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FALARIDE: QUANDO LA PRESSIONE SALE

L’importanza di un diserbo rapido e selettivo

Nelle aree cerealicole del Centro-Sud la stagione in corso sta riportando in primo piano una criticità che molti agricoltori conoscono bene: la crescente pressione delle infestanti graminacee, e in particolare della falaride. Inverni miti, accestimenti regolari e rotazioni poco diversificate stanno creando condizioni favorevoli allo sviluppo di questa malerba, che in frumento e in altri cereali autunno-vernini può diventare una competitor molto aggressiva per acqua, luce e nutrienti. In un quadro del genere, il diserbo non può essere considerato un intervento di routine, ma una scelta tecnica decisiva per difendere potenziale produttivo e qualità della granella.

Perché la falaride sta tornando a pesare

L’evoluzione della flora infestante nei cereali non è casuale. Negli ultimi anni si è assistito a una maggiore diffusione di specie favorite da semplificazione colturale, lavorazioni ridotte, ritardi o adattamenti delle epoche di intervento e condizioni climatiche favorevoli. L’evoluzione della flora infestante, infatti, è legata sia agli interventi di diserbo, sia ai cambiamenti delle pratiche colturali e dell’ambiente pedoclimatico. In questo quadro la falaride rientra pienamente tra le graminacee che possono sfruttare al meglio i punti deboli del sistema colturale.

Nelle aziende cerealicole del Centro-Sud il problema è, spesso, aggravato dalla difficoltà di impostare rotazioni realmente ampie e dalla necessità di contenere i costi operativi. Quando il frumento segue frumento o, comunque, si riduce la variabilità delle successioni colturali, il vantaggio competitivo delle infestanti graminacee cresce. Se a questo si aggiungono autunni e inverni relativamente miti, con emergenze scalari e lunga vitalità delle malerbe, la pressione può diventare rapidamente elevata. È proprio in queste situazioni che la tempestività e l’efficacia del diserbo di post-emergenza fanno la differenza.

Una competizione che colpisce resa e qualità

La presenza di graminacee nel frumento è particolarmente insidiosa perché la somiglianza fisiologica e morfologica tra coltura e infestante rende il confronto molto serrato e, in molti casi, più difficile da correggere quando il problema è già evidente. La competizione precoce riduce l’accestimento utile della coltura, sottrae azoto e acqua nei momenti chiave e può alterare l’uniformità dello sviluppo in campo. Il risultato, per il cerealicoltore, non è soltanto una minore resa: spesso si traduce anche in una raccolta meno pulita, più complicata da gestire e meno soddisfacente sotto il profilo qualitativo. I rischi sono di perdite medie potenzialmente molto elevate in presenza di infestanti, con impatto sia quantitativo sia qualitativo.

Nel caso della falaride, inoltre, il problema non è solo l’intensità della diffusione dell’infestante ma anche il momento del suo ciclo nel quale la si intercetta. Ritardare l’intervento significa consentire alla malerba di consolidare la propria capacità competitiva e rendere più difficile un controllo efficace. In annate dove le finestre operative non sono ampie, la scelta di una soluzione erbicida efficace e selettiva diventa, quindi, ancora più importante. D’altronde, questi concetti si ritrovano anche nelle linee guida del GIRE che richiamano la necessità di evitare interventi tardivi, il ricorso sistematico agli stessi meccanismi d’azione e la monosucessione prevalente. Si tratta, infatti, di fattori che favoriscono diffusione e resistenze.

Fencade nel controllo delle graminacee difficili

In questo contesto si inserisce Fencade®, che Corteva presenta come erbicida selettivo per grano duro, grano tenero e triticale, sviluppato per il controllo delle infestanti graminacee più difficili. Fencade combina mesosulfuron e piroxsulam, con l’obiettivo di offrire efficacia, rapidità d’azione e sicurezza per la coltura; è possibile, inoltre, la miscela con altri erbicidi per cereali come Zypar, Ariane II, Columbus e Zenith.

Questi aspetti sono particolarmente rilevanti negli areali dove la pressione di falaride è elevata e il cerealicoltore deve costruire una strategia flessibile. Quando, infatti, la graminacea dominante è ben insediata, la soluzione tecnica deve essere forte sul bersaglio ma, al tempo stesso, compatibile con la fisiologia della coltura e con l’organizzazione del cantiere. La selettività, in questi casi, non è un elemento accessorio: è ciò che consente di intervenire in modo deciso senza aggiungere ulteriore stress a una coltura che può già essere alle prese con variabilità climatica, ristagni o sbalzi termici.

Le testimonianze dal campo

Come spiega Andrea Angeli, Category Marketing Manager Herbicides di Corteva Agriscience, «quest’anno, nelle aree a forte vocazione cerealicola del Centro-Sud Italia, si è osservata un’esplosione delle infestazioni di falaride. Le condizioni climatiche miti e le rotazioni colturali poco diversificate hanno favorito la proliferazione di questa graminacea invasiva, che minaccia la produttività dei campi di frumento e orzo».

Questa dichiarazione intercetta bene il nodo tecnico della stagione: nelle aree dove la falaride è uscita dal perimetro del problema “occasionale” per entrare in quello della criticità strutturale, serve un diserbo capace di lavorare bene anche in condizioni non ideali. Ecco perché l’affidabilità operativa, unita alla selettività, diventa una leva concreta per proteggere il campo.

Gianni Matarrese, contoterzista di Mottola (TA) testimonia, infatti, che «Fencade si è dimostrato uno strumento affidabile per gestire questa criticità, garantendo efficacia e selettività anche in terreni dove la pressione delle infestanti è particolarmente elevata e le pratiche agronomiche sono limitate dalla presenza di colture sensibili».

Diserbo efficace, ma dentro una strategia più ampia

Nessun erbicida, da solo, può essere la risposta unica a un problema di sistema. Le linee guida del GIRE insistono da tempo sulla necessità di integrare il mezzo chimico con scelte agronomiche coerenti: rotazioni, alternanza dei meccanismi d’azione, attenzione ai momenti di applicazione, prevenzione della disseminazione delle infestanti, lavorazioni ragionate quando possibili. La gestione della falaride, soprattutto negli areali dove la pressione è cronica, richiede esattamente questo approccio.

Ma proprio perché il diserbo deve collocarsi all’interno di una strategia coerente, è fondamentale che il singolo intervento funzioni davvero. Una soluzione che non controlla bene il problema o che obbliga a compromessi eccessivi sulla finestra di impiego rischia di indebolire l’intero impianto agronomico. In un’annata in cui la coltura deve già difendersi da numerose variabili, l’erbicida deve essere un fattore di stabilità.

Difendere oggi il raccolto e domani il campo

Il controllo efficace della falaride non va letto solo in chiave di campagna corrente. Ogni popolazione infestante lasciata arrivare a seme alimenta, infatti, il potenziale problema degli anni successivi. Per questo il diserbo nei cereali è un investimento che ha valore immediato sulla resa ma anche valore prospettico sulla salute dell’appezzamento in termini agronomici. Intervenire bene oggi significa ridurre la pressione futura e mantenere più gestibile il sistema colturale.

Nel Centro-Sud, dove il frumento rappresenta una componente economica decisiva e la variabilità meto-climatica impone sempre più precisione tecnica, la gestione delle graminacee invasive è uno dei punti cardine della redditività. In questo scenario Fencade si propone come uno strumento tecnico da inserire in modo ragionato nelle strategie di diserbo, soprattutto laddove la falaride alza il livello della sfida.

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