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DISERBO, SI PUNTA SULL’ANTICIPO

Come e perchè cresce il ruolo degli erbicidi residuali e del post-emergenza precoce.

Il diserbo precoce del frumento torna al centro delle strategie di difesa, soprattutto negli appezzamenti interessati da infestanti resistenti. Intervenire prima che le malerbe diventino competitive consente di contenere le emergenze iniziali, diversificare i meccanismi d’azione degli erbicidi e ridurre la pressione sul successivo trattamento primaverile.

È uno dei principali messaggi emersi dal webinar organizzato da SATA nell’ambito di Filiera Connessa, durante il quale Corteva, ADAMA e Syngenta hanno presentato le proprie soluzioni per la campagna cerealicola 2026-2027.

Perché anticipare il diserbo

La diffusione di popolazioni di loietto resistenti agli inibitori dell’ALS e dell’ACCasi rende più rischioso affidarsi esclusivamente al post-emergenza primaverile.

I trattamenti di pre-emergenza e post-emergenza precoce consentono di utilizzare sostanze attive con meccanismi differenti, colpendo le infestanti durante la germinazione o nelle prime fasi di sviluppo.

L’efficacia degli erbicidi residuali dipende, tuttavia, dalle condizioni del terreno e dalla disponibilità di umidità. Fondamentali un letto di semina affinato, un’adeguata copertura del seme e la corretta collocazione temporale dell’intervento.

Corteva: Eledura per il post-emergenza precoce

Giuseppe De Pinto ha presentato la proposta di Corteva, soffermandosi su Eledura, erbicida che combina tre sostanze attive: prosulfocarb, diflufenican e halauxifen-metile (Arylex).

La particolarità è l’associazione tra due molecole prevalentemente residuali, attive sulle infestanti in germinazione, e una molecola ad assorbimento fogliare efficace contro diverse dicotiledoni, compreso il papavero.

Eledura è destinato esclusivamente al post-emergenza precoce del cereale, dalle prime foglie, con una dose massima autorizzata di 3 litri/ha. L’intervento anticipato permette di contenere graminacee e foglie larghe, riducendo la competizione nelle prime fasi di sviluppo del frumento.

Per gli eventuali completamenti primaverili, Corteva dispone di diverse soluzioni. Fencade Trio combina formulati contenenti pyroxsulam, florasulam e mesosulfuron, con particolare attenzione al controllo delle graminacee.

Tra le novità illustrate figurano inoltre Zypar Duo, a base di pyroxsulam e Arylex, e Zypar Trio, che aggiunge florasulam alla combinazione, ampliando lo spettro di controllo sulle infestanti a foglia larga.

Questi prodotti permettono di calibrare il post-emergenza sulla flora effettivamente presente. Va, tuttavia, ricordato che pyroxsulam, florasulam e mesosulfuron appartengono tutti al gruppo degli inibitori dell’ALS: la combinazione di più sostanze attive non equivale necessariamente a diversificare i meccanismi contro le graminacee resistenti.

ADAMA: due passaggi contro il loietto resistente

Isotta Zironi ha illustrato la strategia di ADAMA, basata sull’impiego di Stopper P, contenente pendimetalin e diflufenican, seguito dal graminicida Edaptis, a base di mesosulfuron e pinoxaden, associato al coadiuvante Parleaf.

Il primo intervento, in pre-emergenza o post-emergenza precoce, serve a contenere la popolazione iniziale. Il successivo trattamento interviene sulle graminacee sfuggite al controllo o nate più tardi, sfruttando due meccanismi d’azione differenti.

Particolarmente interessanti i risultati delle prove nel Sud Italia. Ad Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, la strategia ha ottenuto un contenimento di circa il 75% di una popolazione di Lolium rigidum resistente sia agli ALS sia agli ACCasi. A Spinazzola, con una pressione infestante di circa 36-40 piante/m², una strategia che comprendeva anche triallate ha superato l’80% di controllo.

I risultati evidenziano il contributo dell’intervento preventivo, senza tuttavia garantire il contenimento completo delle popolazioni resistenti in ogni condizione.

ADAMA ha, inoltre, anticipato Timeline FX, nuova soluzione per il controllo combinato di graminacee e dicotiledoni, a base di pinoxaden, florasulam e fluroxipir-meptile.

Syngenta: attenzione al letto di semina

Mirco Pavesi ha concentrato l’intervento di Syngenta su due erbicidi residuali: Boxer Evo, contenente prosulfocarb e diflufenican, e Dicuran Plus, a base di clortoluron e diflufenican.

Entrambi sono proposti per interventi in pre-emergenza e post-emergenza precoce, con azione su graminacee e dicotiledoni.

Una prova condotta nel Foggiano ha messo a confronto terreni ben preparati e poco affinati, evidenziando una migliore efficacia della strategia di diserbo precoce seguita dal post-emergenza nel primo caso.

La scelta tra i due prodotti deve considerare anche le caratteristiche varietali: il clortoluron, in particolare, richiede la verifica della sensibilità del frumento. Ulteriori limitazioni possono derivare dai disciplinari regionali di produzione integrata.

Il doppio intervento non è sempre necessario

Il messaggio delle aziende converge sull’importanza di anticipare il controllo, ma la strategia deve rimanere proporzionata alla pressione infestante.

Nelle prove ADAMA nel Tortonese, ad esempio, in assenza di popolazioni resistenti, il solo trattamento di post-emergenza ha fornito risultati soddisfacenti.

Negli appezzamenti con infestazioni difficili o resistenze accertate, invece, associare un intervento residuale precoce a un eventuale completamento primaverile può risultare decisivo.

La scelta finale deve basarsi sulla storia del campo, sulle condizioni meteorologiche, sulle infestanti presenti e sulle indicazioni delle etichette autorizzate: anticipare il diserbo è un’opportunità tecnica, non un automatismo da applicare indistintamente.

Autore: Azzurra Giorgio

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