La gestione della PAC 2023-2027 passa sempre di più attraverso strumenti digitali, integrazione dei dati territoriali e nuove tecnologie per i controlli. In questa direzione va il protocollo d’intesa firmato il 10 marzo 2026 a Trieste tra Agea, OPR FVG e Regione Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione istituzionale e migliorare l’efficienza amministrativa nella gestione degli aiuti agricoli.
L’accordo coinvolge Agea – Agenzia per le erogazioni in agricoltura, l’Organismo Pagatore Regionale del Friuli Venezia Giulia (OPR FVG) e la Regione autonoma FVG – Servizio sviluppo rurale e Autorità di gestione del PS PAC 2023-2027, con il supporto delle strutture Agea Coordinamento e Agea Digital.
Il punto centrale è la semplificazione delle procedure e il miglioramento dei controlli, attraverso lo scambio di dati, l’utilizzo di nuove tecnologie e la sperimentazione di strumenti digitali avanzati che possano rendere più efficiente l’erogazione dei fondi europei.
Un’alleanza istituzionale per modernizzare la PAC
Secondo la Regione Friuli Venezia Giulia, l’intesa rappresenta un passaggio strategico per accelerare la modernizzazione della gestione della PAC e rafforzare la capacità operativa dell’organismo pagatore regionale. L’assessore alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, ha definito l’accordo “un’alleanza strategica” per rendere più efficiente il sistema.
Come ha spiegato lo stesso assessore, l’obiettivo è «accelerare la modernizzazione dei processi legati alla PAC e rafforzare la capacità operativa dell’Organismo Pagatore Regionale: più scambio di dati, più standard comuni e test sul campo di strumenti come droni e applicazioni digitali, con l’obiettivo di garantire controlli più mirati e una gestione più rapida a beneficio delle aziende».
Nel concreto, il protocollo punta a creare sinergie operative tra amministrazioni attraverso la condivisione di procedure, strumenti informatici e know-how.
Zannier ha sottolineato: «per l’agricoltura del nostro territorio l’intesa punta a creare sinergie operative e una cooperazione strutturata basata su condivisione di procedure, strumenti e know how». La collaborazione mira quindi a ridurre tempi e complessità burocratiche, un tema particolarmente sentito dalle aziende agricole che devono confrontarsi ogni anno con le procedure della domanda PAC.
Dati territoriali, droni e IA per i controlli
Uno degli elementi più innovativi dell’accordo riguarda l’uso di nuove tecnologie nella gestione e nei controlli dei fondi PAC. Tra gli ambiti operativi prioritari individuati dal protocollo figurano:
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la creazione di nuovi tematismi territoriali regionali integrabili con la Carta nazionale degli usi del suolo;
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l’acquisizione di strati informativi territoriali prodotti da altri soggetti;
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l’impiego di droni per rilevamenti mirati, anche finalizzati all’erogazione di aiuti e indennità;
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una iniziativa pilota sulla rilevazione delle superfici a pascolo con possibile passaggio dal sistema pro-rata a quello della “superficie calpestabile”;
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il contributo allo sviluppo dell’AMS – Area Monitoring System, basato su algoritmi e monitoraggio satellitare;
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sperimentazioni sull’uso dell’app Agrifoto;
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lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale per elaborazioni cartografiche.
La digitalizzazione dei controlli è uno dei pilastri della nuova PAC, che punta a utilizzare dati satellitari, immagini georeferenziate e strumenti digitali per verificare le superfici agricole e ridurre i controlli in campo. Su questo tema si è già concentrato l’approfondimento pubblicato su Grano Italiano, dedicato ai controlli PAC tramite immagini e fotografie georeferenziate (leggi l’articolo).
L’integrazione tra sistemi satellitari, droni e applicazioni digitali potrebbe, infatti, rendere più rapidi e precisi i controlli, riducendo allo stesso tempo gli oneri amministrativi per gli agricoltori.
Un sistema federato per la gestione degli aiuti
Il protocollo si inserisce anche nel percorso di riforma organizzativa portato avanti da Agea per rendere più efficiente il sistema degli organismi pagatori. Il direttore dell’Agenzia, Fabio Vitale, ha sottolineato come la cooperazione tra istituzioni sia un passaggio fondamentale per migliorare l’efficienza amministrativa.
Nelle sue parole: «promuovere la cooperazione interistituzionale e la condivisione di dati, strumenti e risorse per l’efficienza amministrativa nell’ambito del sistema degli Organismi pagatori riconosciuti e degli altri soggetti coinvolti nella gestione della PAC, rafforza il cambio di paradigma che Agea sta portando avanti sul territorio».
Tra gli obiettivi indicati dal direttore dell’agenzia troviamo il riutilizzo dei software per ridurre i costi di sviluppo di nuove soluzioni informatiche, la tempestività delle procedure amministrative, la semplificazione dei pagamenti, la riduzione dei costi di gestione e l’introduzione di controlli preventivi e strumenti antifrode.
Secondo Vitale, l’obiettivo è «creare un modello federato per realizzare un sistema operativo di eccellenza».
Il contesto agricolo del Friuli Venezia Giulia
L’accordo assume particolare rilevanza in una regione dove la gestione efficiente dei fondi PAC è cruciale per la competitività delle aziende agricole.
Il Friuli Venezia Giulia presenta, infatti, una forte vocazione agricola, con una produzione che spazia dalla viticoltura alla zootecnia, fino alle colture cerealicole. Anche il frumento tenero e duro rappresentano una componente significativa delle rotazioni colturali regionali, soprattutto nelle aree di pianura della provincia di Udine e Pordenone. In queste zone il grano è spesso inserito in sistemi colturali che comprendono mais, soia e altre colture industriali.
Per i cerealicoltori la PAC rappresenta una voce importante del reddito aziendale, soprattutto attraverso i pagamenti diretti e gli interventi dello sviluppo rurale. Proprio per questo la semplificazione delle procedure e la rapidità nei pagamenti sono temi centrali per il settore, in un contesto in cui i margini economici della cerealicoltura sono compressi dall’aumento dei costi di produzione e dalla volatilità dei mercati di sbocco.
Verso la fine della programmazione PAC 2023-2027
Il protocollo firmato a Trieste avrà validità fino alla conclusione dell’attuale periodo di programmazione della PAC. Le attività previste saranno sviluppate attraverso successive convenzioni attuative, che definiranno nel dettaglio i progetti e le sperimentazioni da avviare. Il coordinamento sarà affidato ai direttori delle parti coinvolte, con la nomina di referenti dedicati per la gestione operativa delle iniziative.
L’obiettivo finale è costruire un sistema più efficiente e integrato nella gestione dei fondi europei, capace di migliorare i controlli e allo stesso tempo semplificare il rapporto tra amministrazione e imprese agricole. Per gli agricoltori, in particolare i cerealicoltori, il successo di questo percorso si misurerà soprattutto su due aspetti concreti: pagamenti più rapidi e procedure più semplici. Un traguardo che, se raggiunto, potrebbe contribuire a rendere più stabile e competitivo il settore agricolo regionale nei prossimi anni.
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