Futuro incerto per il tenero in Oltrepo'
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FUTURO INCERTO PER IL TENERO IN OLTREPO’

Gli elevati costi di produzione influenzano il futuro del grano tenero. Intervista con Andrea Passerini

A causa degli elevati costi di produzioni la coltivazione del grano tenero nel distretto cerealicolo dell’ Oltrepò Pavese avrà un futuro incerto ne parliamo con Andrea Passerini agricoltore iscritto a Confagricoltura Pavia.

Andrea Passerini titolare di un’azienda di circa 150 Ha nel comune di Bosnasco in provincia di Pavia al confine con la provincia di Piacenza ci dice: « io nella mia azienda produco grano tenero, orzo, girasole alto oleico, colza e erba medica ma l’annata in corso sarà l’ultima dove coltiverò grano tenero sostituendolo progressivamente con l’orzo che presenta meno costi produttivi e una resa di circa 60 q/Ha simile a quella del frumento e allo stesso modo si stanno orientando diversi agricoltori della zona in quanto i prezzi di mercato della granella non coprono i costi di produzione.
Il grano tenero mi occupa circa 80 Ha su 150 Ha di superficie aziendale, e tra le varietà di grano tenero coltivo solamente grani a misto rosso solo ad uso mangimistico e non grani di forza perchè sono gli unici ad avere un certo riscontro nei prezzi» Conclude Passerini.

Le infestanti sono difficili da contenere

« I problemi principali sono dati da romice ma soprattutto dal loietto. In certi terreni ho dovuto intervenire con l’aratura e prima della semina che di solito riesco a completare entro fine ottobre ho dovuto ricorrere ad un diserbo in pre – emergenza altrimenti non riuscirei a contenere le infestazioni». Conclude Passerini.

Lavoro in autonomia e riduco i costi

« Nella mia azienda fino a qualche anno fa svolgevo lavorazioni tradizionali ma negli ultimi anni mi sono orientato verso la minima lavorazione su circa il 70 % della superficie coltivata, risparmio tempo e riduco i costi; effettuo tutti i lavori necessari per la buona riuscita delle coltivazioni tutti in autonomia ricorrendo all’ausilio di contoterzisti solo per la fase di trebbiatura, preferisco magari arrivare leggermente in ritardo con i lavori, ma l’unico fine è quello di contenere i costi di produzione» Conclude Passerini.

Autore: Alessandro Contini

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Alessandro Contini

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