In un momento di stallo a livello internazionale, si guadagna e si perde di sponda: capita anche al frumento tenero che sulla piazza di Milano nella giornata di oggi ha improvvisamente guadagnato terreno – mentre il duro replicava la tendenza ribassista che abbiamo già visto alla Cun – senza che la domanda dei molini si muovesse di un millimetro. A trascinare al rialzo il frumento tenero è, indirettamente, l’apprezzamento del mais, che si combina ai maggiori costi di produzione. Il risultato finale è che i mangimifici ormai cercano grano tenero ovunque, perché più conveniente e disponibile del granoturco. Una strategia comprensibile ma che fa venire il mal di pancia ai soci Italmopa che vedono apprezzarsi un prodotto nazionale per ragioni del tutto indipendenti dalle loro strategie commerciali. Per i cerealicoltori che devono ripianare i conti dell’azienda la destinazione ha una importanza relativa, ma anche questo è un segnale di tensione non trascurabile. Scarica il listino della granaria del 6 maggio 2026
Intanto, nel mondo, l’andamento dei prezzi globali del grano mostra tendenze divergenti: i mercati statunitensi sono sostenuti dalle preoccupazioni legate alle condizioni meteorologiche e da prospettive di raccolto meno favorevoli del previsto, mentre i prezzi nell’UE si sono indeboliti grazie a condizioni favorevoli e a un’ampia offerta per l’esportazione. Nel nostro areale ci si interroga soprattutto sull’effetto che potrebbe avere la siccità nell’Europa centrale e in Ucraina. Le piogge delle ultime ore potrebbero aiutare il frumento nell’Italia settentrionale mentre le abbondanti precipitazioni al Sud rappresentano un rischio per il grano duro. Lo stesso problema sta attraversando la Turchia.




