La questione del grano canadese, del glifosato in pre-raccolta e della sicurezza della pasta – si veda a tal proposito anche la presenza di residui di altre sostanze vietate da noi, come documenta questo articolo – si muove esattamente sul crinale della differenza tra un metodo di coltivazione vietato sul territorio nazionale e un limite di legge europeo sui residui che resta legalmente consentito.
I punti chiave della vicenda
• Il divieto italiano (dal 2016): con un decreto del Ministero della Salute dell’agosto 2016, l’Italia ha vietato l’uso del glifosato in pre-raccolta sui cereali “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura” (per seccare la pianta in modo uniforme).
• La situazione in Canada: nelle vaste prairies canadesi, dove il clima a fine estate può essere umido e piovoso, l’uso del glifosato prima del raccolto è invece legale e ampiamente praticato per accelerare l’essiccazione della pianta e omogeneizzare la maturazione.
• Cosa dicono i controlli: i campionamenti ufficiali effettuati dalle autorità sanitarie e dagli uffici di frontiera (come i report del Ministero della Salute e le analisi richiamate da testate come Il Fatto Alimentare) mostrano regolarmente che il grano importato (compreso quello canadese) o non presenta residui, oppure rientra nei limiti massimi consentiti dalla legge europea.
• Il limite normativo: L’Unione Europea fissa un Limite Massimo di Residuo (LMR) per il glifosato nel grano pari a 10 mg/kg (regolamento UE n. 293/2013). I sostenitori della sicurezza alimentare sottolineano che le tracce eventualmente riscontrate sono ampiamente al di sotto di questa soglia di sicurezza, mentre le associazioni di categoria (come Coldiretti) denunciano una disparità concorrenziale e un rischio prudenziale, chiedendo maggiore trasparenza e l’estensione dei divieti anche alle filiere d’importazione.
Cosa guardare al supermercato
Se ti poni il problema quando acquisti la pasta, gli strumenti principali a disposizione sono due:
1. L’etichetta d’origine: dal 2018 in Italia è obbligatorio indicare in etichetta il paese di coltivazione del grano e il paese di molitura. Scegliere pasta con grano 100% italiano significa affidarsi a una filiera in cui l’uso del glifosato in pre-raccolta è vietato per legge.
2. Le certificazioni della filiera: molti pastifici italiani hanno scelto di stipulare contratti di filiera con gli agricoltori locali o impongono ai propri fornitori (anche esteri) il “residuo zero” o l’impegno a non utilizzare il glifosato nelle fasi finali di maturazione.
Autore: Giuseppe Corrado, cerealicoltore a Nova Siri (MT)




