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ONDATA DI SEMINE TARDIVE A FOGGIA

Parliamo con Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura di Foggia, del ritardo delle semine di grano duro nel Foggiano

Per l’annata 2025-2026 una stima precisa degli ettari seminati nella provincia di Foggia al momento è impossibile da fare. Questo perché ci sono state tantissime semine tardive effettuate dopo la raccolta delle ortive (cavolo, broccolo, finocchio), dice Schiavone.

Il clima che cambia

L’ultima stagione autunnale ha presentato una distribuzione regolare delle precipitazioni con una buona ripercussione sull’andamento colturale. Tuttavia, c’è da considerare che veniamo da 2 stagioni fortemente siccitose. Di conseguenza, gli invasi nella provincia di Foggia gestiti dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, in particolare l’invaso e la diga Capacciotti sul fiume Ofanto e l’invaso e la diga di Occhito sul fiume Fortore, presentano una percentuale di riempimento molto bassa. Per cui al momento è impossibile fare una stima sia della quantità che della qualità dei raccolti, dice Schiavone.
«La provincia di Foggia si caratterizza con una produzione media attestata negli anni di circa 30 q/Ha. Nell’ultima stagione ci sono stati areali che hanno avuto cali produttivi drastici. Altri invece hanno beneficiato di alcuni temporali primaverili che hanno dato la possibilità di avere una produzione quantitativa un po’ più elevata», afferma Schiavone.
Tra le varietà principali coltivate Schiavone cita Antalis. Questa risulta essere una delle varietà più produttive e performanti, in grado di tollerate bene infestanti e malattie.

La concimazione del grano costa sempre di più

«Sto notando che diversi agricoltori del Foggiano iniziano a fare a meno della concimazione in pre-semina. Il costo dei concimi è sempre più elevato. Inoltre, il prezzo del grano inferiore ai 30 euro/q fa si che per molti agricoltori questa spesa risulti insostenibile.Pertanto, molti preferiscono fare un unico intervento nella fase di fine accestimento – levata con urea per poter ridurre i costi», conclude Schiavone.

Il loietto è un problema

Schiavone ci dice: «nella provincia di Foggia negli ultimi anni si sono riscontrati problemi di resistenze a Lolium. Si abbassa sempre di più il valore della dose d’impiego di erbicidi autorizzati ed efficaci da poter utilizzare, per cui il controllo dell’infestante risulta essere difficoltoso. Avena spp e Papaver spp e altre dicotiledoni a foglia larga invece non hanno mai rappresentato un problema» I danni causati dalle infestanti possono essere di diversi tipi:
– minori rese quantitative (competizione per luce acqua e nutrienti)
– peggioramento della qualità (inquinamento partite di sementi, perdita delle caratteristiche organolettiche delle farine e delle semole con conseguente difficoltà di trasformazione delle stesse).
– difficoltà a svolgere le operazioni colturali
– possibile diffusione di parassiti e patogeni

Le strategie di controllo delle infestanti sono di tipo agronomico quali:
– rotazione della colture
– falsa semina
– impiego di semente certificata
– alternanza di lavorazioni superficiali e profonde
– sovescio
e di tipo chimico quali:
– alternare erbicidi con diverso meccanismo d’azione
– utilizzare dosi corrette di prodotto riportate in etichetta
– corretta epoca di trattamento

Malattie del grano

«Nell’ultima stagione 2024-2025 non si sono riscontrate nella provincia di Foggia gravi problematiche legate alle fitopatie grazie soprattutto all’andamento climatico sfavorevole con mancanza di precipitazioni, in annate con andamento climatico più regolare per quanto riguarda le temperature, con delle precipitazioni primaverili le ruggini hanno rappresentato in alcuni casi dei problemi però si è sempre riusciti ad intervenire per tempo con prodotti sistemici che garantiscono una buona copertura fino alla raccolta» conclude Schiavone.

Autore: Alessandro Contini

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Alessandro Contini

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