Nuovo scontro sul futuro della PAC dopo il 2027. Il 10 ottobre la Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea ha presentato il pacchetto negoziale aggiornato per il bilancio UE 2028-2034. Il documento mette sul tavolo cifre e opzioni per proseguire le trattative: come precisa il testo ufficiale del Consiglio, non costituisce un accordo e non vincola le delegazioni nazionali.
La reazione di Copa-Cogeca, che rappresenta gli agricoltori e le cooperative agricole europee, è nettamente negativa. Nel comunicato diffuso oggi, le organizzazioni contestano sia le risorse previste sia l’assenza di garanzie sufficienti per conservare l’autonomia e il carattere comune della politica agricola.
«I tagli proposti rimangono, mentre non è stata offerta alcuna garanzia credibile per preservare la struttura storica, l’autonomia e il carattere comune della PAC», afferma Copa-Cogeca.
Risorse insufficienti e più incertezza
Secondo la lettura delle organizzazioni agricole, il pacchetto mantiene l’impostazione della Commissione, con un taglio alla PAC superiore al 20%, senza considerare l’inflazione. È la valutazione riportata nel comunicato: il negoziato resta aperto e non si tratta di una riduzione già approvata.
Copa-Cogeca richiama la pressione esercitata sulle aziende dagli shock climatici, geopolitici ed economici, mentre continuano ad aumentare le richieste politiche e normative. Ridurre il sostegno in queste condizioni, sostiene, aggraverebbe la fragilità del settore. Nel mirino anche la proposta di ridimensionare le risorse destinate alla rete di sicurezza per l’agricoltura.
La contestazione riguarda dunque la capacità delle aziende di affrontare le crisi e programmare la propria attività, oltre all’ammontare complessivo dei finanziamenti.
Il nodo dei fondi aggiuntivi
Un altro punto critico è la destinazione delle eventuali risorse supplementari. Copa-Cogeca giudica insufficienti le aperture richiamate in due lettere della presidente della Commissione europea: secondo le organizzazioni, manca un vincolo che assicuri l’effettiva assegnazione di questi importi all’agricoltura.
Senza tale garanzia, la decisione resterebbe nelle mani degli Stati membri. Il rischio denunciato è una PAC più frammentata, nella quale il sostegno al settore dipenda maggiormente dalle scelte nazionali, con possibili conseguenze sul mercato unico.
Per Copa-Cogeca, la sicurezza alimentare deve inoltre trovare spazio nelle priorità strategiche dell’Unione. Indebolire l’agricoltura mentre cresce l’attenzione europea per sicurezza e difesa rappresenterebbe, nella sua valutazione, una contraddizione politica.
La risposta passa da Stoccolma
Il prossimo appuntamento sarà il XII Congresso degli agricoltori europei, in programma a Stoccolma dal 14 al 16 ottobre.
In quella sede, annuncia Copa-Cogeca, i rappresentanti del settore valuteranno le conseguenze della proposta e definiranno una risposta collettiva.
«Non resteremo in silenzio. I leader degli Stati membri devono ora assumersi le proprie responsabilità», dichiarano le organizzazioni. La richiesta ai governi resta quella di garantire una PAC forte, comune e adeguatamente finanziata, prima che il negoziato sul prossimo bilancio europeo arrivi alle scelte definitive.




