Nel frumento e nei cereali autunno-vernini, la produttività non dipende solo da genetica, concimazione e difesa. Sempre più spesso, la differenza si gioca sulla capacità della pianta di assorbire meglio i nutrienti, utilizzare meglio l’azoto e mantenere attiva la fotosintesi anche nelle fasi più delicate del ciclo.
È in questo spazio tecnico che si inserisce la strategia biologicals di Corteva Agriscience, illustrata da Mario Colonico, Biostimulants Business Leader di Corteva Agriscience. L’obiettivo è accompagnare la coltura dalla semina al riempimento della granella, riducendo il divario tra potenziale produttivo e risultato reale in campo.
«Con i biologicals riduciamo il gap tra resa reale e potenziale», ci spiega. Si tratta di un approccio sostenuto anche dai dati sperimentali: su cereali autunno-vernini, Corteva ha condotto 3 anni di attività di campo, con oltre 120 prove e un incremento medio di resa pari a +4,6 quintali per ettaro di granella.
Radici più efficienti dalla semina
Il primo tassello della strategia è Resid MG, microgranulato da applicare alla semina a base di micorrize. Il ceppo utilizzato, Glomus iranucum var. tenuihypharum, è brevettato per isolamento, uso e formulazione ed è stato selezionato per la sua capacità di lavorare anche in condizioni molto difficili.
La sua origine è interessante dal punto di vista agronomico: il microrganismo è stato isolato in una regione della Murcia, in Spagna, caratterizzata da clima arido, temperature elevate, suoli ricchi di sodio e condizioni ambientali estremamente complesse. Questo profilo, infatti, lo rende funzionale anche in contesti fertilizzati e complessi, dove la salinità o l’uso intensivo dei suoli possono limitare lo sviluppo radicale.
«Resid MG accompagna lo sviluppo della pianta per tutto il ciclo colturale», sottolinea Colonico. Il suo ruolo è ampliare la superficie esplorata dalle radici, stimolare l’assorbimento del fosforo e favorire un ambiente rizosferico più ricco di organismi benefici.
Per il frumento, partire con un apparato radicale più efficiente significa mettere la coltura nelle condizioni migliori per sostenere le fasi successive, comprese fioritura e riempimento della granella, quando stress idrici e termici possono incidere in modo decisivo sulla resa finale.
Migliorare l’uso dell’azoto
Accanto al lavoro radicale, nei frumenti e nei cereali vernini Corteva propone Blue N, soluzione fogliare basata su un microrganismo capace di lavorare nella porzione aerea della pianta, in simbiosi con essa, migliorando il metabolismo dei nutrienti e dell’azoto.
Il punto chiave è interpretare correttamente il prodotto. «Blue N non è pensato per rimpiazzare i concimi azotati », chiarisce Colonico. L’obiettivo è rendere la pianta più efficace ed efficiente nell’uso dell’azoto, anche quando gli apporti di concime sono più contenuti o quando l’andamento stagionale ne limita l’efficienza.
Blue N contribuisce alla cattura di azoto atmosferico e sostiene la capacità fotosintetica. Non va quindi letto come un intervento a effetto immediato, ma come un supporto progressivo alla coltura, capace di accompagnarla fino alla parte finale del ciclo.
Una pianta con radici più performanti e apparato fotosintetico più attivo può utilizzare meglio non solo l’azoto ma anche fosforo, potassio e i mesoelementi. In questa logica, Blue N diventa un miglioratore delle prestazioni della pianta, da inserire in una gestione agronomica integrata.
Quando applicare Blue N
Il momento consigliato per Blue N è tra fine accestimento e inizio levata, quando la copertura fogliare è sufficiente a intercettare bene il prodotto. L’applicazione non deve essere troppo precoce, quando la vegetazione è ancora discontinua, ma nemmeno troppo tardiva.
Dal punto di vista operativo, il prodotto può essere inserito in miscela con l’erbicida, se il timing è coerente, oppure successivamente con il fungicida. Trattandosi di organismi vivi, il tema della compatibilità resta centrale. Corteva lavora su liste di compatibilità disponibili per agricoltori e tecnici: si possono, quindi, valutare situazioni specifiche per le aziende che vogliono inserirlo nei propri programmi colturali.
Blue N può essere utilizzato anche in regime biologico. In quest’ultimo caso, dove gli strumenti tecnici disponibili sono più limitati, il contributo all’efficienza fisiologica della pianta può risultare ancora più rilevante.
Bioforge contro caldo e siccità
Un altro prodotto della gamma è Bioforge, pensato per aiutare la pianta a tollerare situazioni di stress. Nel caso del frumento e dei cereali vernini, il riferimento principale è agli stress da caldo e siccità.
«Bioforge aiuta la pianta a tollerare situazioni di stress, in particolare caldo e siccità nel momento della fioritura di frumento e cereali vernini», spiega Mario Colonico. Il prodotto agisce sulla fisiologia della pianta e offre i risultati migliori se applicato in via preventiva, prima che lo stress diventi pienamente limitante.
Qui l’obiettivo è mantenere il potenziale idrico fogliare e sostenere l’attività fotosintetica anche quando la pianta tende a rallentare il proprio metabolismo. Il momento indicato è in miscela con il trattamento fungicida tra botticella e fioritura, fase decisiva per preservare resa e qualità.
Qualità della granella e futuro della gamma
Nel frumento non conta solo produrre di più. Per i panificabili e, ancora di più, per i grani di forza, la qualità della granella è un obiettivo tecnico centrale. In quest’ambito Corteva ha sviluppato Harbest, soluzione pensata per contribuire al miglioramento qualitativo.
Il principio è coerente con tutta la strategia biologicals: una pianta che lavora meglio dal punto di vista fisiologico, mantiene attiva la fotosintesi e utilizza meglio le risorse, allora è in grado di esprimere in maniera ottimale anche il potenziale qualitativo.
Lo sviluppo futuro delle strategie biologicals guarda, inoltre, alla gestione degli stress legati alla disponibilità dell’acqua, alla valorizzazione della difesa e alla microbiologia avanzata. «Stiamo lavorando su soluzioni orientate al biocontrollo, oltre che alla biostimolazione, per consegnare agli agricoltori uno strumento in più con cui mantenere il potenziale produttivo delle colture e la redditività delle loro aziende agricole», conclude Colonico.
Per tecnici e agricoltori, il messaggio è chiaro: i biologicals non sostituiscono le tecniche agronomiche consolidate, ma possono completarle. Inseriti nel momento corretto, aiutano la coltura a usare meglio le risorse, tollerare gli stress e difendere resa, qualità e competitività aziendale.
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