La Cun aggiorna debolmente i prezzi del durum al Sud, la Granaria decreta lo stallo: bonaccia sui prezzi del grano tenero e duro, in un momento difficilissimo, perché gli imprenditori devono decidere cosa seminare e il mercato li spinge prepotentemente ai margini della cerealicoltura, oppure a riversarsi in massa sulle varietà foraggere. L’unica industria che sembra aver fame di prodotto è infatti quella mangimistica. Sul piano globale, del resto, la logistica resta bloccata e l’incertezza sulla qualità delle produzioni, minate dal cambiamento climatico, facilita il transito del frumento verso usi non alimentari. Si resta con gli occhi puntati sul Mar Nero.




