Nel diserbo dei cereali autunno-vernini il controllo delle dicotiledoni resta un tema centrale, soprattutto quando il campo presenta una flora composita e quando le condizioni stagionali impongono un’elevata flessibilità di intervento. È in questo scenario che si inserisce il lavoro presentato alle Giornate Fitopatologiche 2026 su una nuova soluzione a base di florasulam e dichlorprop-p, studiata per i cereali autunno-vernini e valutata anche in miscela con pinoxaden.
Il razionale della prova era duplice: da un lato verificare le performance del nuovo formulato sulle infestanti presenti in campo, dall’altro esplorare la sua complementarietà con un graminicida ACCasi, così da costruire una soluzione più ampia e più coerente con le esigenze reali del frumento.
Due principi attivi, due meccanismi d’azione
La miscela contiene florasulam a 25 g/L, principio attivo appartenente agli ALS-inibitori, gruppo 2 HRAC, e dichlorprop-p a 300 g/L, classificato come auxino-simile, gruppo 4. L’interesse tecnico della combinazione sta nella presenza di due meccanismi d’azione diversi, con l’obiettivo di ottenere un controllo efficace delle dicotiledoni e, al tempo stesso, di favorire una migliore integrazione con un graminicida come pinoxaden.
Il protocollo triennale in Emilia-Romagna
La sperimentazione è stata condotta dal 2022 al 2025 in due località emiliane, Cadriano, in provincia di Bologna, e Terre del Reno, in provincia di Ferrara, quindi in ambienti differenti anche per caratteristiche del suolo. Il nuovo formulato è stato confrontato con otto erbicidi di post-emergenza oltre al controllo non trattato. Le prove sono state impostate con schema a blocchi randomizzati a quattro replicazioni, mediante applicazione con barra manuale a ugelli a ventaglio.
Il confronto ha incluso soluzioni a base di MCPP-P, MCPA, thifensulfuron più tribenuron, miscele con florasulam e 2,4-D, formulati con fluroxipyr, clopiralid e MCPA, una soluzione a base di pinoxaden e una miscela di halauxifen e florasulam.
I risultati sulle dicotiledoni
Nella prova di Cadriano 2022, dove le infestanti prevalenti erano Papaver rhoeas, Sinapis arvensis e Galium aparine, la soluzione ha mostrato un ottimo controllo delle dicotiledoni. In particolare, il comportamento su Galium aparine è risultato migliore rispetto a una delle alternative di confronto.
A Cadriano 2024 il formulato è stato valutato a 1,5 e 2,0 L/ha. Alla dose di 1,5 L/ha il controllo di Papaver e Galium si è attestato intorno al 94-95%, mentre alla dose di 2,0 L/ha il controllo ha raggiunto il 100%. Il dato suggerisce che la dose più alta sia quella in cui la miscela esprime al meglio il proprio potenziale dicotiledonicida.
La miscela con pinoxaden e la risposta su graminacee
Un passaggio molto interessante della sperimentazione riguarda il focus 2025 a Cadriano, dedicato alla miscela con pinoxaden. In questo caso, oltre alle dicotiledoni, sono entrate in gioco anche Avena sterilis e Lolium multiflorum. La combinazione ha consentito di ottenere un buon controllo di Avena, pari al 90%, e di Lolium, pari al 98%, con prestazioni agronomiche definite ottime nelle conclusioni.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per il frumento, perché mostra come la soluzione a base di florasulam e dichlorprop-p possa trovare spazio dentro programmi di miscela mirati ad allargare lo spettro d’azione, mantenendo una buona compatibilità tecnica.
Selettività, freddo e utilità pratica
Nella prova di Terre del Reno 2024, con infestazioni di Papaver rhoeas, Viola arvensis, Fumaria officinalis e Veronica spp., il formulato ha ottenuto il 93% su Papaver, il 90% su Fumaria, l’80% su Viola e il 79% su Veronica. In alcune specie altre alternative sono risultate leggermente più performanti, ma nel complesso il comportamento è stato giudicato in linea con i prodotti comparati.
Un elemento utile per l’interpretazione agronomica è che i ritorni di freddo registrati in prova non hanno mostrato interferenze rilevanti né sull’efficacia né sulla selettività. Le conclusioni sottolineano infatti che il controllo delle dicotiledoni è in linea con le alternative testate e che la soluzione mostra buona selettività e ampio spettro d’azione, soprattutto alla dose di 2 L/ha.
Per il cerealicoltore, il messaggio finale è che questa miscela può rappresentare una base interessante nei programmi di post-emergenza dove il diserbo deve tenere insieme dicotiledoni e graminacee attraverso combinazioni tecnicamente compatibili. Più che un prodotto da leggere da solo, è una soluzione che acquista valore quando viene inserita in un’impostazione di difesa integrata e di costruzione ragionata della miscela.
Fonte: Presentazione “Difesa dalle piante infestanti”, Giornate Fitopatologiche 2026
Autore: Azzurra Giorgio
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