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SEMINE IN RITARDO ANCHE IN SARDEGNA

La causa sono le abbondanti piogge autunnale: il racconto di Tonino Sanna

Le precipitazioni molto abbondanti cadute durante la stagione autunnale hanno provocato un ritardo consistente nelle semine di grano duro in Sardegna: ne parliamo con Tonino Sanna presidente di Confagricoltura Sardegna.

«Attualmente sta piovendo senza soluzione di continuità da novembre tanto che ormai molti agricoltori hanno rinunciato a seminare il grano duro; inoltre negli ultimi 10 anni almeno, le superfici destinate a grano duro sono in costante diminuzione fino ad un 30% di superfici in meno questo è dovuto soprattutto alla bassa remunerazione del prodotto per l’agricoltore associata al sempre più alto costo dei mezzi tecnici che servono per la coltivazione.» Questo è cio’ che afferma Tonino Sanna presidente di Confagricoltura Sardegna.
Tra le varietà più comunemente coltivate Sanna cita: Antalis, Anco Marzio, Furio Camillo e Claudio varietà con un ottimo profilo qualitativo e ottime rese quantitative anche in presenza di terreni argillosi e pesanti difficili da lavorare tipici di molte zone della Sardegna.

Il clima influisce sulle rese

«Il problema di alcune zone della Sardegna è quello della presenza di venti caldi di scirocco nel periodo della maturazione che causano il problema della “stretta” con forti cali di produzione e bassa qualità della granella soprattutto per quanto riguarda proteine e peso specifico» conclude Sanna.

Le rotazioni sono importanti per un’agricoltura sostenibile

«La regione Sardegna da alcuni anni prevede una misura PSR sulla difesa del suolo che prevede la rotazione fra leguminose da granella (favino, pisello e cece ) e grano duro, nella zona del Campidano la rotazione avviene con colture ortive tipo carciofo, melone, cocomero, pomodoro».
La monocoltura di grano è una pratica per quanto possibile da evitare infatti causa impoverimento del terreno con conseguente maggior uso di concimi per poter reintegrare gli asporti, inoltre causa stanchezza del terreno con maggior suscettibilità del grano a malattie fungine (Fusarium soprattutto), anche se occorre sottolineare che a volte per motivi economici questa pratica è l’unica possibile.
La rotazione aiuta a mantenere in salute del suolo migliorando le proprietà chimico fisiche e biologiche, a prevenire malattie e parassiti, e a migliorare la resa complessiva, contribuendo a un’agricoltura più equilibrata ed efficiente.

La concimazione può risultare difficile

« In Sardegna capitano annate dove in presenza di una stagione primaverile molto secca non si può procedere con una concimazione azotata in copertura molto spinta: tutto questo ha una forte ripercussione sul tenore proteico della granella con scarsa qualità molitoria della semola»

Autore: Alessandro Contini

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Alessandro Contini

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