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SEPTORIA: PRIMAVERA AD ALTO RISCHIO

L’andamento meteorologico minaccia la sanità del frumento: è ora di difendere la coltura

La campagna cerealicola 2026 si sta sviluppando sotto il segno di una forte instabilità meteorologica. Piogge frequenti e persistenti hanno caratterizzato il passaggio tra inverno e primavera in gran parte delle aree cerealicole italiane, creando condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo delle principali patologie fungine del frumento. In questo contesto, la gestione della difesa fitosanitaria torna a essere un tema centrale per salvaguardare rese e qualità.

Le colture si trovano ora in una fase fenologica cruciale: l’avvicinarsi della levata e lo sviluppo delle prime foglie produttive rendono il frumento particolarmente vulnerabile alle infezioni. Per questo motivo, le scelte tecniche effettuate in queste settimane possono determinare in modo significativo il risultato finale della coltura.

Una stagione segnata dalle piogge

La stagione in corso si distingue per un andamento meteorologico che ha favorito la presenza prolungata di umidità sulle superfici fogliari. Questo fattore, unito all’aumento progressivo delle temperature, rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo delle malattie fungine nei cereali.

Come sottolinea Vittoria Bardelloni, Category Marketing Manager: Fungicides, «l’annata 2026 si sta rivelando particolarmente complessa per la coltura del frumento, soprattutto dal punto di vista fitosanitario. La fine dell’inverno è stata, infatti, caratterizzata da precipitazioni frequenti e prolungate, un fattore che aumenta sensibilmente la pressione delle principali malattie fungine. In particolare, la septoria trova nel clima umido e nel graduale innalzamento delle temperature condizioni ideali per svilupparsi rapidamente e in modo aggressivo.»

Questo quadro meteorologico è particolarmente critico per i cereali vernini, perché l’umidità persistente favorisce la germinazione delle spore e la diffusione delle infezioni tra le foglie. Le piogge frequenti non solo aumentano il rischio di infezioni primarie, ma possono accelerare anche la propagazione delle infezioni secondarie, amplificando rapidamente il livello di pressione fitopatologica nei campi.

Septoria: una delle minacce più temute

Il complesso della septoriosi è tra le patologie che più preoccupano i coltivatori di frumento. Questa patologia, i cui agenti eziologici sono Septoria tritici e Stagonospora nodorum è considerata tra le più dannose per il frumento tenero e duro, dal momento che colpisce direttamente l’apparato fogliare responsabile della fotosintesi (seguono alcune foto su frumento).

Le infezioni iniziano generalmente sulle foglie basali ma possono risalire rapidamente verso quelle superiori, soprattutto in presenza di piogge e bagnature fogliari prolungate. Quando la malattia raggiunge la foglia bandiera, fondamentale per il suo contributo alla resa in granella, le conseguenze produttive possono diventare molto rilevanti.

In annate favorevoli allo sviluppo del patogeno, le perdite produttive possono superare anche il 30–40%, soprattutto nei casi in cui la difesa viene effettuata troppo tardi o con prodotti non sufficientemente adeguati.

Il rischio di infezioni precoci

La situazione attuale ricorda da vicino quanto già accaduto negli ultimi anni, in annate particolarmente favorevoli allo sviluppo di malattie fogliari. Proprio l’anticipo delle infezioni rappresenta uno degli aspetti più critici nella gestione della difesa.

A questo proposito, Vittoria Bardelloni osserva: «alla luce di questo scenario ambientale, è lecito attendersi attacchi precoci e intensi, analoghi a quelli registrati nel 2024, quando infezioni altrettanto anticipate avevano portato a sintomi importanti già prima dell’avvio della levata, in coincidenza con l’epoca dei diserbi. Si tratta di un quadro che aveva messo in difficoltà molti produttori, accentuando la necessità di strategie di difesa tempestive e affidabili.»

Quando le infezioni compaiono precocemente, infatti, il rischio è quello di trovarsi con una pressione della malattia già elevata nelle prime fasi della levata. In queste condizioni la difesa diventa più complessa e richiede interventi mirati e tempestivi per evitare che la patologia comprometta le foglie superiori.

