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EQUILIBRIO DI GUERRA

L’analisi di Domenico De Francesco si concentra sul durum

In questo periodo siamo in un equilibrio di guerra: sui prezzi al campo, su scala globale, si registra una situazione di stallo tendenzialmente ribassista. In Italia, paese importatore, i prezzi seppur ribassisti “tengono” grazie ai maggiori costi d’importazione che causa la crisi dello Stretto di Hormuz e questa è una magra consolazione. La CUN grano duro si è rivelata un flop perchè si è dovuta piegare alle ragioni del mercato, con gran dispiacere dei produttori agricoli che vi avevano riposto le ultime flebili speranze di vedersi riconosciuti un prezzo politico vicino alle loro aspettative, come peraltro Ismea aveva autorizzato a sperare.

Intanto, in Europa, la produzione andrà rivista in discesa rispetto al 2025: le condizioni fenologiche  dei campi sembrano ottimali, tuttavia l’esorbitante costo dei fertilizzanti potrebbe aver  indotto gli agricoltori ad abbassare l’input azotato e ciò porterà, se le nostre impressioni saranno confermate, a ridurre le rese. Per contro, l’import dall’esterno dell’Unione continua e sono state raggiunte le 1.408.000 tonnellate , di cui 634.000 dal Canada, 269.000 dal Kazakhstan, 202.000 dagli Usa, 64.000 dalla Turchia e 23.000 dall’Ucraina. La sola Italia ha totalizzato un import extra UE di ben 1.192.000 tonnellate, circa l 85% del totale importato dall’Ue: dal Canada sono uscite, dirette sul nostro mercato, 811.000 tonnellate: 55.000 di 1° grado , 533.000 di 2° grado e 46.000 tonnellate di 3° grado. Il 2° grado equivarrebbe al nostro buono mercantile. Ma vediamo cosa sta succedendo sui mercati internazionali.

Russia

Tardano le semine causa meteo avverso, secondo le stime la produzione di durum russo 2026 dovrebbe essere in linea con la produzione 2025, ovvero 2.000.000 tonnellate; tuttavia, allo stato attuale non sappiamo quanto possa incidere negativamente il fattore meteo sulle semine e il raccolto lo peseremo a fine settembre. Il governo ha limitato l’export di fertilizzanti per assicurare un giusto approvvigionamento ai suoi agricoltori.

Turchia

Allo stato attuale le condizioni fenologiche dei campi sembrano essere in uno stato ottimale, anche se in alcune sacche del Konia si registrano stress idrici, ma niente di preoccupante, le ultime indicazioni dicono che le semine a Durum in realtà non sono aumentate ma si confida in un abbondante raccolto, che porterebbe ad un ribasso dei listini per  la prossima stagione commerciale 2026/27 che inizia il 1 luglio: potremmo rivedere l’origine turca sul mercato internazionale, per quanto attualmente i prezzi turchi siano elevati proprio a causa di una disponibilità interna limitata; sui certificati di esportazione canadesi si vedono partenze verso la Turchia per oltre 120.000 tonnellate di 1° grado a certificare il delicato momento interno del mercato turco. Non è difficile immaginare di che categoria facciano parte le 64.000 tonnellate di durum turco verso l’Europa.

Nord Africa

Siamo al giro di boa, tra un mese inizia il raccolto negli areali più precoci, così come nella parte sud della Sicilia e le condizioni dei campi lasciano ben sperare in un abbondante raccolto;  si stima il 20% in più rispetto a quello del 2025 , ovvero circa 5.600.000 tonnellate fronte un bisogno di circa 8.000.000 di tonnellate. In tal modo si ridurrebbe la dipendenza dall’import di paesi come Marocco ed Algeria. Attualmente il Marocco ha comprato 541.000 tonnellate di 1° grado dal Canada e l’Algeria 711.000 tonnellate, alle quali con molte probabilità si aggiungeranno altre 400.000 tonnellate acquistate con l ultima asta indetta il 16 aprile dal Canada, oltre a ben 106.000 tonnellate dagli Usa. La maggior disponibilità del futuro raccolto nord africano metterebbe in difficolta sia l export nord americano che l’eventuale ritorno sul mercato dell’origine turca, spingendo comunque i listini verso il ribasso.

Messico

Ormai è accertato: il Messico da paese esportatore passerà ad importatore netto, con un taglio sensibile alle semine a causa della scarsità idrica; sono iniziate le prime operazioni di raccolta e le rese sono sotto le aspettative causa siccità. La posizione messicana potrebbe quindi alleggerire il surplus produttivo nord americano.

Nord America

Discorso articolato. I prezzi al campo restano depressi, le semine canadesi vengono date in contrazione del 2,5% (troppo poco per come stanno le cose) mentre più reattivi appaiono gli americani; si stima un taglio dell’11% , ma su questo versante si potrebbe giocare una partita a giro molto importante, causa siccità negli USA e prezzi elevati dei fertilizzanti.

In Usa oggi c’è una siccità persistente sugli areali dei teneri di forza, si notano molti campi stressati, infatti i prezzi di questi grani non sono molto distanti dal Durum; tutto questo potrebbe indurre molti agricoltori a cambiare cultivar, ovvero a sostituire il Durum con il WHR, un tenero di forza molto più remunerativo; in Canada ormai il CWRS, tenero di forza, ha una quotazione ampiamente maggiore del Durum e vi potrebbe essere un ripensamento sulle semine a Durum; inoltre l’elevato prezzo dei fertilizzanti potrebbe indurre molti agricoltori a dirigersi verso cultivar che hanno meno bisogno di input azotati. Tutte combinazioni avverse al Durum che ne potrebbero ridimensionare gli investimenti abbassando le disponibilità  del futuro raccolto.

In sostanza , su questo versante , tra qualche mese potremmo registrare importanti cambiamenti che potrebbero incidere non poco sul futuro prezzo del Durum mondiale: parliamo di un raccolto che durante tutto il suo percorso potrebbe avere stravolgimenti importanti che comprometterebbero il risultato finale, come gli andamenti climatici e gli stravolgimenti geopolitici, i quali possono essere ancora una volta la chiave di volta del futuro raccolto nord americano e di conseguenza dell’intero mercato mondiale.

A metà giugno si chiuderanno i contratti assicurativi e capiremo il reale volume delle semine, quindi diamoci appuntamento a fine luglio quando conosceremo lo stato fenologico della cultivar; ma più di tutto, tra un mese diventerà imperativo studiare per bene i listini perché il mercato anticipa tutto e tutti e in anticipo ci dirà come stanno andando realmente le cose. Per quanto si capisce adesso, in assenza di stravolgimenti che ridimensionino il futuro raccolto mondiale di Durum, il futuro sarà all’insegna di prezzi bassi, salvo un breve periodo positivo durante il raccolto.

Autore: Domenico De Francesco, cerealicoltore di Atessa

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