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LA SFIDA DELLE CRUCIFERE

Senape resistente: soluzioni utili, soprattutto per i sistemi a minima lavorazione

In molte aree del Centro Italia la gestione delle infestanti a foglia larga sta diventando sempre più complessa e, tra queste, la senape selvatica si conferma una delle specie più difficili da contenere quando emergono fenomeni di resistenza o minore sensibilità alle strategie convenzionali. Il problema è particolarmente sentito negli ambienti dove prevalgono terreni argillosi, lavorazioni conservative e semina diretta, cioè in sistemi dove la gestione del suolo offre vantaggi importanti ma può rendere più delicata la regia del diserbo. In questi contesti, il cerealicoltore non ha bisogno solo di “fare un trattamento” ma di trovare una soluzione capace di dare continuità al controllo e sicurezza alla coltura.

Perché la senape è diventata più difficile

La senape non è certo una novità nei cereali italiani. È una crucifera ben conosciuta, spesso favorita da contesti pedoclimatici e assetti colturali che ne sostengono emergenza e sviluppo. Ciò che cambia oggi è la sua capacità, in alcuni areali, di sfuggire a soluzioni storicamente utilizzate e di inserirsi in sistemi colturali che, per ragioni di sostenibilità economica e conservazione del suolo, fanno ampio ricorso a minima lavorazione o semina su sodo. Le stesse linee guida del GIRE ricordano che l’uso prolungato degli stessi meccanismi d’azione, la monosucessione e gli interventi tardivi sono tra le principali condizioni che favoriscono l’insorgenza e la diffusione delle resistenze.

La gestione conservativa del suolo non è il problema in sé; al contrario, rappresenta spesso una scelta agronomica valida. Tuttavia richiede un livello ancora più elevato di precisione strategica sul fronte infestanti. Se il sistema perde efficacia nel controllo delle crucifere, la senape può occupare spazio rapidamente, competere con la coltura e compromettere sia uniformità, che produttività in campo.

Un’infestante che pesa più di quanto sembri

Spesso la competizione della senape nel frumento è sottovalutata nelle prime fasi, soprattutto quando le emergenze appaiono non omogenee. Ma, una volta insediata, questa infestante può sottrarre risorse, creare disturbo nella struttura del popolamento e sporcare la raccolta. Come accade in generale, anche con la senape i rischi sono di ingenti danni diretti e indiretti, dal momento che le infestanti interferiscono con luce, acqua, nutrienti ed efficienza delle operazioni colturali.

Il tema diventa ancora più delicato quando la senape manifesta resistenza agli erbicidi ALS inibitori, uno scenario che si sta verificando sempre più frequentemente.

Zenith come risposta tecnica mirata

Per affrontare scenari di questo tipo, Corteva propone Zenith®, soluzione erbicida per frumento e orzo che combina florasulam e 2,4-D e si caratterizza per ampia flessibilità d’impiego, efficacia su senape e papavero e ottima miscibilità, appositamente studiata per le infestanti a foglia larga.

La flessibilità di impiego di Zenith rappresenta un elemento di valore particolarmente nei contesti dove l’accessibilità ai campi e le finestre di lavoro non sono sempre ideali. La possibilità di costruire miscele o programmi coerenti con la flora presente permette di adattare meglio l’intervento alla realtà aziendale, senza perdere di vista l’obiettivo principale: eliminare precocemente la competizione e impedire che la senape entri in una fase troppo avanzata di sviluppo.

Le testimonianze dal campo

Come osserva Andrea Angeli, Category Marketing Manager Herbicides presso Corteva Agriscience, «nel Centro Italia, soprattutto nelle province caratterizzate da terreni argillosi e semina diretta, la senape resistente agli erbicidi tradizionali è diventata una delle principali sfide per gli operatori agricoli».

La situazione è testimoniata anche da un operatore del settore: Aldo Pepe, contoterzista di Mottola (TA), ci conferma che  «l’adozione di tecniche di minima lavorazione del suolo e la persistenza di condizioni umide hanno creato l’ambiente ideale per la diffusione di popolazioni di senape con elevata resistenza».

Infatti, prosegue Angeli, «Zenith si è imposto come ancora risolutiva, capace di intervenire efficacemente su queste infestazioni problematiche, grazie a un profilo chimico mirato che consente un controllo ottimale anche quando le strategie convenzionali risultano inefficaci.»

Il punto centrale è proprio questo: non tutte le infestazioni di senape sono uguali. Nei campi dove si osservano popolazioni meno sensibili o veri fenomeni di resistenza, il cerealicoltore ha bisogno di una soluzione che non si limiti a “contenere” il problema, ma che riporti il controllo a un livello affidabile.

La lotta alle resistenze passa dalla tecnica

L’esperienza di campo e i richiami del GIRE vanno nella stessa direzione: la gestione delle resistenze richiede disciplina tecnica. Significa evitare l’uso ripetuto e continuativo degli stessi meccanismi d’azione, intervenire nei tempi corretti, costruire rotazioni più ampie quando possibile e affiancare al mezzo chimico pratiche agronomiche coerenti.

In questo senso l’impiego di Zenith è uno strumento da collocare all’interno di una strategia ragionata di contenimento della flora resistente.

Minima lavorazione sì, ma con un diserbo all’altezza

La crescita della minima lavorazione e della semina diretta nei cereali nasce da ragioni solide: riduzione dei costi, contenimento dell’erosione, migliore conservazione della struttura del suolo, maggiore sostenibilità del cantiere. Ma questi sistemi chiedono un salto di qualità nella regia del diserbo. Se il campo resta “poco pulito” nelle prime fasi del ciclo colturale, il vantaggio costruito sul terreno può essere eroso dalla pressione delle infestanti.

Per questo il controllo della senape resistente non è un tema secondario o “da specialisti”, ma una questione molto concreta di gestione economica della coltura. Un appezzamento uniforme, pulito e libero dalla competizione nelle fasi cruciali ha più possibilità di esprimere resa e qualità; viceversa, una flora infestante fuori controllo sottrae potenziale proprio dove la filiera chiede stabilità.

Un aiuto concreto per la redditività del frumento

Nel frumento moderno, difendere la coltura dalle infestanti non significa soltanto preservare la resa in quintali, ma anche salvaguardare la qualità della granella, l’omogeneità del campo, la regolarità della raccolta e la sostenibilità complessiva del sistema. Per questo il tema della senape resistente va affrontato con decisione, soprattutto nei contesti del Centro Italia dove lavorazioni conservative e i suoli difficili rendono ancora più importante la scelta del giusto partner erbicida.

Zenith si colloca in questa logica come soluzione pensata per i casi in cui la pressione delle crucifere diventa un ostacolo serio alla piena espressione del frumento. E in un’annata in cui l’umidità ha spesso favorito le infestanti, la qualità del diserbo può fare una differenza molto più ampia di quanto sembri a prima vista.

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