L’importanza del momento di intervento

La strategia di difesa nei confronti delle malattie fogliari del frumento si basa su un principio agronomico fondamentale: proteggere l’apparato fogliare più produttivo, in primis la foglia bandiera. Per questo motivo la scelta del momento di intervento assume un ruolo determinante. Nelle annate con infezioni anticipate, l’epoca della levata rappresenta spesso un momento chiave per bloccare lo sviluppo delle malattie e prevenire la diffusione verso le foglie superiori.

Per il 2026, la raccomandazione tecnica di Vittoria Bardelloni, «è, quindi, di intervenire con Univoq, fungicida dotato di un’elevata efficacia contro septoria. In presenza di condizioni predisponenti, il trattamento è consigliato a inizio levata alla dose di 1,5–1,75 L/ha; in alternativa, l’applicazione sulla foglia bandiera richiede 1,75 L/ha per garantire una protezione ottimale dell’apparato fogliare più produttivo.»

Una strategia impostata correttamente permette di proteggere le foglie chiave della pianta, mantenendo attiva la capacità fotosintetica della coltura durante le fasi più importanti per la formazione della resa.

Tecnologia e protezione del potenziale produttivo

Nel contesto delle primavere piovose, una delle principali criticità dei trattamenti fungicidi riguarda la tenuta del prodotto sulla superficie fogliare. Le piogge successive al trattamento possono, infatti, ridurre l’efficacia di alcune soluzioni fitosanitarie, soprattutto quando la formulazione non garantisce un’adeguata adesione alla foglia.

Proprio per questo motivo le innovazioni formulative rappresentano oggi un elemento centrale nella protezione delle colture cerealicole. Come evidenzia Bardelloni, «la forza di Univoq risiede nella combinazione tra Inatreq™ active, protioconazolo e la formulazione avanzata IQ4, sviluppata per offrire un’adesione superiore anche in caso di pioggia dopo il trattamento e una persistenza prolungata nel tempo. Grazie a questa tecnologia, Univoq rappresenta una soluzione sicura e altamente performante anche nelle primavere più piovose, assicurando una copertura efficace delle foglie e la massima espressione del potenziale produttivo del grano.»

La combinazione di principi attivi con differenti modalità di azione, associata a una formulazione studiata per migliorare l’adesione alla foglia, consente di mantenere elevata l’efficacia del trattamento anche in condizioni climatiche difficili.

Difesa integrata e gestione agronomica

In un’annata come quella attuale, la difesa fitosanitaria del frumento deve essere interpretata come parte di una strategia agronomica più ampia, che comprende la scelta varietale, la gestione della densità di semina e il monitoraggio costante delle colture. Le aziende cerealicole sono chiamate a osservare con attenzione lo stato sanitario delle colture, valutando tempestivamente la comparsa dei primi sintomi e la presenza delle condizioni predisponenti allo sviluppo delle malattie.

L’utilizzo di fungicidi efficaci e tecnicamente mirati rappresenta uno degli strumenti principali per garantire la protezione del potenziale produttivo della coltura, soprattutto in annate caratterizzate da forte pressione fitopatologica.

Proteggere resa e qualità del raccolto

Il frumento è una coltura in cui la protezione dell’apparato fogliare nelle fasi centrali della primavera è determinante per la formazione della resa e della qualità della granella. Una gestione efficace delle malattie fogliari permette di preservare la superficie fotosintetica della pianta, favorendo il riempimento della spiga e contribuendo al raggiungimento dei parametri qualitativi richiesti dalla filiera cerealicola.

In un’annata complessa come quella del 2026, caratterizzata da condizioni meteorologiche favorevoli allo sviluppo delle patologie fungine, la tempestività degli interventi e la scelta delle soluzioni tecniche più adeguate diventano, quindi, fattori chiave per sostenere la produttività del frumento e ridurre il rischio di perdite economiche per le aziende agricole.

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