Abbiamo già parlato sulle nostre pagine di come le pratiche di agricoltura conservativa possano garantire una migliore sanità del suolo e rese più elevate negli anni. I ricercatori della China Agricultural University hanno pubblicato di recente su Nature Communications uno studio basato su un esperimento in campo nel corso di 8 annate agrarie, in una pianura della Cina Settentrionale. Alternando la coltivazione del frumento in inverno a quella del mais in estate, hanno confrontato gli effetti delle pratiche di agricoltura conservativa con quelle di agricoltura convenzionale. Hanno applicato due livelli di calore diverso: uno relativo alla temperatura ambiente, l’altro con un riscaldamento di +2 gradi centigradi tremite riscaldatori ad infrarossi.
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Suolo più sano e rese più alte
L’ipotesi dei ricercatori era che le pratiche conservative migliorassero la produttività, in condizioni di aumento di temperatura. Questo attraverso un incrementato apporto di carbonio in superficie e nel suolo profondo, nonché stimolando la crescita microbica.
La salute del suolo è stata valutata attraverso 17 proprietà che compongono un indice aggregato (Cornell Soil Health Assessment). Il valore nel caso delle pratiche di agricoltura conservativa è risultato superiore al caso delle pratiche convenzionali del 21,5% e del 7,1%, alle profondità di 0-5 cm e di 5-15 cm, a temperatura ambiente. Con il riscaldamento, il vantaggio è amplificato fino a +31,4% e + 10,1% ai due livelli di profondità.
Inoltre, i cambiamenti generati dal riscaldamento nella biomassa microbica e nella diversità delle popolazioni fungine sono direttamente collegati ad un incremento delle rese di frumento nell’arco degli 8 anni. Questo è stato registrato nelle condizioni di agricoltura conservativa.
Secondo i ricercatori, «il riscaldamento indotto ha innescato cambiamenti nella diversità fungina e nella composizione della comunità del suolo e ha portato a un miglioramento della salute del suolo in agricoltura conservativa. In particolare, maggiore infiltrazione e stoccaggio dell’acqua, ciclo del carbonio e dei nutrienti e attività microbica. Il miglioramento della salute del suolo e i cambiamenti nella diversità fungina del suolo hanno contribuito a maggiori rese delle colture in agricoltura conservativa».
Meno impatto, più nutrienti: l’esperienza di Corteva Agriscience
Abbiamo chiesto a Corteva Agriscience di raccontarci un’esperienza che aiuti gli agricoltori a sostenere la fertilità dei suoli. Questo attraverso una maggiore disponibilità di nutrienti, pur rispettando le risorse. L’ottica, quindi, è quella di incrementare le rese riducendo l’impronta ambientale, con un obiettivo di efficienza economica e ambientale.
Pratiche di gestione sostenibile di cereali e mais sono oggetto di studio anche in Italia. Uno tra i più recenti è frutto della collaborazione tra Corteva Agriscience e l’Università di Milano, come riferisce Jessica Murelli, Agronomy Consultant di Corteva: «Lo studio in questione è stato pubblicato su un’importante rivista del settore e ha permesso di valutare che un piano di gestione sostenibile della fertilità, basato su innovative soluzioni di Corteva, ha incrementato le rese mediamente dell’8% per mais da granella, pastone o trinciato. Nel contempo viene ridotta l’impronta di carbonio del 37%, pari a 12 kg di CO2 eq per tonnellata di prodotto. In più è stato evidenziata anche una riduzione dell’impatto su altri effetti ambientali dell’attività colturale». Le tecnologie in questione sono lo stabilizzatore dell’azoto Instinct e il biostimolante BlueN che agisce come azotofissatore fogliare.
Fonte: Conservation agriculture improves soil health and sustains crop yields after long-term warming – Teng, J., Hou, R., Dungait, J.A.J. et al. Conservation agriculture improves soil health and sustains crop yields after long-term warming. Nat Commun 15, 8785 (2024). https://doi.org/10.1038/s41467-024-53169-6
Autore: Azzurra Giorgio
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