Cresce il frumento tenero, anche se la domanda non è brillante. Un operatore dice che la quotazione aumenta «per simpatia» con quella del mais, che effettivamente a Milano ha guadagnato posizioni, nella seduta del 21 luglio. Sarebbe stato un giorno come gli altri se il Golfo non avesse infiammato nuovamente l’estate dei mercati. La ripresa delle ostilità ha chiuso nuovamente le vie d’acqua e gli operatori prevedono che per almeno un mese o addirittura un mese e mezzo le quotazioni dei cereali saranno destinate a crescere o comunque a non calare, malgrado i raccolti del frumento siano tutt’altro che scarsi. Ci sono problemi di qualità in Europa, è vero, ma a dettar legge adesso è la logistica: se e quando le navi riusciranno ad attraccare nei nostri porti, allora i prezzi torneranno a raffreddarsi. Da mercoledì, quindi, è allarme guerra nelle borse e ciò darà la possibilità di spuntare qualche euro in più. Non che si parli di grandi affari: la domanda resta debole, perché è debole quella della Gdo, a sua volta condizionata dai consumatori impauriti dalla congiuntura. Tant’è vero che i sottoprodotti non hanno brillato. Anche il duro, che a Milano è quotato ormai franco partenza, resta in stallo: segno che i molini non comprano. Scarica il listino della Granaria del 21 luglio 2026
Mercato rialzista
Sul mercato globale la tendenza è al rialzo. I mercati risentono infatti delle interruzioni delle spedizioni nel Mar Nero, delle minori aspettative di produzione europea per il caldo e della percezione di una contrazione delle scorte finali globali, sebbene i risultati iniziali favorevoli del raccolto in Russia e nell’Ucraina orientale continuino a limitare i rialzi. Le restrizioni attraverso il Canale del Don-Azov e lo Stretto di Kerch hanno aggiunto un rischio logistico. Il rapporto IGC di luglio ha lasciato la produzione globale di grano invariata intorno agli 821 milioni di tonnellate e le scorte finali leggermente in calo intorno ai 279 milioni di tonnellate.



