Il meteo ci ha messo lo zampino in tre prove su 25 ed una ha evidenziato variazioni superiori alla norma ma la Rete delle prove varietali del frumento tenero 2025/2026 ha comunque tagliato il nastro del suo 53° anno di attività e ci restituisce dati interessanti, come spiega la responsabile Patrizia Vaccino del Crea. «La campagna 2025-26 ha beneficiato di un andamento meteorologico generalmente favorevole: al Nord-Ovest temperature generalmente miti e precipitazioni ben distribuite hanno favorito lo sviluppo della coltura e anticipato la spigatura. Il caldo intenso e la scarsa piovosità di fine maggio hanno accelerato la maturazione, consentendo raccolte anticipate rispetto alla media. Nonostante l’andamento umido della prima parte del ciclo, l’incidenza delle malattie fungine è rimasta complessivamente contenuta» ci racconta.
Andamento meteo ed eventi climatici nella campagna 2025-2026
Invece, il Nord-Est è stato caratterizzato da abbondanti precipitazioni, seguite in primavera da un’alternanza tra fasi siccitose e periodi piovosi. Le temperature, generalmente superiori alla media hanno favorito anche qui un anticipo della maturazione. Lievi manifestazioni di septoriosi.
Risultati produttivi e rese medie del frumento tenero al Nord
Al Centro un meteo differenziato: favorevole nelle Marche, piogge eccessive nelle aree litoranee del versante tirrenico, seguite da periodi secchi, ventosi e con temperature miti e nelle aree interne, nello specifico Rieti, favorevole fino a pochi giorni dalla raccolta, «quando una violenta precipitazione accompagnata da grandine, verificatasi il 29 giugno, ha causato danni rilevanti alla prova, con una perdita stimata del 30-40% della granella» precisa la ricercatrice. Nell’areale meridionale, l’andamento climatico è stato nel complesso favorevole: le precipitazioni autunno-invernali che hanno garantito adeguate riserve idriche nonostante le temperature generalmente superiori alla media e la siccità nella parte finale del ciclo. A Libertinia septoriosi e ruggine nera, mentre a Ciminna si è confermata la migliore adattabilità delle varietà primaverili rispetto a quelle alternative e invernali, penalizzate dal mancato soddisfacimento del fabbisogno di vernalizzazione.
Le varietà più performanti per classe merceologica
Ma vediamo i risultati, partendo dall’Italia settentrionale. Nell’areale Nord la produzione media ha raggiunto 7,79 t/ha (tabella 2), evidenziando una lieve flessione (- 0,32 t/ha) rispetto allo scorso anno. Le rese più elevate sono state ottenute in Emilia-Romagna, con 8,84 t/ha, seguita da Piemonte (7,87 t/ha), Lombardia (7,66 t/ha) e Veneto (7,45 t/ha). In Friuli-Venezia Giulia la produzione media si è attestata a 6,54 t/ha (grandine).
La produzione media più elevata è stata registrata per la classe FPS (8,11 t/ha), seguita dalla classe FP (8,05 t/ha), mentre le classi FB ed FF hanno evidenziato valori medi rispettivamente pari a 7,77 e 7,10 t/ha. Tra le varietà in prova, la resa media più elevata è stata conseguita dal frumento panificabile superiore KWS Peplum, con 8,85 t/ha. La varietà ha evidenziato un indice medio di 117, distinguendosi per prestazioni superiori alla media in 10 dei 12 campi di prova. Seguono Carlotta (8,62 t/ha) e KWS Felice (8,58 t/ha), entrambe appartenenti alla classe dei frumenti panificabili.
La produttività più elevata nell’ambito della classe FF è stata registrata per Ardes (7,73 t/ha). Nell’ambito dei frumenti biscottieri (FB), si è distinta Van Gogh, che ha raggiunto una produzione media di 8,05 t/ha. Non si sono riscontrate criticità legate al peso ettolitrico, che ha fatto registrare un valore medio elevato (81,0 kg/hL).
Qualità della granella: peso ettolitrico e contenuto proteico
Il peso dei 1000 semi si attestato ad una media di 41,9 g, in calo rispetto ai 43,5 g registrati lo scorso anno. Il contenuto proteico medio è risultato pari al 12,2%, valore da considerarsi buono, registrando un incremento di 0,5 punti percentuali rispetto alla campagna precedente. I valori più elevati sono stati rilevati, come atteso, nei frumenti di forza (FF), che hanno raggiunto il 13,1% in media, seguiti dai frumenti panificabili superiori (FPS) con il 12,1%, dai frumenti panificabili (FP) con l’11,8% e dai frumenti biscottieri (FB) con l’11,5%. Le attività sono state realizzate nell’ambito del progetto RETICER, finanziato dal MASAF. Leggi: Varietà a confronto nella rete e Autori della sperimentazione
Seguiranno i dati su Centro e Sud domani.






