino Padano a partire dal 1° gennaio 2028, letteralmente. Non si specifica, quindi, quale sia la forma di urea intesa in questo divieto». Si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario, perché l’urea non è un prodotto unico: «distinguiamo almeno tre grandi tipologie di urea: quella cosiddetta solida non protetta, convenzionale, poi quella solida protetta e quella liquida».

Secondo Reyneri, l’attuale delibera va, quindi, letta come un atto di indirizzo: «Si tratta, quindi, di una delibera quadro, nell’ambito della quale bisognerà andare a dettagliare quali sono le condizioni in cui il divieto verrà applicato». Le norme attuative, attese nei prossimi mesi, saranno decisive per comprendere la reale portata del provvedimento.

Costi in aumento per i cerealicoltori

Se il bando dovesse colpire l’urea solida non protetta – o, nello scenario più restrittivo, tutte le forme di urea – l’impatto economico sarebbe rilevante. «L’aumento dei costi andrà dal 10 al 30-40%, a seconda del concime sostitutivo impiegato; +10% nel caso di urea inibita, intorno al +30% per il nitrato ammonico, intorno al +50% per il solfato ammonico».

Un aggravio che pesa su una voce già centrale nei bilanci aziendali: «possiamo dire che la concimazione azotata pesa per un 30-40% dei costi variabili delle aziende cerealicole: si tratta della maggiore voce di spesa». L’impatto, sottolinea Reyneri, non riguarderebbe solo il frumento, ma sarebbe ancora più severo su mais e riso, specie nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati, dove il limite dei 170 kg di azoto da effluenti zootecnici restringe ulteriormente le alternative.

Effetti ambientali: misura utile, ma non risolutiva

Alla base del provvedimento c’è la necessità di ridurre le emissioni di ammoniaca, responsabili della formazione di PM2.5. Tuttavia, i numeri invitano alla cautela: «I dati dell’ISPRA ci dicono che l’emissione di ammoniaca legata alla produzione di particolato, specialmente 2.5, vede l’agricoltura contare per oltre il 90% ma, di questo, ben 3/ 4 deriva dalle attività di allevamento».

E l’urea? «Del quarto rimanente, l’urea conta per circa la metà. Quindi, proibire l’urea avrebbe certamente un riflesso generale ma non si può affermare che sia il fattore principale dell’emissione di ammoniaca». Il rischio, secondo Reyneri, è di intervenire su una leva importante ma non decisiva: «i limiti tecnologici che abbiamo per le emissioni sono evidenti: un problema grave, ad esempio, è lo spandimento dei reflui zootecnici che è più problematico da controllare».

Un equilibrio ancora da costruire

Per Reyneri, un bando generalizzato sarebbe difficilmente sostenibile: «ritengo che non si possa parlare di bando generalizzato su tutte le forme, in quanto si tratterebbe di un impatto sull’agricoltura troppo pesante per essere sostenuto e tecnicamente non giustificabile».
La sfida sarà trovare un equilibrio tra tutela ambientale e sostenibilità economica delle imprese cerealicole, evitando scorciatoie normative destinate a generare nuove criticità.

Autore: Azzurra Giorgio

Puoi seguirci anche sui social, siamo su FacebookLinkedin e Instagram

Iscriviti alla nostra Newsletter e al servizio Whatsapp!

Cliccando "Accetto le condizioni" verrà conferito il consenso al trattamento dei dati di cui all’informativa privacy ex art. 13 GDPR.

Informativa sulla Privacy

Informativa sulla Privacy - WhatsApp

* Campo obbligatorio