Ribassi che proseguono identici alla scorsa settimana (LEGGI) per il grano duro mentre rallenta ancor di più il deprezzamento per tenero, che rimane comunque diffuso a Bologna. A dettare questi andamenti continua ad essere il contesto di mercato all’estero, mentre per il prodotto interno si registrano scambi minimi e disponibilità vendibili ridotte.
TENERO STABILE A MILANO, -2 €/T A BOLOGNA
L’unico prodotto ancora ben disponibile e con scambi regolari sulle piazze della penisola risulta essere il tenero di forza. Tale andamento viene avvalorato dal listino di Milano, dove viene espressa una sola variazione per il frumento tenero riguardante proprio il di forza di origine UE, in calo di 5 €/t. Ciò avviene poiché l’offerta nazionale riesce a soddisfare la richiesta dei molini ad un prezzo ben inferiore a quello espresso per tale merce importate, che in assenza di domanda arriva al deprezzamento. Sul listino di Bologna si registra una variazione negativa di 2 €/t per diverse voci relative a tenero. Calano tutte le declinazioni del prodotto nazionale, mentre per l’estero sono in ribasso il comunitario generico e il prodotto di origine nordamericana. Questo deprezzamento espresso nella sede emiliana potrebbe presto arrivare anche in Lombardia, solita ad allinearsi successivamente.
I mercati a termine rimangono in crescita, seppur lieve, sia a Chicago sia a Parigi. Un andamento dettato da prospettive produttive non ottimali in Nordamerica e Russia e dal progredire delle guerre commerciali a cui stiamo assistendo. Tali fattori lasciano presagire una riduzione dell’offerta con possibili conseguenti apprezzamenti per la materia prima.
DURO ANCORA IN CALO, LA DOMANDA GUARDA ALL’ESTERO
Il mercato del duro continua a vedere deprezzamenti di 3 €/t su entrambe le sedi e per tutte le declinazioni di prodotto. Ciò avviene nonostante nei maggiori Paesi che esportano in Italia, come Usa e Canada, il prezzo in € sia in crescita a causa dell’aumento di valore del Dollaro e di alcuni apprezzamenti. Aumentano leggermente anche i noli marittimi per le navi cariche di merci alimentari. Tutte queste dinamiche vengono superate nei listini nostrani dalla quasi totale assenza di domanda per la merce nazionale. I compratori si rivolgano con costanza all’estero, evitando di forzare la mano tanto da portare ai deprezzamenti proposti nonostante l’offerta nazionale sia ormai risicatissima.
La disponibilità di merce oltreoceano, soprattutto dal Canada, è elevata sia per il presente, dopo la riapertura dei porti del nord, sia per il futuro. I raccolti procedono infatti al meglio e la riduzione degli scambi con gli Usa potrebbe portare ad un maggior rivolgimento verso l’Ue per il Paese dell’acero. La previsione di un’offerta abbondante si riflette anche sui mercati a termine, in calo nell’ultima settimana.
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