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SOLUZIONI CONTRO LE PERENNANTI

Dal cardo mariano alla centaurea, perché servono strategie che guardano anche alle radici

Tra le criticità che stanno emergendo con crescente frequenza nei cereali italiani c’è la diffusione delle infestanti perenni, in particolare di specie come cardo mariano, centaurea e altre composite vivaci che hanno smesso da tempo di essere un problema confinato a pochi ambienti marginali. Oggi la loro presenza viene segnalata in numerosi areali cerealicoli, dal Sud fino a zone del Centro e del Nord, soprattutto dove si sono ridotti gli interventi meccanici, si sono semplificate le successioni e si è consolidata una gestione che, pur efficiente sotto molti aspetti, ha lasciato spazio all’insediamento di malerbe con elevata capacità di ricaccio. Grano Italiano ha già registrato, per esempio, un incremento del cardo mariano in aree cerealicole del Ferrarese, in particolare lungo canali e bordure, a conferma di una dinamica ormai ampia.

Perché le perennanti sono così insidiose

Le infestanti perenni non rappresentano solo una presenza “più robusta” delle annuali. Il loro vantaggio sta nella capacità di permanere, rigenerarsi e sfruttare organi sotterranei o apparati radicali ben strutturati. Questo significa che un contenimento solo parziale della parte aerea può non essere sufficiente a risolvere il problema. Anzi, in alcuni casi produce soltanto un rallentamento temporaneo, senza incidere davvero sulla capacità di ricrescita.

Per il cerealicoltore il risultato è noto: infestazione che ritorna, appezzamenti difficili da pulire, bordure o zone più problematiche che fungono da serbatoio e peggiorano progressivamente le condizioni per la gestione aziendale. È un problema agronomico, economico e anche organizzativo, perché costringe a convivere con parcelle meno uniformi e più complesse da trattare.

Dalla Sicilia a tutto il Paese

Nelle tradizionali aree cerealicole del Sud e, in particolare, in Sicilia, la presenza di perennanti come cardi e specie affini è da tempo ben conosciuta. Oggi però il fenomeno appare più diffuso e strutturale. La riduzione delle lavorazioni profonde, la scarsità di interventi meccanici ripetuti e la monocoltura o pseudo-monocoltura cerealicola possono favorire radicamento e persistenza di queste infestanti. Le stesse raccomandazioni del GIRE, quando invitano a non affidarsi sempre agli stessi schemi e a integrare tecniche agronomiche differenti, aiutano a capire perché le perennanti stiano guadagnando spazio.

Nel contempo, i sistemi aziendali chiedono oggi soluzioni compatibili con una cerealicoltura moderna: selettive, miscibili, efficaci e gestibili in un cantiere che deve mantenere efficienza. È qui che si misura il valore reale di una proposta erbicida.

Columbus e il controllo delle infestanti perennanti

Per questo tipo di situazioni Corteva propone Columbus®, erbicida sistemico assorbito da foglie e organi ipogei, traslocato attraverso floema e xilema. Si tratta di un erbicida selettivo di post-emergenza per frumento tenero e duro, orzo, avena e segale, una soluzione di riferimento per il controllo delle infestanti perennanti come cardo, stoppione, crisantemo e fiordaliso, miscibile e idoneo anche per applicazioni precoci.

Questo passaggio tecnico è importante: nelle perennanti la capacità di muoversi nella pianta e di agire in modo sistemico è strettamente collegata all’obiettivo di non limitarsi alla sola parte aerea. In altre parole, il valore della soluzione si misura nella sua capacità di incidere sul vigore complessivo della malerba e di ridurne la tendenza al ricaccio.

Le testimonianze dal campo

Come ci testimonia Domenico Lella, contoterzista di Spinazzola (BAT) «le infestanti perenni, come cardo mariano e centaurea, si sono diffuse in modo preoccupante dalle zone cerealicole della Sicilia e del Sud Italia ad ormai tutte le principali regioni italiane vocate a questa coltura».

Vittoria Bardelloni, Customer Technology Specialist di Corteva Agriscience,  analizza il problema e inquadra la soluzione: «questa problematica trova sicuramente un fattore di sviluppo nella scarsità di interventi meccanici che favoriscono il radicamento e la crescita di queste specie invasive, aggravate ulteriormente dalla monocoltura. Columbus offre un approccio sostenibile e altamente efficace, permettendo di gestire anche le situazioni più critiche con risultati tangibili e duraturi, grazie a una modalità di azione che consente il controllo delle radici e limita la ricrescita nei cicli successivi».

Fondamentale è il riferimento alla durata del risultato: nelle perennanti, infatti, la sfida non è solo eliminare il sintomo visibile nella stagione in corso, ma ridurre la capacità della popolazione infestante di ripresentarsi con la stessa intensità.

Perennanti e cerealicoltura moderna

L’evoluzione della cerealicoltura ha portato molti vantaggi in termini di razionalizzazione dei costi, riduzione dei passaggi e migliore gestione dei tempi. Ma ha anche ridotto, in diversi casi, la frequenza di alcune operazioni meccaniche che un tempo contribuivano a disturbare il ciclo delle perennanti. Oggi questo compito ricade sempre più su una strategia di diserbo ben costruita.

Ciò non significa tornare indietro, ma riconoscere che ogni innovazione agronomica ha bisogno di contromisure adeguate. Dove il terreno non viene più lavorato profondamente con regolarità, la capacità di intercettare e contenere cardi, centauree e altre composite vivaci diventa ancora più importante. In questo scenario una soluzione come Columbus ha senso se inserita dentro una strategia che tenga conto della storia dell’appezzamento, della distribuzione dell’infestazione e della pressione attesa negli anni successivi.

Miscibilità e applicazioni precoci: perché contano

Columbus, poi, si caratterizza per la miscibilità e la sua attitudine anche per applicazioni precoci. Per l’azienda agricola questi elementi non sono dettagli, perché consentono di costruire meglio il programma di difesa e diserbo in funzione della flora realmente presente. Nei campi dove coesistono graminacee, annuali a foglia larga e perennanti, la possibilità di impostare strategie combinate è, spesso, decisiva per evitare passaggi inefficaci o troppo frammentati.

Inoltre, la gestione precoce delle infestanti perennanti poco sviluppate può rappresentare un vantaggio importante, proprio perché consente di colpirle prima che consolidino ulteriormente il proprio apparato vegetativo. Dove invece il problema è già avanzato, serve una soluzione capace di mantenere efficacia anche su infestanti sviluppate o in popolazioni ben radicate.

Un investimento sulla pulizia futura del campo

Parlare di perennanti significa ragionare per più anni: un campo con diffusa presenza di cardi o centauree non si limita a perdere efficienza nel presente ma rischia di caricarsi di un problema persistente, che torna e si irrobustisce. Per questo la gestione delle perennanti è, in senso pieno, una forma di manutenzione agronomica del terreno e della rotazione.

Nel frumento, dove ogni fattore di disturbo sottrae stabilità produttiva e omogeneità alla filiera, mantenere puliti gli appezzamenti da queste specie significa difendere non soltanto la resa, ma anche la regolarità del sistema aziendale. Columbus si colloca in questa prospettiva come strumento tecnico dedicato proprio alle infestanti che più facilmente sfuggono ai programmi standard e che, se sottovalutate, finiscono per diventare croniche.

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